Ceta: grandi opportunità per le imprese italiane in Canada

 Ceta: grandi opportunità per le imprese italiane in Canada

Con l’accordo commerciale Ceta 9.000 linee tariffarie saranno eliminate e saranno aperti appalti pubblici in Canada in una vasta gamma di settori, con opportunità per le imprese italiane, dall’energia alle infrastrutture fino a innovazione e agri-food. Lo ha detto ieri François-Philippe Champagne, ministro per il commercio internazionale del Canada, intervenuto a Milano presso la sede di Assolombarda Confindustria Milano-Monza Brianza in un convegno dedicato all’accordo economico e commerciale (Ceta) tra l’Unione europea e il Canada approvato dall’Ue nel febbraio 2017, e di cui si attende l’entrata in vigore provvisoria.

Nel corso del workshop, organizzato in collaborazione con Confindustria e l’ambasciata del Canada in Italia, è stata illustrata la situazione politico-economica del paese, la struttura ed i vantaggi del Ceta e gli strumenti finanziari messi a disposizione delle imprese. Con il Ceta l’Italia beneficerà della soppressione dei dazi praticamente per tutte le sue esportazioni, in particolare nel settore dei macchinari e prodotti elettrici (prodotti industriali al 100 per cento, prodotti agricoli e agricoli trasformati al 96 per cento. Per il settore automotive si prevedono periodi transitori di sette anni). I settori in cui le esportazioni italiane sono competitive e potranno beneficiare dell’apertura degli appalti canadesi sono i mezzi di trasporto, incluso il settore ferroviario, e gli impianti per la produzione di energia.

Spiegando a un vasto pubblico di imprenditori presenti che con il Ceta le imprese dell’Unione europea potranno avere accesso all’importante mercato degli appalti pubblici in Canada, il ministro Champagne ha enfatizzato gli ampi investimenti che il suo Paese sta facendo nel settore delle infrastrutture. Il Ceta prevede un accesso agli appalti pubblici superiore a quanto previsto dal Nafta (Accordo nordamericano di libero scambio), e avranno infatti accesso anche i settori dell’energia e utilities, i materiali da trasporto, incluso il settore ferroviario. Le imprese italiane avranno così l’opportunità di partecipare agli appalti banditi dalle amministrazioni pubbliche canadesi a tutti i livelli (federale, provinciale e comunale) per la fornitura di beni e servizi.

Menzionando “i positivi incontri avuti con aziende leader italiane nel settore dell’aerospazio e difesa, infrastrutture e agro-food ”, il ministro canadese ha sottolineato nuove possibilità commerciali con l’Italia in un’ampia gamma di settori, quali, ad esempio, ricerca e innovazione, “ad esempio in campo biomedico”. Anche sul fronte della manifattura (della quale si prevede un aumento del commercio dall’8 al 18 per cento con l’entrata di vigore del Ceta), il ministro canadese ha prospettato nuove possibilità di business Canada-Italia.

A essere liberalizzati dal Ceta saranno anche i servizi finanziari, delle telecomunicazioni, e-commerce, servizi ambientali, e del trasporto marittimo (incluso il dragaggio e la movimentazione dei container). Definendo Milano come una delle capitali finanziarie più importanti del mondo e il motore commerciale dell’Italia, il ministro del commercio del Canada ha sottolineato, fra l’altro, che l’accordo riconoscerà le qualifiche professionali tramite accordi di settore (in particolare per architetti contabili e ingegneri) e sarà possibile il trasferimento temporaneo del personale tra l’Unione europea e il Canada.

Osservando che “numerose medie e piccole aziende italiane offrono servizi nella riparazione di attrezzature in Canada”, Champagne ha evidenziato che il Ceta renderà più agevole l’accesso delle imprese italiane al mercato dei servizi canadese, dando, fra l’altro, “la possibilità di espratriare temporaneamente lavoratori da Italia e Canada per un scambio di know-how”. Le disposizioni volte ad agevolare la circolazione delle persone potranno risultare particolarmente vantaggiose per le piccole e medie imprese, in quanto queste possono non essere in grado di assicurare la permanenza di personale sul posto per prestare direttamente il servizio.

François-Philippe Champagne ha elogiato il Ceta come un accordo innovativo, “il migliore che sia stato mai raggiunto tra Canada e Europa”, nel quale sono stati “inclusi elementi di progresso che mettono le persone al centro, definisce standard sicuri di sicurezza alimentare, ambientale, tutela i diritti dei lavoratori e promuove la creazione di lavoro e nuove opporunità di export per le pmi italiane”.

