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Come ridurre rischi e spese in assicurazioni? La visita tecnica è la soluzione migliore

Incendio, eventi atmosferici, infortuni sul lavoro, danni ambientali: conosciamo sul serio le minacce al nostro business? La visita tecnica in azienda, soprattutto all’estero, evita le brutte sorprese e riduce rischi e premi assicurativi.

Lo anticipiamo subito a chiare lettere: prevenire i danni in azienda fa risparmiare sui premi di polizza. Le compagnie assicuratrici, se negli ultimi 3-5 anni non ci sono stati grossi incidenti, diminuiscono il costo delle assicurazioni.

Le aziende più sagge e avvedute lo sanno bene: due volte all’anno incaricano consulenti esperti che visitano il sito produttivo e fanno un elenco aggiornatodelle più serie minacce sconosciute e dei suggerimenti su come eliminare o ridurre i rischi d’impresa. 

È un vero e proprio vademecum, che aiuta l’imprenditore a individuare le aree aziendali più esposte a rischi di incendio, alluvione, responsabilità ambientale, danni a terzi e dipendenti.

Ogni azienda è diversa. Un’azienda che produce plastica è una cosa, un’impresa alimentare è un’altra.

Tuttavia, a grandi linee, riassumiamo così le 3 aree principali del vademecum (in inglese si chiama risk assessment).

1.Responsabilità civile: chi dirige l’azienda è messo al corrente delle sanzioni, sia penali che amministrative, a cui va incontro se non rispetta le norme in materia di prevenzione, infortuni sul lavoro, ambiente.

2.Incendio: durante la visita tecnica, come detto sopra, si individuano le principali zone aziendali esposte a rischio incendio, le vie di fuga, i sistemi di protezione, e si fa un elenco dettagliato dei possibili costi in caso di incendio totale (danni a cose e persone) dell’immobile.

3.Fermo di produzione: si fa una stima dei danni di natura finanziaria in caso di blocco prolungato della produzione, anche in caso di improvviso guasto ai principali macchinari.

Le grosse corporates internazionali del settore chimico, farmaceutico, cosmetico, food, oil and gas, considerati gli altissimi rischi industriali a cui vanno incontro, fanno ampio ricorso al risk assessment) e aggiornano il proprio risk profile come minimo due volte all’anno.

E le PMI? 

Nel caso delle aziende medio-piccole, le compagnie assicuratrici dovrebbero essere sempre più informate dei veri rischi delle proprie assicurate.

Questo vale a maggior ragione per quelle ancora più piccole, troppo spesso trascurate e lasciate sole a se stesse di fronte a pericoli di cui nemmeno sanno l’esistenza.

Lo scriviamo subito a scanso di equivoci: avere una polizza aziendale non significa essere assicurati!

Il perchè è subito detto.

Il questionario assicurativo, riempito in modo superficiale e frettoloso da personale poco qualificato, assolutamente non basta a fotografare con esattezza i rischi a cui l’impresa va incontro!

Facciamo due esempi:

Un’inondazione ha reso inagibile per giorni e giorni il sito produttivo.

L’incendio dell’impianto fotovoltaico ha danneggiato seriamente il capannone.

In questi casi, la compagnia assicuratrice rischia di dover sborsare centinaia di migliaia di euro per la riparazione delle strutture dell’immobile, il riacquistodei macchinari, la demolizione e rimozione delle macerie, senza contare i danni finanziari da fermo della produzione.

Quando le cifre da rimborsare sono da capogiro, le conseguenze negative a carico dell’azienda sono due:

  • l’assicuratore richiede l’intervento di tecnici, periti, legali, e i tempi di liquidazione si allungano di molto. 
  • il premio assicurativo dell’anno successivo al sinistro aumenta.

I vantaggi della visita in azienda

Aprire le porte della nostra azienda a consulenti espertirepetita iuvant, serve a ridurre rischi e premi di polizza. Per tre ovvie ragioni.

