Istat: nel 2023 il Pil italiano è aumentato dello 0,7% rispetto al 2022
Nel IV trim 2023 il Pil aumenta dello 0,2% sul trim precedente e dello 0,5% sul IV trimestre 2022.
Nel IV trim 2023 il Pil aumenta dello 0,2% sul trim precedente e dello 0,5% sul IV trimestre 2022.
A dicembre 2023 industria -0,9% su mese, -16,0% su anno; costruzioni di edifici +0,2% su mese e +0,4% su anno.
In un anno fortemente condizionato dalle tensioni geopolitiche e di indebolimento della crescita globale, la Lombardia affronta meglio dei competitor il rallentamento globale. Sul 2024 il sentiment delle imprese è ancora eterogeneo. Bene l’occupazione, preoccupa il tema credito.
A gennaio quasi la metà di un campione di imprese industriali grandi associate a Confindustria si attende un livello di produzione stabile rispetto a dicembre (47,1%).
Granelli (Presidente di Confartigianato): ‘A dura prova investimenti delle imprese’.
Cultura, natura e… buona tavola. La ripresa del turismo estero dà una spinta anche ai consumi nei pubblici esercizi.
Si può riflettere sul tema del lavoro e della riscrittura delle sue regole, rafforzare la predisposizione dei collaboratori ad affrontare il cambiamento e, nello stesso tempo, pubblicare una raccolta di racconti frutto del percorso creativo e collaborativo intrapreso in azienda? L’esperimento è riuscito a W.Training, società di consulenza che offre alle aziende un supporto nella formazione delle persone e nel reperimento di finanziamenti agevolati.
Realizzato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo. Dati sulle esportazioni al 30/09/2023.
Ci sono ragionevoli certezze nel ritenere che nel rapporto tra lo Stato e il contribuente italiano, il soggetto maggiormente penalizzato dai “danni” provocati dalla condotta disonorevole dell’altro non sia il primo, bensì il secondo.
Operazione fact checking dopo le affermazioni del premier Meloni in tv. Lo stock di crediti è sceso dopo l’annuncio dell’intervento fiscale sugli istituti: da fine luglio a novembre, i finanziamenti a imprese e famiglie risultano diminuiti dell’1% da 1.310 miliardi a 1.298 miliardi. I tassi che le banche riconoscono alla clientela sono saliti invece di oltre il 50%.