PMI e imprese italiane poco attrattive per i capitali esteri
La mid-cap investor: “Eppure è un patrimonio unico al mondo. Puntare su investimenti in modalità expansion”
Fare Soldi con l’Impresa in Italia, Fare Credito, Finanziamenti per le Imprese
La mid-cap investor: “Eppure è un patrimonio unico al mondo. Puntare su investimenti in modalità expansion”
Report del Centro studi dell’associazione. L’esborso fiscale sugli extra profitti a carico del settore bancario, al massimo di 3,2 miliardi di euro, verrà compensato dai maggiori interessi sulle obbligazioni statali che lo Stato pagherà agli istituti di credito. Sul totale di 2.848 miliardi di debito pubblico, il 26,9% è in mano agli investitori esteri, il 25,4% alla Banca d’Italia, il 23,7% alle banche, il 12,2% ai fondi e l’11,8% alle famiglie.
Secondo il rapporto del Centro studi di Unimpresa, che ha rielaborato dati della Banca d’Italia, il totale dei crediti delle banche al settore privato, al netto delle cartolarizzazioni, è passato da 1.351,2 miliardi di luglio 2022 a 1.307,8 miliardi di luglio 2023, in discesa di 43,3 miliardi (-3,21%).
I più recenti dati, relativi agli andamenti dell’economia dell’area dell’euro e di quella italiana, indicano che gli effetti della politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE da oltre un anno si stanno manifestando. Gli effetti possono cogliersi anche nel mercato bancario in Italia.
Come è pervenuto a questi risultati l’Ufficio studi della CGIA?
Secondo il Centro studi di Unimpresa, i continui rialzi dell’ultimo anno hanno cagionato una forte stretta al credito: solo nell’ultimo trimestre i prestiti al settore privato sono calati di 12 miliardi di euro, dai 1.713 miliardi di febbraio ai 1.701 miliardi di maggio.
L’aumento dei tassi ha un impatto non trascurabile sull’economia, perché causa maggiori costi di finanziamento sia per le imprese che i cittadini, che vedono il costo dei prestiti e mutui aumentare notevolmente.
Nei primi sette mesi del 2023 si è registrata una preoccupante inversione di tendenza nell’andamento delle sofferenze bancarie: i crediti “malati” delle banche sono cresciuti, infatti, di oltre 2 miliardi di euro tra dicembre 2022 e luglio scorso con un aumento che sfiora il 16%.
A dirlo è l’Ufficio studi della CGIA che lancia l’allarme: il pericolo che la criminalità economica stia incuneandosi nel nostro mondo produttivo è sempre più elevato.
Agli italiani piace sempre di più la formula “Compra ora paga dopo”, che continua a crescere con valori molto superiori rispetto al credito al consumo small ticket tradizionale.