Col rallentamento della crescita economica della Germania, il PMI dell’eurozona scende ai minimi su 19 mesi

 Col rallentamento della crescita economica della Germania, il PMI dell’eurozona scende ai minimi su 19 mesi

Ad agosto, l’economia dell’eurozona ha continuato ad espandersi ad un ritmo generalmente stabile. Tuttavia, il tasso di incremento è sceso ai minimi su 19 mesi, soprattutto a causa di un più lento tasso di espansione in Germania.

L’Indice Markit PMI® della Produzione Composito nell’Eurozona finale di agosto si è posizionato su 52.9, in flessione rispetto a 53.2 di luglio e al di sotto della precedente stima flash di 53.3. Inoltre, il tasso di crescita dei nuovi ordini è stato il più debole in poco più di un anno e mezzo.

I dati di Agosto hanno indicato inferiori tassi di crescita della produzione sia nel settore terziario che nel manifatturiero. In quest’ultimo la produzione è aumentata al tasso più lento da maggio, mentre l’attività dei servizi ha toccato il valore più debole per la seconda volta dall’inizio del 2015 .

I dati PMI nazionali hanno mostrato che il rallentamento è principalmente legato alla più debole crescita economica della Germania, il paese più grande dell’eurozona, dove la produzione ha indicato il tasso più lento di incremento della produzione in 15 mesi.

Nazioni in ordine di crescita della produzione composita (agosto)

Irlanda 56.9 massimo su 2 mesi

Spagna 54.8 massimo su 2 mesi

Germania 53.3 (flash: 54.4) minimo su 15 mesi

Francia 51.9 (flash: 51.6) massimo su 10 mesi

Italia 51.9 minimo su 3 mesi

Il valore raggiunto dalla Germania è stato tuttavia sufficiente a farle superare sia la Francia che l’Italia, nonostante l’accelerazione della crescita francese abbia segnato un record su 10 mesi. In Italia, il ritmo di incremento è scivolato ai minimi su tre mesi. Spagna e Irlanda hanno invece mostrato i valori di crescita migliori posizionandosi in cima alla classifica, ambedue con espansioni più rapide che a luglio.

Alcuni segnali hanno tuttavia indicato che il periodo più lungo di forte creazione occupazionale avutosi negli ultimi otto anni sta vacillando. Il tasso di incremento degli organici è rallentato ai minimi in tre mesi con trend di assunzione rallentati sia nel manifatturiero che nel terziario. I livelli occupazionali sono aumentati a tassi più lenti in Germania, Italia e Spagna, mentre la Francia ha indicato dei tagli.

Le pressioni inflazionistiche di agosto sono rimaste deboli. I prezzi di vendita sono diminuiti per l’undicesimo mese consecutivo, considerando che la scontistica effettuata in Francia ed in Italia ha controbilanciato gli incrementi avutisi in Germania,

Spagna e Irlanda. Anche se nell’eurozona i prezzi d’acquisto sono aumentati per il quinto mese consecutivo, il tasso di incremento è stato il più lento dal primo mese della sequenza. Nelle tre maggiori economie, l’inflazione dei costi è rallentata ma ha segnato un rialzo in Spagna e in Irlanda.

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Il tasso d’espansione delle attività terziarie dell’eurozona di agosto ha segnato una flessione. Con il valore finale di 52.8, l’Indice Markit PMI® delle attività Terziarie dell’Eurozona è risultato appena al di sotto del 52.9 di luglio e più debole della precedente stima flash. Quest’ultima lettura ha comunque indicato un tasso di crescita stabile e moderato.

Il rallentamento è dipeso dalla Germania, dove la crescita delle attività ha segnato il valore più debole in oltre tre anni. Francia, Italia, Spagna e Irlanda hanno riportato tassi di incremento accelerati rispetto a luglio.

Alla base di quest’ultima espansione delle attività terziarie si è registrata un’ulteriore crescita dei nuovi ordini, anche se aumentati al tasso più lento in 19 mesi soprattutto a causa dell’indebolimento della crescita in Germania e, con un impatto minore, in Irlanda. Francia, Italia e Spagna hanno invece registrato espansioni più rapide delle commesse in entrata.

I rallentamenti della crescita di nuovi ordini e attività durante il mese di agosto si sono riflessi anche sui livelli di fiducia* delle aziende terziarie dell’eurozona. Il valore totale di ottimismo è scivolato ai minimi su 20 mesi, rallentando in Germania, Francia e Spagna.

Le aziende terziarie dell’eurozona hanno riportato ad agosto un nuovo aumento dei livelli occupazionali, così come avviene ormai ogni mese da novembre del 2014, anche se quest’ultimo incremento è stato il più debole in tre mesi. Gli organici sono aumentati in Germania, Italia, Spagna e, unico paese con un tasso più rapido, Irlanda. La Francia ha riportato tagli occupazionali per la seconda volta in tre mesi.

L’indagine di agosto ha mostrato un indebolimento del tasso d’inflazione dei costi sostenuti dalle aziende fornitrici di servizi. I prezzi medi d’acquisto sono aumentati al valore più lento da aprile e inferiore alla media storica. L’incremento dei costi è rallentato in Germania, Francia e Italia, accelerando però in Spagna e Irlanda.

I prezzi medi di vendita di agosto sono diminuiti leggermente, a causa delle contrazioni verificatesi in Francia e Italia. Al contrario in Germania, Spagna e Irlanda le tariffe medie sono aumentate.

Chris Williamson, Chief Business Economist presso Markit ha detto: «È sicuramente deludente vedere il risultato finale del PMI inferiore alla precedente stima flash e, se l’immagine generale mostra una crescita lenta ma stabile durante il terzo trimestre con lo 0.3%, riesaminando le cifre si osserva un’economia che perde terreno piuttosto che guadagnarlo. Anche le pressioni inflazionistiche si stanno indebolendo a causa della forte concorrenza, e la spinta ad assumere va smorzandosi poiché le aziende sono sempre più preoccupate per il futuro. I dati dell’indagine sostengono l’idea che la BCE non ha intenzione di aspettare di fornire stimoli ulteriori all’economia. Ciò spinge ancora di più i responsabili delle politiche finanziarie ad agire per la fine della settimana, dando così supporto alla fiducia sia sulle prospettive future dell’economia sia sulla capacità della banca di mantenere il suo target d’inflazione, persino se verrà fatto con la semplice estensione del programma di Quantitative Easing. Tra i quattro maggiori membri dell’eurozona, le prestazioni della Spagna restano le migliori con il PMI che mostra un altro trimestre di crescita dello 0.7% circa, nonostante il rallentamento del settore manifatturiero. Italia e Francia stanno intanto indicando tassi di espansione modesti del solo 0.1-0.2%, sebbene sia incoraggiante assistere al recupero della Francia dalla stagnazione del secondo trimestre. La fonte di principale preoccupazione resta forse il rallentamento della Germania, con un PMI che indica il rischio di un’ulteriore rallentamento della crescita del PIL, sfiorando appena lo 0.3% nel terzo trimestre».

Redazione

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