Business is Program, Busiless is Innovation!

 Business is Program, Busiless is Innovation!

Business, business model, business plan, business school, solo per citare le prime declinazioni della parola business più cliccate sui motori di ricerca. Perché la parola business, già solo per il fatto di essere inglese, affascina. Il relativo significato comune di “fare affari” intriga e fa sentire importanti. Eppure vi siete mai chiesti quale sia il significato letterale del termine e quali fondamentali trasmette? Scopriremo in questa breve riflessione che fare business e fare impresa sono ben più lontani di quanto pensiate.

Ripercorrendo l’origine della parola business, scopriamo che essa deriva dall’aggettivo dell’inglese del ‘300 bisig, che indica l’impegno nello svolgere un’attività e lo stato di ansia e urgenza che da essa derivano. Non sfuggirà l’assonanza con la parola italiana bisogno o il francese besoin.

Ci vorranno ancora 400 anni perché il termine si trasformi in busy, sostantivato in business ad indicare l’occupazione derivante da un impegno, un compito da svolgere, un’attività economica in genere.

In sintesi un affare, come anche la parola francese del ‘600 affaire – derivata dall’espressione avoir à faire («avere a che fare») – sta ad indicare: un’operazione che si sviluppi in modo vantaggioso o meno, per uno, o più partecipanti alla transazione.

Chi è dunque impegnato in generiche attività economiche viene designato come «uomo d’affari», businessman, un uomo occupato ovvero busy, come diciamo in inglese anche quando siamo al telefono (I’am busy at the moment).

Parlando di imprenditorialità mi preme sottolineare che l’impegno nell’operatività del fare affari porta ad un successo duraturo solo nella misura in cui derivi dall’avere concepito una vision e declinato un piano strategico, attività che richiedono una mente libera di concepire l’innovazione e di sviluppare il modello di business che la sostenga nel tempo.

Quella libertà trova il suo sostantivo nella parola contraria a business, ovvero busiless, il non essere occupati nella quotidianità ma avere la mente libera di fare impresa nel lungo termine per cavalcare mercati volatili ed in continua evoluzione.

Essere imprenditore infatti significa essere pienamente consapevoli e liberi, vuol dire svegliarsi la mattina con una ragione di vita, una vision tradotta in missione, vuol dire migliorarsi continuamente. Il lavoro dell’imprenditore – atteso che l’impresa si sostenga e sviluppi economicamente – è un’opera sociale, in quanto porta in sé la responsabilità verso numerose persone; le proprie, quelle dei clienti che utilizzano il suo prodotto o servizio, quelle di chi finanzia l’attività, quelle dei fornitori a cui si rivolge e più in genere quelle di tutti gli stakeholders.

Se fare strategia, come diceva Claudio Demattè all’inizio degli anni ’90, significa definire, codificare ed implementare quel sistema di scelte e azioni che determinano l’impostazione che l’impresa intende dare alla sua interazione con l’ambiente esterno, siamo busiless, prendiamoci tutto il tempo, manteniamo libera la mente dalle faccende degli affari, perché solo così possiamo immaginare, creare e garantire il futuro delle nostre imprese.

È questo l’appello che faccio dal mio libro R-INNOVARE IL FAMILY BUSINESS. L’INTELLIGENZA NATURALE DELL’IMPRENDITORE COME DIFFERENZIALE COMPETITIVO, omaggio al patrimonio di umana intelligenza, che nella dimensione dell’impresa familiare rappresenta la spina dorsale dell’economia globale (non solo di quella italiana) e contribuisce tra il 70% e il 90% allo sviluppo del Prodotto Interno Lordo del mondo (dati 2018), senza mai stancarsi di servire il progresso economico, tecnologico e sociale della nostra civiltà.

Concentriamoci dunque da imprenditori sulla continuità della nostra avventura imprenditoriale ovvero sull’anticipare i bisogni del mercato e sull’aggregare professionalità e risorse che concertino tutte insieme lungo il sentiero della nostra vision, prima di scendere nell’arena del business.

Solo così eserciteremo il rischio imprenditoriale nell’interesse economico, etico e sociale dovuti a tutti coloro che in un modo o nell’altro sono toccati dalla nostra creatività.

Nell’occupazione del business si programma, nella libertà del pensiero si innova.

Per questo dico: business is program, busiless is innovation.

[Brano estratto dal libro R-INNOVARE IL FAMILY BUSINESS. L’INTELLIGENZA NATURALE DELL’IMPRENDITORE COME DIFFERENZIALE COMPETITIVO, Edizioni Guerini]

Alessandro Scaglione

Alessandro Scaglione è esperto di imprese familiari, dove ha lavorato per più di vent’anni come dirigente al fianco di diversi imprenditori. Laureato in Ingegneria Gestionale, ha frequentato cum laude il master in General Management al mip del Politecnico di Milano e, nel 2018, ha creato Consiliator, società che intende diffondere un modello distintivo di cultura, formazione e servizi dedicati al family business.

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