Una redazione di oltre 50 collaboratori, esperti delle tematiche che stanno a cuore alle imprese

Che cos’è l’indice d’indebitamento?

indice-2

[dropcap]D:[/dropcap] Ho chiesto un finanziamento, ma me l’hanno negato perché ho l’indice d’indebitamento troppo alto; come si calcola?

 

[dropcap]R: [/dropcap]Nell’analisi patrimoniale di un’azienda, l’indice d’indebitamento (Td, in inglese Ratio D/E ovvero Rapporto Debiti / Patrimonio Netto) svolge un ruolo chiave perché rappresenta il rapporto fra i capitali investiti da chi non ha quote nel capitale sociale (i terzi) e i capitali investiti da chi invece le ha. Da qui l’importanza che tale indice assume nella valutazione dell’azienda e, in particolare, nella valutazione di una Banca della richiesta di finanziamento.
Un Td troppo alto è riconducibile a due possibili situazioni:
1) non si è certi della bontà dell’investimento (l’azienda) e quindi si preferisce investire denaro altrui invece che aumentare il capitale sociale mediante nuovi conferimenti;
2) non si hanno le risorse sufficienti e, quindi, negli anni precedenti la gestione non è stata sufficientemente “redditizia” oppure sono stati distribuiti tutti gli utili.
In ogni caso il “terzo” teme di essere l’unico a rischiare. Il Td è come il tappeto di casa, se vi si nasconde sotto la polvere, alla fine si vede…
Dal punto di vista tecnico si calcola con la seguente formula:

tabella

Dove:
Debiti vs Banche = Mutui + Saldo Banche Passive – Saldo Banche Attive;
Debiti vs Dipendenti = Fondo TFR + debiti per retribuzioni.
A prova dell’importanza di tale indice, ricordo che esso compare nella formula di Modigliani-Miller che esprime il ROE (Return On Equity) in funzione del ROA Return On Assets (spesso confuso con il ROI, Return On Investments).

Gaetano Comandatore
Membro fondatore di S.C.F. 2.0
Logo-Twitter-piccolo
Logo-Linkedin-piccolo Logo-Facebook-piccolo

avatar

Gaetano Comandatore

4 Comments

  • Cesare Giuliani

    Conciso e molto chiaro, more solito.
    Una domanda: il giudizio circa il Td, ovvero se alto o basso, ecc., come e da chi viene formulato? Assumerei inoltre che dipenda da chi lo formula, per cui non esiste una soglia armonizzata o tecnica per definirne la soglia tra alto e basso (con livelli intermedi, se ve ne sono).

    10 settembre 2014 at 10:25
  • Gaetano Comandatore

    E’ vero, non esistono valori “assoluti”, e variano molto da un paese all’altro (e da un settore all’altro) …
    “Personalmente” considero il Td:
    – buono se minore di 0,5
    – sufficiente se tra 0,5 e 0,8
    – scarso se tra 0,8 e 5 (molti si fermano a 2!)
    – grave se maggiore di 5 (o di 2)
    Aggiungo che, come tutti gli indici, risente della riclassificazione delle voci contabili (con le conseguenze del caso) e, per me, ha più importanza il trend che il valore assoluto … il trend degli indici risponde alla domanda: vado meglio di prima?
    Per il Td, infine, i “giudici” finali sono le banche ed ognuna ha la sua politica del credito …

    11 settembre 2014 at 8:37
  • marta

    bgiorno,
    per cortesia nel caso di bilancio di una società che costruisce grandi commesse, e che ha una posizione finanziaria netta positiva (quindi disponibilità liquide superiori ai debiti finanziari) l’indice per certi versi ne giova perché si va a ridurre il denominatore… Corretto??

    16 marzo 2016 at 11:04
    • Gaetano Comandatore

      Purtroppo no, il Td è un rapporto fra valori inscritti nel passivo mentre e disponibilità liquide sono “attive” … in altre parole, in uno stato patrimoniale a sezioni contrapposte (dare/crediti a sinistra e avere/debiti a destra) il Td è dato dal rapporto di numeri che si trovano a destra, mentre le disponibilità liquide sono a sinistra. L’indice ne gioverebbe solo nel momento in cui l’azienda si privasse della liquidità per “chiudere” alcuni debiti vs le banche e, quindi, riducendo il numeratore del Td.

      17 marzo 2016 at 7:51

Partecipa alla discussione