Come e perché scrivere un piano editoriale per la tua pagina aziendale Facebook

 Come e perché scrivere un piano editoriale per la tua pagina aziendale Facebook

piano-editoriale

[dropcap]S[/dropcap]crivere un piano editoriale ha un’infinità di vantaggi. Tra i meno citati nei vari post in rete di sicuro menzionerei il fatto che vi permette di risparmiare tempo, molto tempo.

È un po’ come partire per una vacanza. Una di quelle vacanze dove oltre a mettere i piedi a mollo volete pure scoprire cosa di bello vi offre la terra che vi vedrà ospite. Ecco. Senza un piano, un calendario, un itinerario o semplicemente un elenco di “cose da vedere” rischiate 2 cose: la prima è che una volta sul posto perderete tempo a capire cosa vedere e come raggiungerla. La seconda invece è che vi potrebbe capitare che non avendo deciso a monte cosa fare riuscirete nel meraviglioso intento di non far nulla impegnati a discutere con i compagni di viaggio o con voi stessi.

Con i social media, con Facebook è uguale: una navigazione a vista rischia non solo di farvi perdere il focus sul obiettivo della vostra presenza on line ma di farvi perdere energie e risorse per raggiungere comunque scarsi risultati per di più difficilmente misurabili.

Quello di cui vi parlerò oggi andrebbe e può essere esteso chiaramente a tutti i social media, non solo Facebook. Ma visto l’obiettivo che ci siamo dati ad inizio di questo viaggio centrerò l’argomento facendolo restare all’interno dei confini di Facebook.

I punti principali da affrontare e risolvere per progettare un piano editoriale che vi tolga le castagne dal fuoco e vi permetta di dare un senso organico e logico alla vostra comunicazione sono a mio avviso riassumibili in questi 10 punti. Vediamo assieme:

  1. Perché scriverlo
  2. Stabilire il Chi fa che cosa
  3. L’ Obiettivo, la strategia
  4. Le Caratteristiche del vostro pubblico.
  5. Il file rouge
  6. I contenuti, gli argomenti ed il linguaggio
  7. Quando postare
  8. Il calendario
  9. I Test
  10. La misurazione dei risultati

1 – Il Perché averlo.

In realtà già molto ho scritto nella premessa di questo post e molto verrà detto nei prossimi 9 punti. Io personalmente considero il piano editoriale come il vero salvacondotto verso la buona riuscita di un progetto di comunicazione. Concentro la maggior parte delle energie all’inizio nella sua definizione e stesura e pur lasciandolo “aperto”(poi vi spiego cosa intendo) l’attenermi scrupolosamente mi da durante questo viaggio la possibilità di concentrarmi su altri aspetti, sui dettagli che se non avessi questa guida di erto mi perderei per strada rendendo meno efficace la mia comunicazione.

Prima accennavo al fatto di lasciar aperto il piano editoriale. Ecco. Questo è un consiglio. Lo stesso consiglio che per esempio seguo nel procedere in questa rubrica. Ho un piano, una scaletta ma devo essere pronto a modificarla ascoltando gli input ed e feedback che arrivano dal proprio pubblico.

2 – Stabilire il Chi fa che cosa

E’ qualcosa che ho imparato occupandomi di altronella mia vita passata pre web marketing. Spesso si fanno riunioni, si discute di ore, di temi che lambiscono quasi l’iperuranio delle idee da tanto sono profondi ma ci si dimentica di definire la cosa più importante.

Ragazzi, tutto molto bello ma…chi si deve occupare dei testi, foto, titolo, call to action da inserire? Chi si deve occupare di rispondere ai nostri “fans”? Chi si deve occupare delle gestione di un’eventuali crisi? (A tal proposito ho già scritto un post ma vi prometto che prossimamente ci dedicheremo lo spazio che merita).

Definire la catena di comando, delle responsabilità del “chi fa che cosa” è tanto importante quanto tracciare la strada da percorrere. Per tornare all’esempio fatto i apertura sarebbe come pianificare perfettamente un tour per l’Europa e dimenticarsi di decidere chi guida l macchina durante le vacanze. Non si andrebbe da nessuna parte così.

3 – L’Obiettivo

Che cosa vi prefiggete con la vostra presenza on line? Perché avete aperto questa fantastica fanpage? Rispondete a questo (sembra ma non è facile) e sarete già a tre quarti del lavoro fatto. I motivi possono essere diversi. C’è chi per esigenze aziendali decide di utilizzare principalmente i social per fare customer care, limitativo ma assolutamente degno di nota. C’è chi invece utilizza le piattaforme social a sostegno di eventi. Chi per raccontare un brand utilizzando un percorso, inserendo i contenuti in una storia. Sta a voi deciderlo in funzione di molti parametri: budget, risorse e caratteristiche del vostro pubblico.

4 – Le Caratteristiche del vostro pubblico.

Chi è il vostro pubblico? Che caratteristiche ha? In realtà queste due domande andrebbero poste ancora a monte di una scelta importante: quale canale di comunicazione, quale social utilizzare per comunicare con il mio pubblico. Sia ben chiaro.

Anche se in Facebook ci sono 27 milioni di italiani, ed è il social generalista per eccellenza in Italia, mica l’ha ordinato il dottore di aprire una fanpage aziendale su questa piattaforma? Vi garantisco che Zuckerberg non se la sarebbe di certo presa con voi in caso di scelte diverse? Ho il sospetto che dormirebbe comunque sonni sereni lo stesso.

