Chiusura d’anno in contrazione per il settore manifatturiero italiano

 Chiusura d’anno in contrazione per il settore manifatturiero italiano

manifatturiero-italiano-3

[dropcap]A[/dropcap] dicembre il settore manifatturiero si è contratto per il terzo mese consecutivo, con tassi di produzione, nuovi ordini e livelli occupazionali leggermenti più rapidi che a novembre. Il livello degli acquisti delle imprese manifatturiere è diminuito al tasso maggiore in più di un anno e mezzo, e ciò ha contribuito alla contrazione degli inventari e ha influenzato la già debole inflazione dei costi stabilitasi ad un tasso relativamente debole. Allo stesso tempo, per la prima volta in tre mesi sono diminuiti i prezzi di vendita, causando ulteriori pressioni sulla redditività delle aziende campione.

Attestandosi a 48.4, l’Indice destagionalizzato PMI® (Purchasing Managers’ Index®) Markit/ADACI sul Manifatturiero in Italia – indice ideato per fornire in un’unica cifra l’immagine delle condizioni operative dell’economia manifatturiera – ha registrato a dicembre il valore più basso in 19 mesi, segnalando un ulteriore peggioramento dello stato di salute del settore manifatturiero. Dopo il valore di 49.0 segnalato per i due mesi precedenti, la media trimestrale del PMI è stata la più bassa dal secondo trimestre 2013 e ben al di sotto della media di 53.3 registrata durante il secondo trimestre del 2014.

Per il terzo mese consecutivo a dicembre diminuisce la produzione manifatturiera e, sebbene ad un tasso modesto, la contrazione registrata è stata la più veloce di questa sequenza. A causare ulteriori pressioni sulla produzione è stata la quantità dei nuovi ordini ricevuti durante il mese, e così come è stato il caso della produzione, il tasso di contrazione dei nuovi ordini è stato il maggiore da maggio 2013.

Uno dei lati positivi dell’ultima indagine è rappresentato dalla crescita continua dei nuovi ordini dall’estero ad un livello che è stato in continua crescita mensile durante gli ultimi due anni, l’incremento di dicembre è stato elevato anche se è risultato leggermente inferiore rispetto a quello del mese precedente.

Detto ciò, con gli ordini totali e la produzione in contrazione, ancora una volta a dicembre le imprese campione hanno ridotto i loro livelli occupazionali, per il quarto mese consecutivo ad un tasso che è stato il maggiore in un anno e mezzo. Inoltre, nonostante il personale in diminuzione, ad un tasso elevato e più veloce continua a diminuire il lavoro inevaso.

L’indagine di dicembre ha inoltre mostrato una forte contrazione dell’attività di acquisto mensile tra i manifatturieri, che conseguentemente ha contribuito all’ulteriore crollo delle giacenze dei fattori produttivi. Il tasso di declino del livello degli acquisti è stato il più veloce da aprile 2013, causato dal crollo della domanda di fattori produttivi in ognuno dei tre sottosettori, con quello maggiore riportato dai produttori di beni intermedi.

Ponendo fine ai tre mesi consecutivi di peggioramento a dicembre è stata registrata poca differenza per i tempi medi di consegna dei fornitori di dicembre.

Allo stesso tempo rimangono deboli le pressioni sui costi rispetto alla media storica dell’indagine. L’inflazione dei prezzi di acquisto è rallentata da novembre ed è risultata ben al di sotto della media di lungo termine, con alcuni aumenti dei prezzi di materie prime riportati da aziende campione. Allo stesso tempo, a causa della più debole domanda, diminuiscono per la prima volta in tre mesi i prezzi alla vendita dei manifatturieri.

Phil Smith, Economista di Markit, ed autore del report Markit/ADACI PMI® Settore Manifatturiero in Italia, ha detto: «Con il PMI di dicembre che ha registrato la lettura peggiore in diciannove mesi, peggiora durante l’ultimo trimestre la prestazione del settore manifatturiero. Le imprese manifatturiere hanno ridotto la loro produzione conseguentemente alla contrazione dei nuovi ordini, in particolare quelli nazionali. Questa tendenza pare debba continuare in quanto a dicembre i nuovi ordini sono diminuiti al tasso maggiore in più di un anno e mezzo ed è diminuito notevolmente il lavoro inevaso e, senza il supporto delle esportazioni, la situazione sarebbe anche peggiore».

Redazione

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.