Rilevando che i campi della ricerca e sviluppo e dell’energia saranno decisivi per il prossimo decennio, il ministro del commercio canadese ha definito quindi il Ceta un “accordo necessario per chi vuole investire nel futuro”. Champagne ha poi insistito sull’accesso preferenziale che il Canada possiede verso il mercato degli Stati Uniti, al quale, se si aggiunge al Ceta, configura un bacino di 1.2 miliardi di persone. Ricordando che le imposizioni fiscali in Canada sono tra le più basse dei Paesi del G7 , sia a livello di business tax sia sul fronte bancario rispetto agli Usa, il ministro ha rimarcato le buone condizioni offerte dal Canada anche sotto il profilo della “stabilità, in uno scenario mondiale volatile e incerto”. Champagne ha infine presentato il Canada come un “ponte tra Europa e Asia”, concludendo tuttavia che a “decretare il successo del Ceta saranno le stesse aziende”.

Nel suo intervento Gian Felice Rocca, presidente di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza ha sottolineato come “ricerca e innovazione siano a livelli avanzati in Canada soprattutto nell’ambito del risparmio energetico e nel miglioramento delle condizioni ambientali, settori nei quali vedo opportunità per l’Italia”.

“Per il futuro vediamo opportunità anche nella produzione di tubi per la perforazione petrolifera”, ha continuato Rocca evidenziando “la vitalità in ambito energetico” che si riscontra in Canada. “L’Italia è già presente in Canada nel settore della metallurgia e in quello minerario, oltre a essere coinvolta in un intenso scambio di studenti nel settore della sanità”, ha detto ancora il presidente di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza , precisando che Confindustria ha sostenuto fortemente il Ceta fin dall’inizio delle negoziazioni, in considerazione delle grandi opportunità che esso porterà all’industria italiana sia in termini commerciali sia di investimento. Italia e Canada sono già oggi partner importanti e l’Accordo potrà rafforzarne la collaborazione economica a tutto campo.

Come evidenziato anche da Rocca, il Ceta prevede, fra l’altro, un livello elevato di tutela per 143 specialità alimentari e bevande dell’Ue cui è stata attribuita un’indicazione geografica (IG), ossia prodotti che hanno un’origine geografica specifica e possiedono qualità o una particolare notorietà in virtù di tale indicazione. Con il Ceta, i produttori canadesi non potranno mettere in vendita prodotti locali o esteri come IG se questi non lo fossero realmente come accade oggi. Pertanto, ad esempio, non potranno mettere sul mercato un prosciutto denominandolo Prosciutto di Parma, a meno che questo non provenga effettivamente da Parma. L’elenco dei 143 prodotti comprende i prodotti alimentari europei più commercializzati e include 39 prodotti italiani. Si tratta di IG prioritarie richieste dall’Italia per prodotti italiani già esportati in Canada o che possiedono elevate potenzialità di esportazione in futuro.

A illustrare la struttura e i contenuti del Ceta è stata Maria Teresa Bastiani, alto funzionario della direzione generale della Politica commerciale internazionale dello Ministero dello Sviluppo Economico italiano che ha fornito qualche dato sull’interscambio commerciale tra Italia e Canada, che è pari a circa a 10 miliardi di dollari e registra un saldo positivo per il nostro Paese. Si stima che il Ceta determinerà un incremento dell’interscambio Italia-Canada di beni e servizi di circa il 23 per cento pari a 26 miliardi di euro. L’Italia esporta verso il Canada soprattutto macchinari, prodotti chimici, mezzi di trasporto, prodotti alimentari e bevande. Il valore delle esportazioni italiane in Canada ammonta a 5,1 miliardi di euro.

Le principali importazioni italiane dal Canada riguardano invece cereali, pasta di legno, macchinari e combustibili minerali. Il valore valore delle importazioni italiane dal Canada si attesta sui 1,9 miliardi di euro.

L’Italia è l’ottavo paese fornitore del Canada, il 13esimo mercato di destinazione, ed esporta in Canada circa 7,3 miliardi di dollari canadesi di merci. Bastiani ha sottolineato che la legislazione europea in materia di sicurezza alimentare non sarà intaccata dal Ceta e i servizi pubblici continueranno a essere salvaguardati (acqua, sanità, servizi sociali, istruzione).

Francesca Morandi

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