CGIA: lo Stato centrale compra, ma in un caso su tre non paga
Nel 2022 mancati pagamenti ai fornitori per 5,4 miliardi di euro.
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Nel 2022 mancati pagamenti ai fornitori per 5,4 miliardi di euro.
Nel I semestre le imprese individuali limitano la domanda di credito (-6,6%), mentre per le società di capitali il calo è del -3%. Cresce l’importo medio richiesto al +17,6%, attestandosi a 141.581 euro.
È quanto segnala il Centro studi di Unimpresa secondo cui la tendenza è di una profonda riduzione della liquidità fornita dalle banche all’economia reale, con tutte le conseguenze su produzione, investimenti, consumi, crescita economica e occupazione.
Lo spread sul margine d’interesse fa impennare il business del settore bancario: cresce il divario tra la remunerazione dei depositi e il profitto sugli impieghi. Su 100 euro di soldi sui conti correnti gli istituti pagano 32 centesimi di euro, su 100 euro di denaro prestato incassano 4,25 euro. Giovedì la Bce porta il costo del denaro al 4,5%.
Lo studio rileva come i tempi medi con cui le aziende hanno saldato le fatture nel primo trimestre 2023 siano cresciuti di 1,6 giorni, arrivando a 66,8,
rispetto all’anno prima: la capacità delle grandi imprese di negoziare scadenze molto più lunghe penalizza le PMI e le micro, che – con termini ben più ridotti – finiscono per essere meno puntuali o insolventi. Industria e costruzioni i settori maggiormente in ritardo, in sofferenza il Sud.
In un quadro europeo caratterizzato da una ancora elevata inflazione, prosegue il rialzo dei tassi interesse da parte della Banca centrale europea, con effetti sull’economia e sui bilanci aziendali che si fanno sempre più evidenti, nonostante alcuni segnali di resilienza manifestati dalle imprese italiane.
I pagamenti online hanno mostrato una crescita su base annua del 40% nel primo trimestre del 2023, rispetto al +5% dei pagamenti offline.
È quanto segnala il Centro studi di Unimpresa secondo cui la tendenza è di una profonda riduzione della liquidità fornita dalle banche all’economia reale, con tutte le conseguenze su produzione, investimenti, consumi, crescita economica e occupazione.
I volumi complessivi delle domande si contraggono del 22,4%, valore che continua a risentire del fenomeno surroghe. Incremento del 28% della rata rispetto ai minimi di metà 2022, la rata media passa da 616 euro a 865 euro. Aumento dell’indebitamento complessivo delle famiglie del 24% in poco più di un semestre.
Le tecnologie digitali tra cui machine learning (ML) e intelligenza artificiale (AI) giocheranno un ruolo fondamentale per facilitare l’ingresso delle imprese italiane nel futuro della finanza.