Come si ristruttura un'azienda

 Come si ristruttura un'azienda

La riforma delle legge fallimentare del 2006 rende oggi possibile l’attuazione di alcune strategie che favoriscono il salvataggio delle aziende: sostanzialmente il favor legis (cioè il favore della legge) viene spostato dai creditori all’azienda, cioè non si tutelano i creditori ma si tutela l’azienda.

Per approfondire e saperne molto di più guarda il video al seguente link: http://soluzionicrisiaziendali.it/videoformazione/

L’azienda è oggi tutelata dall’introduzione di istituti come il piano di risanamento attestato (ex articolo 67) gli accordi di ristrutturazione dei debiti (ex art.182bis), il concordato preventivo (ad esempio con l’art. 161 comma 6)… e tutta una serie di strategie che aiutano a risolvere la situazione di crisi aziendale, in particolare la crisi finanziaria.

Ma in tutta questa tematica, detto questo, c’è un problema fondamentale: per riuscire a risanare un’azienda c’è bisogno di una situazione aziendale futura che produca reddito, ma che soprattutto che produca cash flow per pagare la ristrutturazione.

Sostanzialmente se noi non abbiamo un’azienda che in futuro ha possibiltà di produrre reddito e cash flow è inutile oggi avventurarsi in una ristrutturazione del debito, perché faremo un danno maggiore dei benefici che potremmo ottenere: conviene molto di più gestire la liquidazione e la fase di chiusura dell’azienda che fare una ristrutturazione.

Molti miei colleghi sostengono che la ristrutturazione in azienda sia possibile anche in altri casi; ad esempio, ultimamente ho sentito dire che la ristrutturazione è possibile quando il valore dell’indice di Altman raggiunga un certo livello (Altman è uno studioso che ha lavorato allo Z score, cioè un rating aziendale fatto da 5 indici aziendali e che dà un valore unico finale).

Nel caso in questione l’indice di Altman ha un limite clamoroso, cioè è un indice costruito su dati storici, per cui è chiaro che la storia di un’azienda mi può dire se la situazione è grave o meno, ma non mi può dire se la può risanare, perchè la decisione di risanare un’azienda non dipende dallo status quo (cioè da come è ora l’azienda), ma dipende da quello che potremo fare dopo la ristrutturazione.

Quindi la misurazione sulla possibilità della ristrutturazione non va fatto sul bilancio (cioè sulla situazione statica), ma bensì su quello che noi pensiamo di poter fare dopo la ristrutturazione.

Facciamo un esempio per capire meglio: abbiamo un’azienda decotta, un’azienda che è davvero in grave crisi di liquidità.

Se l’imprenditore si inventasse per assurdo un nuovo prodotto, un nuovo servizio, di una magicità assoluta, è chiaro che da oggi in poi avremo margini di reddito e margini per risanare l’azienda.

Il risanatore quindi non è un semplice CERTIFICATORE e GESTORE del debito ma deve possedere delle capacità che consentano uno sviluppo aziendale dell’impresa seguita, quindi è chiaro come per risolvere la crisi aziendale diventa necessario affidarsi a dei professionisti che sappiano quello che c’è bisogno di fare sia sui debiti da ristrutturare ma soprattutto sulla nuova azienda per farla crescere e permettere il risanamento.

Che senso ha pagare i debiti vecchi per poi continuare a fare debiti?

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Simone Brancozzi

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