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Commercio internazionale, verso un secondo trimestre 2019 debole

L’aggiornamento di fine maggio del World Trade Outlook indicator, realizzato dal WTO, segnala come anche per il II trimestre 2019 il commercio mondiale potrebbe sperimentare una fase di debolezza. L’indicatore è infatti considerato un anticipatore delle tendenze degli scambi mondiali, in particolare delle dinamiche accelerative (indicatore con punteggio maggiore di 100) o decelerative (inferiore a 100) del commercio rispetto al trend attuale. Il WTOI si è assestato a 96.3 punti, su livelli di minimo da circa un decennio, indicando prospettive di sviluppo degli scambi mondiali nel II trimestre dell’anno peggiori rispetto al trend.

Va inoltre sottolineato come l’indicatore non incorpori le più recenti applicazioni di dazi bilaterali tra USA e Cina, lasciando quindi ipotizzare come l’outlook negativo potrebbe, alla luce di questi nuovi elementi, evidenziare un ulteriore peggioramento.

Al fine di meglio comprendere le indicazioni fornite dall’indicatore, è utile analizzarne le componenti (tutte su base globale): traffico cargo aereo e container marittimo, produzione e vendite di auto, ordini esteri e commercio internazionale di beni agricoli e di prodotti elettronici. Nel corso del I trimestre 2019, solamente il traffico marittimo di container ha evidenziato un valore superiore a 100, peraltro in ripiegamento rispetto al valore nel trimestre precedente. Traffico cargo aereo, un importante indicatore anticipatore del ciclo scorte industriali, mercato automobilistico e commercio di prodotti agricoli hanno invece evidenziato valori inferiori a 100 e in peggioramento nel corso del trimestre, mentre il commercio di prodotti elettronici e gli ordini esteri, pur su livelli ancora inferiori a 100, negli ultimi mesi hanno evidenziato l’interruzione della fase di peggioramento.

WTO indicator e sue componenti (var. % su mese precedente)
Fonte: World Trade Organization

Le indicazioni del WTO indicator si inseriscono in un contesto già caratterizzato da una profonda debolezza del commercio mondiale, come confermato dai dati, destagionalizzati e in termini reali, del CPB sugli scambi mondiali di merci, che nel I trimestre 2019 hanno mostrato una flessione dello 0.3% rispetto al IV trimestre 2018 (a sua volta con un –0.6% sul terzo).

Il traffico merci in Italia

Per il nostro Paese, i dati sul traffico merci sembrano confermare le indicazioni emerse a livello globale: solamente il traffico autostradale di veicoli a 3 o più assi ha fatto segnare nel I trimestre 2019 una crescita sul corrispondente periodo del 2018 (+3.8%), mentre il trasporto cargo aereo è in marcata flessione (-5.5% nei primi 4 mesi del 2019) e quello merci marittime, pur con differenze tra i diversi porti e le diverse tipologie di trasporti, evidenzia complessivamente un segnale negativo, sempre nel I trimestre 2019.

Traffico merci nei porti(1) (var. % I trim. 2019 vs. I trim. 2018)
(1) Dati da fonti stampa (2) Fonte: Assaeroporti (3) Fonte: Atlantia

Anche in questo caso, gli indicatori fotografano la debolezza del commercio con italiano l’estero, che nel I trimestre 2019, al netto della componente prezzo e di quelle stagionali, ha mostrato una flessione rispetto all’ultimo trimestre 2018 sia per quanto riguarda l’import (-0.7%) che l’export (-0.2%).

In un quadro di perdurante debolezza della domanda mondiale, le imprese italiane, forti del risanamento dei propri conti realizzato negli scorsi anni, dovranno intensificare le politiche commerciali per ampliare ulteriormente il raggio d’azione internazionale e consolidare la presenza nei mercati esteri più importanti.

Queste strategie potranno consentire, come messo in luce dal Rapporto Analisi dei Settori Industriali di maggio, di riportare il commercio con l’estero a sostenere la produzione industriale e i fatturati delle imprese.

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Andrea Dossena

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