Come supportare le pmi nell’eco-progettazione e nell’eco-innovazione: in Francia si fa così

 Come supportare le pmi nell’eco-progettazione e nell’eco-innovazione: in Francia si fa così

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[dropcap]L[/dropcap]a Camera di commercio e dell’industria regionale (Chambre de Commerce et d’Industrie d’Auvergne, CCIA) della regione francese centrale dell’Auvergne ha istituito un programma di supporto all’eco-innovazione, per sensibilizzare le aziende sul ruolo dell’eco-progettazione e aiutarle a sviluppare prodotti più ecologici.

Attraverso tale programma, che rimarrà attivo sino alla fine del 2015, la CCIA offre alle aziende – che vogliono controllare in modo più efficace l’impatto ambientale dei propri prodotti – delle competenze specifiche in materia di eco-innovazione, sostenendole anche nella realizzazione di migliorie pratiche.

Diversi sono i servizi per le imprese; si va dalla formazione dei dipendenti, alle valutazioni di base, sino a sessioni di «brainstorming» sullo sviluppo di prodotti più sostenibili dal punto di vista dell’impatto ambientale. Non si conosce però la dotazione finanziaria del programma, che è finanziato dalla CCIA, dall’Agenzia per la Gestione dell’Ambiente e dell’Energia della Francia e dalle Autorità delle Regione dell’Auvergne.

Il programma prevede anche l’attuazione di un sondaggio tra le aziende che potrebbero essere interessate a tali servizi. Per ogni azienda selezionata, si ha un primo incontro per presentare il programma, cui fa seguito l’elaborazione di una relazione sulla situazione attuale, al fine di valutare l’opportunità di integrare l’eco-progettazione nelle attività di base e, in seguito, si procede alla redazione di raccomandazioni su come migliorare o sviluppare l’approccio aziendale. Alcune soluzioni possono essere attuate in tempi rapidi; ad esempio, la razionalizzazione degli imballaggi, che possono avere un impatto sul consumo di materie prime e sull’intera catena di distribuzione e magazzinaggio. In altri casi è invece necessario adottare altre misure per ridurre l’impatto ambientale e realizzare un approccio eco-progettuale sostenibile.

Grazie al programma le aziende possono valutare in modo approfondito l’impatto ambientale dei prodotti, andando a individuare soluzioni innovative e facendosi eventualmente supportare da un consulente esterno, specializzato in eco-progettazione ed eco-innovazione. Questa terza fase dovrebbe prevedere lo sviluppo di progetti più concreti e l’immissione sul mercato di un prodotto basato sull’eco-progettazione. È previsto un cofinanziamento del 70 % al massimo dei costi progettuali per le aziende con meno di 50 dipendenti, sino al 60 % delle aziende con 50-250 dipendenti e sino al 50% delle aziende di dimensioni maggiori.

Scopo della CCIA è familiarizzare con l’eco-innovazione 400 aziende di tutti i settori industriali in tre anni. Il programma si occupa di settori che vanno dall’arredamento sino ai prodotti elettrici ed elettronici e all’agri-business e fornisce assistenza ad aziende di tutte le dimensioni, di cui alcune con meno di cinque dipendenti. Non esiste un’azienda “tipo” del programma, che secondo le previsioni, dovrebbe raggiungere l’obiettivo delle 400 aziende nel 2015 e delle 45 imprese per le quali siano state elaborate le relazioni sullo stato dell’eco-innovazione. Al momento 30 sono le aziende supportate e lo scopo è anche quello di offrire consulenza a una dozzina di progetti di eco-progettazione. Sinora, sette sono in corso e questo indicherebbe che il programma funziona correttamente e che ha ricevuto una buona accoglienza dal mondo delle imprese.

Tuttavia c’è ancora molto da fare per educare le aziende in materia di eco-progettazione, perché le imprese hanno una scarsa conoscenza di tali argomenti ed è chiaro che occorrono maggiori spiegazioni a riguardo. Inoltre alcune aziende manifestano interesse, ma non poi partecipano attivamente al programma a causa di alcuni vincoli economici. Per questo non si sa ancora se il programma proseguirà oltre il 2015, pur avendo dato sinora risultati soddisfacenti. Sembra che manchi la giusta visibilità e forse il programma sarà rinnovato.

Dr. Paola Fiore | Sustainability Management & Communications Specialist | Sustainability & CSR Coach
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ETICAMBIENTE® Sustainability Management & Communications Consulting
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Paola Fiore

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