Come le città possono incoraggiare un’economia alternativa e consumi più sostenibili

 Come le città possono incoraggiare un’economia alternativa e consumi più sostenibili

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[dropcap]D[/dropcap]igione sarà presto conosciuta anche come «Cité de l’autre économie» (Città dell’Economia Alternativa). Nella bella cittadina della Francia orientale è in fase di progettazione un nuovo tipo di centro commerciale, che intende affrontare le questioni economiche e ambientali e dovrebbe essere inaugurato nel 2016.

Il centro commerciale sarà costituito da negozi e servizi, che punteranno a incoraggiare un consumo più responsabile da parte dei cittadini – clienti – consumatori, proponendo prodotti più sostenibili dal punto di vista ambientale, sociale ed economico. Ci saranno anche panetterie e supermercati biologici e servizi come lavanderie automatiche e asili nido. L’obiettivo è promuovere i valori e i principi della Sostenibilità, dell’Integrazione Sociale e dell’Economia Circolare. Il centro stesso sarà costruito con materiali riciclati e sostenibili e ospiterà all’interno iniziative che tengano conto delle esigenze delle persone disabili, le quali saranno impiegate per la logistica del centro.

Il principale sostenitore del progetto «Cité de l’autre économie» è ENVIE, un’impresa sociale che ripara, rimoderna e rivende elettrodomestici come frigoriferi e lavastoviglie. ENVIE e uno dei suoi soci fondatori, SEB, un gruppo che produce piccoli elettrodomestici, hanno voluto adottare modelli alternativi di consumo. Il progetto si ispira alla «Città dell’altra economia» di Roma, uno spazio commerciale di 4.500 metri quadri, inaugurato nel 2007 e dedicato allo sviluppo sostenibile, all’agricoltura biologica e alla mobilità sostenibile.

La «Cité de l’autre économie» ha riunito diversi partner, tra cui il Consiglio regionale della Borgogna, la città di Digione, varie imprese sociali, alcune associazioni e grandi aziende come le banche e EDF. C’è inoltre un coinvolgimento a livello di Unione europea, il quale si riflette in un supporto finanziario importante, che è offerto dai Fondi di Sviluppo Regionale Europei in Francia, dal Programma di Sviluppo Urbano Sostenibile URBACT dell’Ue e dal Programma ERASMUS+ a sostegno dell’inclusione sociale e della formazione.

Si stima che il costo totale della «Cité de l’autre économie» sarà di 11 milioni di euro, di cui 8-9 milioni già impegnati. Il tasso di occupazione del centro sta crescendo (a oggi hanno aderito 15 negozi) e dovrebbe presto raggiungere il 70% grazie alla nuova adesione di un supermercato biologico di grandi dimensioni, il quale si concentrerà su marchi specializzati e note marche da supermercato, che si stanno orientando sempre di più verso un’economia sostenibile dal punto di vista di un maggiore rispetto dell’ambiente.

Il centro occuperà una posizione strategica e sarà vicino al centro di Digione e alle principali arterie commerciali. Gli ideatori del progetto desiderano evitare il più possibile l’utilizzo di autocarri pesanti che attraversino il centro della città per rifornire il centro commerciale; la loro intenzione è creare invece un magazzino da cui la «Cité de l’autre économie» possa essere rifornita, utilizzando soprattutto veicoli elettrici.

Dr.ssa Paola Fiore | Sustainability Management & Communications Specialist
ETICAMBIENTE® Sustainability Management & Communications Consulting

Consulenza per l’Alta Direzione in Gestione, Formazione e Comunicazione Sostenibile di Impresa
Strategie di Responsabilità Sociale per Imprese Innovative dell’Industria e del Terziario Avanzato
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Paola Fiore

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