  1. i rischi che si credevano esistenti, e che pesavano sul premio di polizza, durante la visita in azienda si scoprono inesistenti!
  2. l’azienda dispone di un documento aggiornato che elenca nero su bianco i reali rischi d’impresa che solo professionisti del posto possono fotografare.
  3. le compagnie assicuratrici -se è stata fatta prevenzione e negli ultimi 3-5 anni non ci sono stati grossi sinistri– diminuiscono i premi di polizza.

Facciamo degli esempi concreti:

  • la quantità di materiale infiammabile e da imballo stoccata in azienda è di gran lunga inferiore rispetto all’anno precedente,
  • sono state installate le cisterne esterne per lo spegnimento degli incendi, assieme ad un nuovo impianto sprinkler,
  • il servizio di vigilanza opera 24/7.
  • il prodotto finito, pronto per la consegna, è protetto da furto o bagnamento all’interno di un magazzino dotato di sistemi di protezione attiva e passiva contro incendio e furto,
  • i dipendenti seguono corsi di aggiornamento sulla sicurezza, e così via.

Ebbene, solo la visita tecnica di professionisti può aiutare l’imprenditore a prendere tutte le misure idonee alla prevenzione e riduzione dei rischi all’interno del sito produttivo e di scongiurare danni e incidenti.

Le compagne assicuratrici premiano sempre le aziende virtuose che fanno prevenzione perché, grazie alla visita tecnica, hanno a pronto uso informazioni sempre aggiornate rispetto a quelle, più scarse, del semplice questionario. Conoscono meglio la propria assicurata e possono applicare interessanti riduzioni di premio.

Quindi, prima ancora di acquistare una polizza aziendale, o in occasione dei rinnovi assicurativi, è sempre meglio incaricare consulenti assicurativi esperti in prevenzione e sicurezza in grado di:

1.prendere visione dal vivo del fabbricato aziendale (macchinari, magazzini…) e del luogo fisico che lo circonda (colline, fiumi, centri abitati, capannoni industriali confinanti….)

2.elencare i rischi

3.suggerirci come ridurli/eliminarli

3.guidarci nell’acquisto di una polizza incendio e di Rc fatta apposta per il nostro business

4.diminuire il premio assicurativo.

E se la nostra azienda è all’estero?

Se la nostra azienda è all’estero i problemi si complicano eccome per ovvi motivi di ordine linguistico, logistico, normativo.

In caso di danno, tutta la documentazione (denuncia di sinistro, relazione peritale, le emails con la compagnia assicuratrice e gli avvocati di controparte) è in lingua straniera. Pertanto, è sempre meglio fare affidamento a consulenti assicurativi che conoscono la lingua del paese in cui si trova la mia impresa.

Con riferimento al secondo problema, la distanza fisica tra l’azienda in Italia e la filiale estera si fa sentire non solo in caso di sinistro.

Poniamoci queste 6 domande:

  1. il mio consulente assicurativo in Italia ha sufficienti risorse per svolgere un’accurata visita tecnica all’estero?
  2. ha un’esatta conoscenza dei rischi, anche di natura legale, a cui mi espongo come amministratore di un’azienda oltre confine?
  3. mi informa delle sanzioni di natura civile e penale se non rispetto la normativa straniera in materia di prevenzione degli infortuni?
  4. sa quantificare i danni a terzi (scuole, supermercati, edifici pubblici e privati…) da un incendio scoppiato nella mia filiale?
  5. è al corrente della legge straniera per danni da inquinamento accidentale?

Se vogliamo capire che rischi corriamo in azienda e cosa fare veramente per ridurre pericoli sconosciuti e premi di polizza, è sempre meglio contattare professionisti che:

  • conoscono il territorio,
  • parlano la stessa lingua delle compagnie assicuratrici straniere,
  • fanno i nostri interessi con periti e liquidatori di un altro paese.
Nicola Colucci

Nicola Colucci

Da più di 15 anni consulente assicurativo internazionale, aiuta le PMI a ridurre di rischi d’impresa, sia in Italia che all’estero. Aggiorna clienti, imprenditori e dirigenti sulle più recenti soluzioni assicurative dal suo blog nicolacolucci.com.

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