Commercio al dettaglio: Coldiretti, risparmi a tavola per 3 famiglie su 4

 Commercio al dettaglio: Coldiretti, risparmi a tavola per 3 famiglie su 4

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[dropcap]I[/dropcap]l commercio tradizionale al dettaglio crolla in tutte le sue forme anche perché è tornata l’economia domestica con quasi tre famiglie su quattro (73 per cento) che hanno tagliato gli sprechi a tavola, con il 45 per cento che li ha ridotti mentre il 28 per cento li ha addirittura annullati.

È quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixé divulgata in occasione della diffusione dei dati Istat sul commercio al dettaglio nel febbraio 2014.

Tra chi ha tagliato gli sprechi – sottolinea la Coldiretti – l’80 per cento fa la spesa in modo più oculato, il 37 per cento guardando con più attenzione alla data di scadenza e il 26 per cento riducendo le dosi acquistate, ma sono il 56 per cento quelli che riutilizzano quello che avanza.

Il risultato è stato che – continua la Coldiretti – si è verificato il drammatico crollo storico della spesa accompagnata dal cambiamento nella composizione del carrello ma anche dei luoghi di acquisto. In controtendenza con il calo generale delle vendite degli alimentari si registrano valori in crescita per l’acquisto di materie prime, dalla farina alle uova fino al miele.

A cambiare sono anche i luoghi tradizionali della spesa con ben 15 milioni di italiani che nel 2013 hanno fatto la spesa nei mercati degli agricoltori (+25 per cento) che sono l’unica forma di distribuzione commerciale in crescita sostenuta nel tempo della crisi.

Nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica – spiega la Coldiretti – si trovano prodotti locali del territorio, messi in vendita direttamente dall’agricoltore nel rispetto di precise regole comportamentali e di un codice etico ambientale, sotto la verifica di un sistema di controllo di un ente terzo.

I mercati degli agricoltori promuovono la conoscenza della stagionalità dei prodotti, ma anche la filosofia del km zero, con i cibi in vendita che non devono percorrere lunghe distanze, riducendo le emissioni in atmosfera dovute alla combustione di benzina e gasolio.

Gli effetti si fanno sentire anche sugli sprechi che vengono ridotti per la maggiore freschezza della frutta e verdura in vendita che dura anche una settimana in piu’, non dovendo rimanere per tanto tempo in viaggio.

Redazione

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