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Che cos’è e come si calcola il Break Even Point

break-even-1[dropcap]I[/dropcap]l BEP (Punto di Pareggio) è il fatturato che garantisce la copertura di tutti i costi e, quindi, assicura il risultato di parità e può essere calcolato in due modi.

 

Metodo grafico: consente di comprendere la dipendenza del BEP dalla struttura dei costi aziendali e, quindi, dalle scelte imprenditoriali da cui essi discendono. In un piano cartesiano avente il fatturato come variabile indipendente (l’asse delle x), i costi fissi sono raffigurabili con una retta parallela all’asse delle x (non variano al variare del fatturato). I costi variabili sono invece una retta inclinata positivamente (aumentano con il crescere del fatturato). Ne segue che i costi totali sono rappresentabili con una retta inclinata positivamente che incrocia l’asse delle ordinate in corrispondenza dei costi fissi totali (si sostengono anche in assenza di fatturato). L’intersezione di tale retta con la retta inclinata di 45° passante per l’origine determina il BEP. Se l’inclinazione della retta dei costi totali è pari o supera i 45°, le rette non s’incrociano mai: non si ottiene mai il pareggio di bilancio perché i costi variabili sono troppo alti! L’aumento dei costi fissi e/o dei costi variabili “spostano verso destra” il BEP: il pareggio si ottiene ad un fatturato maggiore. Solo se il fatturato supera il BEP l’azienda “guadagna”.

Metodo analitico: scrivendo le formule1 che esprimono i costi totali ed i ricavi, con qualche passaggio matematico è possibile determinare che si intersecano se:

BEP = CF / (1 – CV / FAT)

Dove:
FAT è il fatturato
CF sono i costi fissi
CV sono i costi variabili e quindi CV/FAT è l’incidenza dei costi variabili sul fatturato
CT sono i costi totali e quindi CT = CF + CV

Il calcolo del BEP per un’azienda che realizza due prodotti (A e B) si ottiene imponendo l’eguaglianza fra il fatturato totale e i costi totali ovvero

Fatturato totale = Costi totali

ovvero

PA x QA + PB x QB = CA x QA + CB x QB + CF

Dove:
QA e QB le quantità vendute dei due prodotti A e B
PA e PB sono i prezzi di vendita dei due prodotti
CA e CB sono i costi che si sostengono per realizzare i due prodotti
CF sono i costi fissi

Con qualche passaggio matematico si ottiene che:

QA = CF / (PA – CA) – (PB – CB) / (PA – CA) x QB

Tale formula consente di conoscere quanti pezzi di A devo vendere (per raggiungere il pareggio) in funzione del numero di pezzi venduti di B. Se la quantità venduta di A è superiore a quella indicata dalla formula, si supera il BEP e quindi si ha un utile; in caso contrario si ha una perdita. Dando per scontato che il prezzo di vendita dei prodotti sia sempre maggiore dei relativi costi di produzione, il QA decresce con il crescere di QB; in caso contrario QA cresce al crescere di QB perché ne deve coprire le perdite. Dal punto di vista grafico la determinazione del BEP è data dalla retta che si ottiene dall’intersezione di due piani inclinati.

Gaetano Comandatore
Membro fondatore di S.C.F. 2.0

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Gaetano Comandatore

2 Comments

  • Cesare Giuliani

    Chiaro. Quanto applicato soprattutto nelle PMI?

    26 maggio 2014 at 20:32
  • Gaetano Comandatore

    Non sono in grado di darle un dato statistico, posso solo dire che tutti i miei clienti calcolano (su base mensile) il BEP del periodo preso in esame (dal 01/gen alla fine del mese precedente) contestualmente al CE (conto Economico) riclassificato per lo stesso periodo.
    Di fatto è uno degli elementi riportati sulla “sintesi” dell’analisi reddituale (insieme ad altri indicatori) e più di una volta mi è capitato di vedere che il cliente guardi prima il BEP del risultato finale … il BEP, infatti, è il risultato solo delle scelte organizzative mentre il PAT (Profitto dopo le tasse) può risentire di scelte/eventi extra caratteristici (per esempio alienazioni di cespiti, furti, danni al patrimonio per incidenti o eventi atmosferici, perdita su crediti vs clienti …)

    26 maggio 2014 at 20:49

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