Come diventare una pmi innovativa

 Come diventare una pmi innovativa

Con le misure introdotte dall’Investment Compact, nel marzo 2015, l’Italia ha visto nascere una nuova tipologia d’impresa, le PMI innovative.

L’introduzione delle PMI innovative da parte del Governo, ha come obiettivo quello di rafforzare la competitività del tessuto produttivo nazionale e favorire la diffusione  di innovazioni di tipo tecnologico in tutti i settori economici presenti nel nostro Paese.

Sul sito pminnovative.registroimprese.it, un kit di strumenti informativi predisposti ad hoc per favorire le imprese che vogliono candidarsi al riconoscimento dello status di “PMI innovativa” previsto dal DL 3/2015. Per accedere al regime di agevolazioni e incentivi fiscali stabiliti dalla norma, è infatti indispensabile che le imprese interessate siano inserite nell’apposita sezione del Registro delle imprese delle Camere di commercio.

Secondo la norma, possono aspirare allo status di “PMI innovativa” le società di capitali, anche in forma cooperativa, già iscritte nel registro delle imprese che posseggono almeno 2 su 3 dei seguenti requisiti:

• l’attività di ricerca e sviluppo riguarda almeno il 3% della maggiore tra le seguenti voci di bilancio: costi e valore totale della produzione;

• il team è formato per 1/3 da personale in possesso di laurea magistrale; oppure per 1/5 da dottorandi, dottori di ricerca o laureati con 3 anni di esperienza in attività di ricerca certificata;

• l’impresa è depositaria o licenziataria di privativa industriale, oppure titolare di software registrato.

Oltre ad 1 dei 3 requisiti sopra esposti, per  rientrare nella categoria delle pmi innovative, la società  deve avere meno di 50 milioni di euro di fatturato all’anno (o un attivo dello stato patrimoniale sotto i 43 milioni), meno di 250 dipendenti.

VANTAGGI FISCALI

I vantaggi per questa categoria imprenditoriale sono numerosi come per le  startup innovative . Per esempio le pmi innovative hanno diritto all’esonero dall’imposta di bollo per l’iscrizione al Registro, pur restando tenute al pagamento dei diritti di segreteria dovuti per adempimenti relativi alle iscrizioni nel registro delle imprese, nonché del pagamento del diritto annuale dovuto in favore delle Cciaa.  Inoltre possono remunerare il personale con piani di incentivazione in equity quali stock option e work for equity, con contemporaneo esonero da imposizione sul reddito.

La legge di bilancio 2017  ha riformato il regime di agevolazione per chi investe in una startup o pmi innovativa, varato nel 2012, con alcune modifiche che dovranno però essere notificate alla Commissione europea prima di entrare in vigore. Le agevolazioni per gli investitori salgono al 30 per cento, sia che si tratti di semplici contribuenti, soggetti Irpef (oggi detrazione al 19 per cento), sia si tratti di soggetti Ires come altre imprese(oggi deduzione al 20). Non c’è più distinzione tra tipologia di startup o pmi innovativa, perché la nuova aliquota riguarderà anche quelle a vocazione sociale (oggi detrazione al 25 per cento) e quelle che commercializzano prodotti e servizi hi tech in campo energetico (oggi deduzione al 27 per cento).
Cambia, limitatamente ai soggetti Irpef, anche il limite massimo di investimento su cui calcolare la detrazione, che viene raddoppiato a 1 milione di euro.
Viene infine confermato, come stabilito da un decreto interministeriale dello scorso febbraio, che il periodo minimo di investimento per poter beneficiare degli incentivi fiscali sale a tre anni (per investimenti effettuati dal 2015).

La legge stabilisce inoltre che anche le pmi innovative possano usufruire dellequity crowdfunding, la modalità di raccolta fondi online normata oltre un anno fa in Italia che prevede finanziamenti alle startup in cambio dell’acquisto di titoli di partecipazione nelle società.

Maurizio Maraglino Misciagna

https://www.mauriziomaraglino.it/

Dottore commercialista e revisore legale. Giornalista  pubblicista. Esperto in finanza innovativa e startup. www.mauriziomaraglino.it

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