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Che cos’è il MOL?

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[dropcap]D:[/dropcap] Sono andato in banca a chiedere un finanziamento, ma mi hanno detto che ho il MOL troppo basso…

 

[dropcap]R:[/dropcap] Il MOL (Margine Operativo Lordo) o come indicato nella letteratura anglosassone EBITDA (Earnings Before Interests, Taxes, Depreciation and Amortization) rappresenta l’utile al netto degli interessi, imposte ed ammortamenti dei beni materiali (depreciation) ed immateriali (amortization). Poiché gli ammortamenti non costituiscono dei movimenti monetari (l’azienda non accantona fisicamente del denaro) il MOL rappresenta la liquidità che è disponibile per far fronte agli impegni che l’azienda ha nei confronti dell’Erario (le imposte) e delle Banche (gli interessi). Se il MOL non è abbastanza elevato da superare la somma imposte + interessi, l’azienda non avrà liquidità a sufficienza per farvi fronte … di qui la risposta della Banca.
In realtà, una valutazione più accurata dei flussi finanziari e della liquidità generata dall’azienda richiede la determinazione del Flusso di Capitale Netto Circolante (ΦCCN), della Variazione di Capitale Circolante Netto (ΔCCN), degli investimenti, dei rimborsi dei finanziamenti già ottenuti (la quota capitale) ed eventuali apporti di capitale sociale, ma per eseguirla è necessario disporre dei dati patrimoniali di inizio e di fine esercizio; per ciò si preferisce calcolare il MOL che richiede solo dati presenti nel conto economico.

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Gaetano Comandatore

2 Comments

  • Cesare Giuliani

    In realtà, esperienza diretta, le banche stanno iniziando ad esaminare proprio tutti i dati di inizio e fine esercizio, che mio modesto avviso raccontano meglio lo stato dell’impresa.
    Non solo, immagino che occorra anche riflettere sulla potenza o almeno la potenzialità dell’impresa richiedente; per esempio se chiedo un prestito pur a valle di un MOL giudicato soddisfacente, ma eccessivo rispetto al fatturato, al cash flow, al numero di dipendenti, al capitale sociale, agli investimenti necessari, ecc., quale banca se la sentirebbe di concederlo sia pure a fronte di un business plan almeno formalmente completo? Ci vorrebbe una mentalità americana per questo? O vale l’esperienza dei bagni di sangue di quasi tutte le banche italiane operanti a livello regionale (non faccio nomi, ma il riferimento ad un istituto bancario operante nella regione in cui risiedo non è proprio casuale) nell’erogazione a cuor leggero di mutui (ovvero soldi dei propri clienti), a fronte di una preparazione e soprattutto di un’etica “leggermente” mancanti? Mi scuso per la digressione.

    27 giugno 2014 at 8:58
  • Gaetano Comandatore

    Temo che commentare la differenza fra quello che “si dovrebbe fare” e “quello che si è fatto/ si fa” richiederebbe troppo tempo e, purtroppo, non avrebbe alcun effetto sul sistema creditizio (su cui non ho alcun “potere”).

    Pur avendo un atteggiamento piuttosto critico nei confronti nei confronti del sistema creditizio (o meglio su come vengano valutate le richieste di finanziamento), devo ammettere le difficoltà oggettive che si incontrano nel valutare i bilanci depositati dalle PMI o nell’approssimazione con cui sono redatti molti Business Plan.

    Sul lato delle banche, credo che gli accordi di Basilea (1, 2 e 3) e la necessità di raggiungere la dimensione critica, siano (almeno in parte) i motivi delle fusioni dei vari enti creditizi che, insieme alla concorrenza del canale web, tanta “tensione” sta provocando sull’organico delle banche e sul potere decisionale dei responsabili di filiale e/o di struttra (e di come lo gestiscono).

    Sull’altro versante, ricordo che un Business Plan dovrebbe avere la seguente una struttura:

    1) previsione delle vendite (con esplicitazione delle ipotesi e delle fonti da cui sono state prese le informazioni sul mercato),
    2) verifica della capacità produttiva,
    3) stima delle lavorazioni interne ed esterne,
    4) politica delle rimanenze,
    5) previsione degli acquisti + costi fissi,
    6) previsione dei flussi di cassa in base ai tempi medi di incasso e di pagamento da cui determinare l’eventuale necessità di finanziamento.

    Ogni dato ipotizzato, inoltre, dovrebbe essere evidenziato e motivato in modo di consentire (in fase di esecuzione del progetto) l’analisi degli scostamenti …

    Purtroppo molti vedono tutto ciò come un “inutile spreco di tempo e di denaro che serve solo per farsi dare i soldi dalla banca” e non come un indispensabile strumento di decisione (prima) e gestione (durante) …

    La valutazione del MOL, nella sua semplicità ed approssimazione, dà una prima “brutale” indicazione … sono pienamente d’accordo con l’affermare che “il MOL non basta”, ma cominciamo (almeno) con il verificarlo …

    27 giugno 2014 at 9:58

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