Come dar vita ad una tap-room con cucina con i finanziamenti a fondo perduto

 Come dar vita ad una tap-room con cucina con i finanziamenti a fondo perduto

Diverse come stile e impostazioni rispetto ai classici pub, il fenomeno Tap-room si sta diffondendo sempre più a macchia d’olio proprio come è successo precedentemente negli Stati Uniti.

Simile ai pub ma dall’animo e stile unico, la tap-room è un luogo dedicato ai veri amanti della birra, dove degustare le novità artigianali direttamente dal birrificio di fiducia.

Queste infatti sono solitamente realizzate o all’interno di grandi birrifici o direttamente come sala degustazione esterna per piccoli imprenditori artigianali.

Un luogo dove far degustare e vendere le proprie birre artigianali, a stretto contatto con la comunità, è proprio questo il focus centrale delle Tap-Room.

Al loro interno viene servita quasi esclusivamente la birra di un determinato birrificio artigianale, accompagnate da eventi capaci di coinvolgere la movida del luogo: dalle jam session, ai dibattiti culturali e molto altro.

Oltre ad essere dunque un punto di incontro per i veri amanti della storica bevanda al malto, le tap-room sono dei veri e propri trampolini di lancio per chi si dedica alla creazione di birre artigianali, passando dalla degustazione alla vendita vera e propria.

Così come per i pub, le tap-room possono essere di diverse metrature e solitamente sono composte da uno spazio bar e una saletta interno e/o esterna per far accomodare la clientela.

Per rendere ancor più piacevole la permanenza degli amanti della birra, può essere anche affiancata una cucina in loco per la preparazione di gustosi aperitivi, snack e manicaretti.

Grazie all’inserimento della cucina, infatti, sarà anche più facile accedere ai vari finanziamenti a fondo perduto previsti per questa tipologia di attività.

Come accedere ai finanziamenti a fondo perduto?

Per avviare questa tipologia di attività, sono attivi diversi bandi a fondo perduto a livello nazionale e regionale.

Può accedere ai finanziamenti:

  • chi intende avviare una nuova attività e non ha ancora costituito l’impresa;
  • le imprese costituite da meno di 6 mesi e non ancora avviate (non hanno emesso la prima fattura)
  • le imprese, pur se costituite da più di 6 mesi e attive, che si configurino come:
  1. passaggio generazionale;
  2. rilevamento di impresa in crisi o di impresa confiscata da parte dei dipendenti;
  3. cooperative sociali assegnatarie di beni immobili confiscati.

Le forme di agevolazione previste sono diverse e variano al crescere del valore dell’investimento.

  • Se si prevede di avviare l’impresa con investimenti fino a € 50.000 l’agevolazione è pari al 100%, metà a fondo perduto e metà come prestito rimborsabile.
  • Se si prevede un investimento compreso tra € 50.000 ed € 100.000 l’agevolazione è pari al 90%, metà a fondo perduto e metà come prestito rimborsabile.
  • Per investimenti compresi tra € 100.000 ed € 150.000 l’agevolazione è pari all’80%, metà a fondo perduto e metà come prestito rimborsabile.

È inoltre previsto un contributo pari a € 10.000 sulle spese di gestione per l’avvio dell’attività.

Maurizio Maraglino Misciagna

https://www.mauriziomaraglino.it/

Dottore commercialista e revisore legale. Giornalista  pubblicista. Esperto in finanza innovativa e startup. www.mauriziomaraglino.it

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