Oltre il 30% di aziende italiane è a uno stadio avanzato nella transizione ESG
Le grandi aziende sono più avanti nel passaggio verso un’economia più sostenibile mentre le PMI riscontrano maggiori difficoltà di adeguamento.
Le grandi aziende sono più avanti nel passaggio verso un’economia più sostenibile mentre le PMI riscontrano maggiori difficoltà di adeguamento.
Complessivamente, la spesa per le pensioni, che nel 2022 valeva il 15,6% del prodotto interno lordo, attesa al 15,8% quest’anno, arriverà al 16,1% del pil a fine 2026.
È quanto emerge dall’Osservatorio sul turismo organizzato di Assoviaggi Confesercenti, sulla base di un’indagine del Centro Studi Turistici di Firenze su un campione di 581 Agenzie di Viaggio.
L’italia è al 100° posto per numero di alti funzionari-dirigenti e al 107° nel rapporto sul reddito guadagnato a livello internazionale.
Con la circolare n. 16/E, l’Agenzia delle entrate fornisce indicazioni operative per rideterminare il costo o il valore di acquisto delle partecipazioni e dei terreni (edificabili e con destinazione agricola) posseduti al 1° gennaio 2023, versando un’imposta sostitutiva del 16%.
In aumento i segnali di indebolimento dell’economia italiana, soprattutto nell’industria. La crescita è più fragile, con il lento calo dell’inflazione e il credito più caro. I servizi sono meno dinamici, le costruzioni reggono, ma l’industria perde terreno.
Durante il convegno che ha riunito a Milano centinaia di imprenditori, è emerso che il 15% delle imprese lavora con l’intelligenza artificiale e il 45% ha attivato Industria 4.0. «Bene l’innovazione, ma la primaria difficoltà delle aziende è quella di attrarre e trattenere i talenti.»
Rapporto mensile sul credito dell’associazione: credito bancario a doppia velocità nell’ultimo anno, con i mutui alle famiglie aumentati dell’1% e i finanziamenti alle imprese scesi di oltre il 3%. Dalle banche 5 miliardi in più per gli acquisti a rate di automobili e smartphone e 9 miliardi in più di mutui per comprare casa. Le rate non pagate tornano a crescere: in quattro mesi, da dicembre ad aprile, si registrano arretrati aggiuntivi per oltre 1 miliardo.
A stimarlo è Confesercenti, sulla base di un’analisi dei dati Polimi, Istat, Banca d’Italia e CER.
L’economia frena e nelle transazioni commerciali tra privati tornano ad allungarsi i tempi di pagamento delle medie e grandi imprese nei confronti dei propri fornitori.