Come sono regolati i contratti di formazione?

 Come sono regolati i contratti di formazione?

Le assunzioni tramite il contratto di formazione lavoro, formazioni professionali, di seguito abbreviato con la sigla CFL, in base all’ultima modifica N° 451 del 1994, favoriscono il passaggio dal mondo della scuola a quello del lavoro, quindi dalle nozioni teoriche apprese alla gestione pratica nell’ambito di un’azienda o comunque di un contesto lavorativo.

Questo tipo di contratto è stato introdotto in Italia nel 1984 e grazie ad esso è stato possibile anche limitare fortemente il fenomeno del “lavoro nero”, perché risulta essere assai conveniente per i datori di lavoro.

Questi beneficiano di un trattamento fiscale agevolato da forti sgravi contributivi.
I requisiti per essere assunti con un CFL sono i seguenti:
Avere un età minima di 16 anni e massima di 32 anni. L’età massima è innalzabile secondo le disposizioni delle Commissioni Regionali per l’ impiego nel Sud Italia. Nel Lazio, esclusa la città di Roma, per esempio è stata innalzata fino a 35 anni in via sperimentale.
Il contatto deve essere in forma scritta e il datore di lavoro deve aver trasformato almeno il 60% dei CFL andati in scadenza negli ultimi 24 mesi in contratti a tempo indeterminato.
Lo stesso datore di lavoro non deve aver fatto licenziamenti o sospensioni dall’attività lavorativa negli ultimi 12 mesi (ad eccezione di delle professionalità diversificate).
Il CFL può essere redatto secondo 2 modalità:
1) Il contratto può durare al massimo 18 mesi e il datore di lavoro è obbligato a fare 80 ore di formazione di teoria e non di affiancamento, oppure può durare al massimo 24 mesi ed avere 130 ore di formazione. Il primo mira a una preparazione con professionalità intermedie, il secondo a una preparazione di più alto grado professionale.
2) Questo contratto, che può durare al massimo 12 mesi e prevede 20 ore di formazione in aula, è indirizzato ai disoccupati che entrano in una nuova azienda e dovranno seguire un adeguamento professionale e ai giovani in cerca di un’ occupazione che necessitano di essere inseriti.

Questo contratto mira a preparare il lavoratore sulle norme per la sicurezza sul lavoro (antinfortunistica e prevenzione ambientale) nonché sull’organizzazione dell’azienda e le leggi che disciplinano il rapporto di lavoro.
Anche le ore trascorse in aula per la formazione lavoro teorica vengono regolarmente retribuite e il datore di lavoro che si sottrae e quest’obbligo deve trasformare obbligatoriamente il CFL in contratto a tempo indeterminato.
Tale contratto prevede che lo stipendio che il lavoratore percepirà venga adeguato progressivamente a quello del contratto collettivo nazionale di lavoro anche nell’ambito per esempio della ristorazione.
La normativa invece che regola il CFL fa riferimento ai contratti a tempo indeterminato.
Se il datore di lavoro decide di trasformare il CFL in contratto a tempo indeterminato, questo avrà comunque gli sgravi contributivi che copriranno l’ iniziale durata.
Per quanto riguarda la seconda modalità di CFL gli sgravi contributivi continuano ad essere applicati anche dopo la trasformazione in contratto a tempo indeterminato e coprono quella parte di CFL che è stato appunto trasformato.

Se il lavoratore venisse licenziato in questo periodo il datore di lavoro è obbligato a restituire l’ importo pari agli sgravi fiscali di cui ha goduto.

Il CFL prevede sia gli scatti di anzianità che il trattamento previdenziale mentre la tassazione che deve sostenere l’ impresa cambia rispetto al settore lavorativo che può essere commerciale, artigiano o industriale e rispetto alla collocazione geografica.(Nord, Centro,Sud).

Per esempio prendiamo il campo della ristorazione: la tassazione applicata cambia a seconda che il lavoro si trovi a Milano o a Catania.
I contributi che invece deve versare il lavoratore sono come quelli degli altri dipendenti.
Il lavoratore che un CFL deve ricevere una copia scritta dal datore di lavoro e la lettera di assunzione che deve avere le seguenti informazioni obbligatorie:
1. la qualifica che il datore ha quando inizia il lavoro e quella che acquisirà a contratto finito;
2. la paga al lordo delle trattenute
3. la durata del periodo di prova
4. il contratto nazione del lavoro (CCNL) al quale fa riferimento il CFL
Ovviamente nel contratto devono essere riportate tutte le informazioni utili ad inquadrare la condizione stessa del lavoratore. Per un lavoratore ad esempio nel campo della ristorazione può essere previsto anche vitto e alloggio o periodi di lavoro nella ristorazione all’estero.
Quando il contratto sarà terminato il datore di lavoro è tenuto a consegnare un attestato che riporti la qualifica raggiunta dal lavoratore.
Anche se il lavoratore firma un CFL mentre sta svolgendo il servizio militare o il servizio civile, quando questo sarà terminato ha diritto a completare il periodo di prova.
Secondo il CFL il lavoratore è obbligato a svolgere ore di straordinario. Tutto questo è utile affinché il lavoratore sia consapevole delle norme e dei compiti che regolano il rapporto di lavoro.

Per avere l’ indennità di maternità non è necessario alcun requisito minimo contributivo ed essa è obbligatoria e facoltativa.

Se ci si assenta dal lavoro per maternità viene sospeso temporaneamente il contratto che riprende nel momento in cui la lavoratrice rientra sul posto di lavoro.
È prevista l’ indennità di Disoccupazione Ordinaria in base ai consueti requisiti ( aver lavorato nei 2 anni precedenti e avere maturato almeno un anno di anzianità contributiva), mentre è prevista quella a requisiti ridotti se non si ha almeno un anno di contribuzione, ma non meno di 78 giornate lavorative.Nei periodi lavorativi, sempre prendendo ad esempio il campo della ristorazione, possono essere conteggiati anche il lavoro stagionale invernale o estivo.

I lavoratori che incorrono in infortuni o periodi di malattia sono tutelati dall’assicurazione prevista per legge.

È prevista l’ indennità di Disoccupazione Ordinaria in base ai consueti requisiti ( aver lavorato nei 2 anni precedenti e avere almeno un anno di anzianità contributiva) mentre è prevista quella a requisiti ridotti se non si ha almeno un anno di contribuzione, ma non meno di 78 giornate lavorative. Non è prevista l’indennità di Mobilità in quanto il CFL è paragonabile a un contratto a tempo determinato.

I lavoratori che incorrono in infortuni o periodi di malattia sono tutelati dall’assicurazione prevista per legge.

Se il lavoratore ha un incidente sul lavoro gli verrà corrisposta un’indennità dietro tempestiva richiesta all’Inail :per esempio un lavoratore nella ristorazione che ricada nella zona di Milano e provincia si rivolgerà all’ufficio Inail di competenza territoriale.
L’ indennità lavorativa non può superare i 180 giorni di malattia, e siccome il CFL è assimilabile ad un contratto a tempo determinato, e nel caso il lavoratore non abbia superato i 30 giorni lavorativi nei 12 mesi precedenti, l’ indennità non potrà superare tale periodo.
Il datore di lavoro dovrà corrispondere un’indennità pari ai giorni in cui il lavoratore è stato suo diretto dipendente.I giorni rimanenti maturati in altri rapporti di lavoro saranno indennizzati direttamente dall’Inps, previo domanda allo stesso ente previdenziale.

Redazione

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