Cartella al socio nulla se il tributo riguarda la S.N.C.

 Cartella al socio nulla se il tributo riguarda la S.N.C.

Il Fisco non può pretendere dal socio illimitatamente responsabile il pagamento del tributo della società fino a che non dimostra di non essere riuscito a soddisfarsi col patrimonio sociale di quest’ultima.

Diversamente, il debito fiscale chiesto al socio è illegittimo.

Ciò è quanto emerge da una recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Bari, secondo la quale “il socio … ancorché privo della qualità di obbligato per detta imposta, come tale estraneo agli atti impositivi rivolti alla formazione del titolo, resta sottoposto, dopo l’iscrizione al ruolo a carico della società, all’esazione del debito stesso, alla condizione posta dall’art. 2304 cc e cioè quando il creditore non abbia potuto soddisfarsi sul patrimonio sociale” (Sentenza n.2785/06/2016 depositata in segreteria il 18/11/2016, liberamente visibile su  www.studiolegalesances.it  – sezione Documenti).

I giudici baresi, dunque, chiariscono come anche in ambito tributario e per le società di persone risulti applicabile l’articolo 2304 del Codice Civile, secondo il quale “I creditori sociali, anche se la società è in liquidazione, non possono pretendere il pagamento dai singoli soci, se non dopo l’escussione del patrimonio sociale”.

Nel caso specifico, Equitalia aveva notificato ad un contribuente, ritenuto coobbligato in solido di una S.n.c. di cui era socio, un’intimazione di pagamento relativa ad una cartella esattoriale emessa nei confronti della predetta società.

A seguito di ciò, il contribuente impugnava tale intimazione di pagamento dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Bari, rilevando come il concessionario, prima di agire esecutivamente nei suoi confronti, non avesse proceduto ad escutere preliminarmente il patrimonio della società.

La Commissione Tributaria Provinciale adita respingeva in prima istanza il ricorso e pertanto il contribuente si vedeva costretto a proporre appello dinanzi alla Commissione Tributaria Regionale di Bari ribadendo le stesse contestazioni sollevate nel corso del giudizio primo grado.

L’impugnazione veniva quindi accolta dai giudici di seconde cure. Quest’ultimi, infatti, con la sentenza n.2785/06/2016 hanno accolto l’eccezione sostenuta dal contribuente, affermando che “l’ente non ha dimostrato in alcun modo di aver preventivamente esperito infruttuosa azione sui beni sociali, per cui sicuramente non sussistono i presupposti per procedere esecutivamente nei confronti del socio”.

Pertanto, alla luce di quanto sopra esposto, ne deriva che Equitalia può agire esecutivamente nei confronti del socio illimitatamente responsabile per i debiti fiscali della società solo qualora dimostri di aver agito sul patrimonio sociale di quest’ultima.

Avv. Matteo Sances
Dott. Hiroshi Pisanello
www.centrostudisances.it
www.studiolegalesances.it

Matteo Sances e Hiroshi Pisanello

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