Va da se che siamo qua e quindi capire chi è il nostro pubblico di riferimento in Facebook in termini di caratteristiche socio, demo-economiche è fondamentale per decidere strategia, scelta dei contenuti e linguaggio da utilizzare per ottenere una comunicazione efficace. Capire che abitudini ha, come utilizza questo social, quale linguaggio predilige e soprattutto comprenderne le esigenze vi permetterà di fare la differenza.

Quindi cercate di scomporre il vostro interlocutore tipo analizzandone il più possibile le singole caratteristiche. Meglio lo conoscete o lo conoscerete più facile sarà definire i contenuti e migliore sarà l’efficacia della vostra comunicazione.

5 – Il File Rouge

Che cosa è? Quel filo conduttore che tieni insieme i singoli contenuti. Quel filo, quell’imbastitura da sarta che permette all’insieme di avere un senso organico. Quel filo che cuce assieme i vari elementi e permette, ai singoli contenuti, ai singoli post pur avendo senso come elementi autonomi a se stanti, di essere compresi meglio e di essere più efficaci perché inseriti in un unico contesto.

Ecco cosa è per me il “fil rouge”. Se riusciamo ad inserire questo elemento conduttore e farsi che sottaccia a tutti i singoli elementi che compongono il nostro piano editoriale avremo una comunicazione che creerà valore.

6 – I contenuti, gli argomenti ed il linguaggio

Li ho riuniti in un unico blocco di testo. Non perché non abbiano i crismi e l’importanza per esser trattati distintamente. Ma, anche forse per miei limiti (lo ammetto) non mi è stato possibile se non trattarli come un unico elemento. Riguardo al come scrivere un post, alla call to action, all’importanza del titolo, agli hashtag, a come e quando utilizzarli e come alternare la natura dei contenuti dedicheremo uno spazio a se durante questo percorso. Li affronteremo nel dettaglio la scrittura e composizione di un post.

Ora vi anticiperò quali possibili forme di contenuto possono essere utilizzate per fare comunicazione sui social. Alcune più efficaci di altre ma se non alternate da altre forme anch’esse tenderebbero a perdere di efficacia. Quindi Testi, foto, video, infografiche, link a post vanni utilizzati tutti e sapientemente alternati. Chiaramente quali e come usarli dipendono molto dal settore nel quale lavorate, che tipo di pubblico avete e soprattutto dal budget che potete mettere sul piatto. Perché anche se vi dico che i video hanno una viralità nettamente superiore a tutto il resto se il vostro budget non ne consente la realizzazioni a voi la mia informazione ha valore pari a “0”. Non trovate?

7 – Quando postare

Se immettete in Google questa stringa di ricerca “a che ora pubblicare in Facebook” vi accorgerete della quantità di post ed articoli che il motore di ricerca vi restituisce. Io vi dico 2 cose: leggetene più che potete. Lasciateli li e poi prendete i dati Insights della vostra pagina Facebook. C’è una sezione che vi indica giorno per giorno, ora per ora quando i vostri fans sono on line. Quando sono connessi a Facebook. Li trovate tutto. Trovate la “verità”.

Nessuno è in grado a priori di dirvi quando pubblicare. La prima motivazione, la più scontata è che questo dipende dalle abitudini del vostro pubblico. Un 15enne tende ad avere abitudini giornaliere diverse da un 35enne e una presenza sui social durante i weekend che di sicuro devono farvi riflettere perlomeno se prendere in considerazione o no il weekend come periodo utile per pubblicare.

8 – Il Calendario

Questo è un aspetto meramente pratico, organizzativo ma ci tengo a parlarvene e a darvi qualche suggerimento. O meglio vi dico come faccio io e quali strumenti utilizzo. In fase progettuale non vi nascondo che faccio così:

  • stampo in formato A1 lo schema di calendario. Proprio un planning settimanale.
  • Associo ad ogni tipo di contenuto un colore diverso e utilizzo dei semplici post-it per visualizzare sul mio planning in formato A1, aiutandomi con le differenze cromatiche la corretta alternanza delle varie forme di contenuti

Dopodiché, riporto tutto in Google Calendar integrando la comunicazione in Facebook con gli altri social Media mantenendo le associazioni cromatiche di cui vi parlavo prima.

9 – Test

Prendetevi un periodo di prova dopo il quale fare un’attenta analisi dei risultati. Questo periodo vi permetterà di verificare alcuni test riguardo per esempio al giusto orario in cui postare o alla corretta forma di contenuto da utilizzare. Anche dopo anni ed anni di pratica sui social media questa è un fase dalla quale non si può prescindere.

10 – Misurazione dei risultati

Se avete pianificato, studiato e correttamente studiato ogni particolare del vostro piano di viaggio, del vostro piano editoriale vi sarà più semplice misurarne i risultati. Comprendere ciò che di positivo c’è stato e soprattutto cosa c’è che deve essere modificato o cambiato.

Prossima settimana approfondiremo un argomento lasciato in sospeso oggi: la scrittura di un post. Le sue parti e come organizzarle.

A presto.

Mirko Saini
Logo-Linkedin-piccolo

Mirko Saini

Partecipa alla discussione

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.