CGIA: flop dei mini prestiti fino a 25 mila euro
Nemmeno l’1% delle PMI ha presentato domanda. Alle piccole imprese bisogna erogare contributi a fondo perduto.
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Nemmeno l’1% delle PMI ha presentato domanda. Alle piccole imprese bisogna erogare contributi a fondo perduto.
Nel 40% dei casi si tratta di mutui ma 1 richiesta su 3 riguarda prestiti personali. Il maggior numero di richieste si è concentrato in Veneto, Trentino Alto Adige, Sicilia e Lombardia.
I contratti che sono stati sospesi grazie alla moratoria presentano mediamente rata mensile e debito residuo più elevati. La metà delle richieste è stata presentata in Veneto, Piemonte, Emilia Romagna mentre l’incidenza in Lombardia si colloca al di sotto della media nazionale.
Oltre 20 mila le operazioni fino a 25 mila euro.
Uno studio sulla distribuzione del “bonus 600 euro” mostra come la maggior parte della prestazione sia stata erogata ai lavoratori autonomi, seguiti dai lavoratori a tempo determinato in agricoltura. Pochi sussidi invece sono andati ai lavoratori dello spettacolo.
Una piccola azienda su 2, denuncia la CGIA, segnala che i tempi di pagamento dei committenti privati si sono allungati a dismisura e questo sta mettendo a rischio la tenuta finanziaria di tantissimi autotrasportatori, produttori di imballaggi e di una parte di attività metalmeccaniche che, in questo periodo di lockdown, hanno comunque lavorato. Realtà, fa…
Prima settimana di applicazione del decreto 23/2020. Rilevazione di Unimpresa attraverso le sedi territoriali nei principali gruppi bancari. Iter a singhiozzo per le erogazioni oltre 25.000 euro, operazioni con “paracadute” Sace ancora da avviare, pre-finanziamenti come alternativa rapida in attesa della garanzia.
Quasi 1,3 milioni di richieste per moratoria al 17 aprile e più di 20.000 domande al Fondo di Garanzia per le PMI.
L’importo medio raggiunge quota 68.974 Euro, ma 6 richieste su 10 presentano un importo inferiore ai 20.000 Euro. Contribuire a creare le condizioni per stimolare la domanda e favorire l’accesso al credito per le imprese più in difficoltà sarà fondamentale per far ripartire il Paese.
Il rapporto sul credito relativo all’ultimo anno. Calano gli impieghi alle aziende al ritmo di oltre 3 miliardi al mese. In controtendenza i finanziamenti alle famiglie: salgono i mutui (+4 miliardi) e il credito al consumo (+8 miliardi). Giù le sofferenze, scese a quota 71 miliardi (-28%) con quelle nette calate a 25 miliardi.