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Come costruire in azienda una giusta cultura della pianificazione finanziaria

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A seguito della crisi e dell’introduzione delle regole di Basilea, a cui si sono aggiunte variabili come la Brexit, l’instabilità politica e un nuovo ordine “socio economico” che ha visto gli Stati Uniti con la Presidenza Trump ritagliarsi un ruolo geopolitico inedito rispetto al passato, il rapporto tra banche e imprese è oggi sempre più complicato. Secondo gli ultimi dati forniti dalla Banca d’Italia, c’è stata un’ulteriore contrazione dei prestiti concessi alle imprese, con un andamento sul lungo periodo chiarissimo: i crediti concessi si sono ridotti pesantemente (da 850 miliardi del 2009 a 770 di quest’anno), mentre le sofferenze si sono moltiplicate (da 38 miliardi di fine 2009 a 145 di aprile 2017). E se, da un lato, il Piano Nazionale Industria 4.0 è un’opportunità per le imprese, dall’altro, comporta degli investimenti e richiede un’attenta pianificazione finanziaria patrimoniale ed economica, che può comportare un forte impatto sui conti dell’azienda.

Di come affrontare nel modo migliore il rapporto tra finanza e impresa abbiamo parlato con Marco Turani (nella foto a destra), Channel Director di 4 Planning.

Gestione finanziaria e accesso al credito: perché sono sempre più importanti per le aziende?

La crisi ha modificato in maniera sostanziale l’accesso al credito, che è diventato più complesso e difficile da ottenere, per questo è necessario affrontarlo con una visione approfondita della propria azienda. La pianificazione finanziaria long term e il rating previsionale sono necessari per sedere al tavolo degli istituti di credito o dei finanziatori in modo trasparente, con dati reali e certi, e con la possibilità di creare scenari alternativi.

Rischio finanziario: come anticiparlo e prevenirlo?

È possibile anticipare il rischio finanziario attraverso una corretta pianificazione finanziaria, economica e patrimoniale. È fondamentale che l’impresa sia in grado di produrre questi dati in tempi rapidi (scenari di simulazione finanziaria, rating previsionale, budget ecc.), anche nell’ottica di migliorare il rapporto tra banca e impresa. Tali dati sono cruciali anche internamente, per capire la sostenibilità finanziaria di certe scelte che l’azienda deve operare. Per fare questo, è necessario disporre di tecnologie che permettano di pianificare e simulare in tempi rapidi, con certezza e profondità del dato, e che consentano al CFO di impiegare poco tempo per la creazione del dato a medio-lungo termine, lasciando piuttosto spazio per analizzare questi dati, fare previsioni e creare scenari alternativi.

Quali sono gli strumenti utilizzati dalla banca per “leggere” l’impresa? E come costruire una giusta cultura della pianificazione finanziaria per relazionarsi con le banche?

Al momento, gli istituti di credito utilizzano strumenti “datati” e non in grado di leggere correttamente l’impresa (il rating attuale, il budget). Spesso non tengono conto dei piani finanziari a medio/lungo termine e del rating previsionale che questi piani generano. E, tendenzialmente, fino ad oggi il cliente si è “fatto leggere” senza poter rispondere in modo adeguato. Il problema è anche di tipo culturale perché, spesso, manca la figura del CFO e la pianificazione strategica viene affidata a chi si occupa di finanza più operativa (tesoriere, responsabile amministrativo). È fondamentale invece che un imprenditore crei una vera e propria cultura finanziaria in azienda, anche con lo scopo di migliorare il rapporto banca-impresa. Questa si ottiene dotandosi di manager (CFO) che possano portare la pianificazione in azienda. Oltre a questo, il semplice foglio excel, al giorno d’oggi, non è in grado di aiutare effettivamente l’impresa, per questo è necessario dotarsi di tecnologia che consenta di disporre di informazioni in modo sempre più veloce e costante nel tempo. 

In questo contesto, quali sono le nuove sfide che il CFO si trova ad affrontare per salvaguardare l’impresa?

Le sfide per il nuovo CFO sono quelle di poter disporre di dati e informazioni in modo agevole e veloce. Deve poter avere tempo per le analisi, non per la raccolta del dato. Oltre a questo, si inizia a parlare di certificazione dei processi del credito, della tesoreria e della pianificazione per rispondere in modo certo alle sollecitazioni esterne. E poiché le scelte dei manager hanno sempre un impatto sulla finanza, lo sforzo deve inoltre essere rivolto verso i “C Level” dell’azienda, attraverso un dialogo sempre più stretto e collaborativo tra CPO e CFO.

Può delineare quali sono gli strumenti e le strategie per la crescita e il miglioramento del rapporto tra finanza e impresa?

Gli strumenti sono quelli che la moderna tecnologia ci permette di avere, andando oltre il solito ERP e foglio di calcolo, ma guardando con occhi diversi le tecnologie emergenti (soluzioni software, sistemi alternativi di finanziamento, blockchain…). Ovvero, soluzioni transazionali che permettano la pianificazione a breve, medio e lungo termine. Un budget sempre più vicino alla realtà, scenari di simulazione, il calcolo e l’analisi del rating previsionale permettono di migliorare il rapporto con gli istituti di credito e i finanziatori e, al contempo, di avere maggiori certezze.

In questo senso, la tecnologia può essere di aiuto a creare tutto ciò, e permette al CFO di concentrarsi sull’analisi strategica in ottica di crescita aziendale. Oltre a questo, ci sono soluzioni di accesso al credito alternativo che permettono al CFO di avere il denaro necessario in tempi brevi e semplici.

La pianificazione economico-finanziaria-patrimoniale a breve e medio-lungo termine può essere la leva competitiva per far fronte a uno scenario sempre più incerto. In che modo?

La pianificazione a medio/lungo termine permette, in questo momento storico dominato dall’incertezza, di poter generare scenari alternativi in modo da poter scegliere la soluzione migliore. I dati cambiano velocemente, i budget subiscono variazioni, i clienti e i fornitori cambiano le regole del gioco, i reparti interni hanno bisogno di investimenti: tutte queste informazioni devono essere canalizzate in nuove tecnologie che mi permettano di analizzare scenari sempre più complessi, ma in tempi brevissimi. Se fino a pochi anni fa creare uno scenario alternativo richiedeva giornate intere, oggi in pochi minuti si possono avere tutte le informazioni e liberare tempo per la strategia aziendale.

Dario Vascellaro

Dario Vascellaro

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