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Commercio estero: esportazioni extra Ue -1,7% ad aprile

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[dropcap]A[/dropcap]d aprile 2014 le esportazioni sono in lieve contrazione rispetto al mese precedente (-0,2%) mentre le importazioni sono in crescita (+0,4%).

Anche su base annua le esportazioni sono in riduzione (-1,7%) ma al netto di alcune componenti particolarmente variabili (energia e metalli preziosi) si rileva una contenuta espansione (+0,4%).

La flessione congiunturale delle vendite verso i paesi extra Ue è in larga misura spiegata dalla riduzione dell’export di beni strumentali (-1,7%) e di prodotti intermedi (-0,7%). Soltanto le vendite di beni di consumo sono in espansione (+2,1%).

La crescita congiunturale dell’import è ascrivibile all’energia (+4,0%), mentre i prodotti intermedi (-3,3%) registrano una marcata flessione.

Nell’ultimo trimestre la dinamica congiunturale dell’export verso i paesi extra Ue è negativa (-1,9%, -0,6% al netto dell’energia). Soltanto i beni di consumo durevoli sono in crescita (+2,9%).

Nello stesso periodo, la flessione congiunturale delle importazioni (-2,5%) è determinata dalla forte contrazione degli acquisti di energia (-11,2%). Al netto dei prodotti energetici, le importazioni registrano infatti una rilevante crescita (+2,3%) diffusa a tutti gli altri comparti.

La flessione tendenziale dell’export interessa esclusivamente l’energia (-15,8%) e i prodotti intermedi (-8,9%). Le importazioni registrano una diminuzione tendenziale del 3,4%, determinata dal forte calo degli acquisti di energia (-18,9%), al netto dei quali l’import cresce del 6,3%.

Ad aprile 2014 si rileva un surplus commerciale di 1.649 milioni di euro, di poco superiore ad aprile 2013 (+1.455 milioni). Il surplus nell’interscambio di prodotti non energetici si riduce per il terzo mese consecutivo, passando da +5,7 miliardi di euro (aprile 2013) a +5,0 miliardi di euro (aprile 2014).

Nel mese di aprile 2014, i mercati di sbocco più dinamici sono Giappone (+7,1%), EDA (+5,4%), Cina (+5,2%), Stati Uniti (+5,1%) e ASEAN (+2,3%). In forte flessione sono gli acquisti da OPEC (-19,1%), Russia (-15,7%) e MERCOSUR (-12,8%).

Redazione

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