Competenze per… competere

 Competenze per… competere

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[dropcap]I[/dropcap] processi di cambiamento che investono oggi le aziende derivano dall’azione combinata di innovazioni strategiche, organizzative e tecnologiche in cui la risorsa umana assume un ruolo sempre più determinante.

Il confronto con le trasformazioni in atto nel sistema produttivo e nei mercati impone alle aziende di affrontare il “nuovo che non solo avanza, ma è già qui”, di operare con opportune forme organizzative diverse rispetto al passato e di gestire adeguate risorse umane con idonee strategie. In una società in cui il rapporto tra capitale, lavoro e tecnologia si smaterializza, il nuovo vantaggio competitivo delle organizzazioni va ricercato al proprio interno, “nel possedere quell’insieme di competenze qualificate diffuse in tutta l’organizzazione che permetta di collegare tutte queste attività al minor costo possibile”, cioè nella conoscenza, nel know-how, nel sapere professionale, nel capitale umano. La risorsa umana diventa, allora, il principale investimento su cui devono puntare le organizzazioni, concentrando l’attenzione sulle capacità imprenditive, la cultura, il contributo personale e specifico di ciascun individuo; in altre parole, sulla competenza.

Un altro fenomeno che caratterizza l’attuale scenario organizzativo è rappresentato dalla progressiva evoluzione verso jobs sempre meno definiti. Il contenuto formale dei jobs, rispetto all’attuale situazione, è sempre meno importante, mentre assumono pregnanza tutte quelle cose che gli individui possono fare di loro iniziativa. Quello che conta è assicurarsi la collaborazione di soggetti capaci che, anche attraverso il riapproprio di una certa autonomia, siano in grado di conseguire gli obiettivi strategici dell’organizzazione. In definitiva, nelle organizzazioni siamo ormai in presenza di jobs sempre meno definiti per persone sempre più competenti.

In tale contesto le imprese si trovano, quindi, nelle condizioni di doversi orientare sempre di più verso la ricerca di flessibilità, di conoscenza, di innovazione e di diversificazione continua, richiedendo competenze professionali che superano la sola dimensione tecnica, coinvolgendo anche altri aspetti della vita lavorativa e sociale, quali i sistemi di relazione, i riferimenti di valore, le esperienze e le conoscenze di natura diversa.

Il mondo del lavoro è diventato oggi così articolato e complesso che le competenze tecniche rischiano di diventare obsolete nel giro di breve tempo. Ciò che invece sempre più si richiede ai lavoratori è di avere quelle competenze trasversali che permettono di far fronte con successo a situazioni lavorative non prevedibili a priori. È forte l’esigenza di acquisire risorse professionali coerenti con le aspettative non solo in ambito tecnico, ma anche quanto a carattere e predisposizione ad assumere certe posizioni: le Soft Skills, appunto. Trovare la persona giusta, soprattutto per ruoli chiave, è strategicamente prioritario e, allo stesso tempo, difficile.

soft-skills-1Ma cosa sono le Soft Skills, o competenze trasversali?

Si tratta di tutte quelle competenze “a-specialistiche” di natura sostanzialmente attitudinale e comportamentale, alle modalità di comportamento nei contesti sociali e di lavoro, alle modalità e capacità di riflettere e di usare strategie di apprendimento, implicate in numerosi tipi di attività lavorative ed esplicate in situazioni operative tra loro diverse. In sintesi si tratta di quelle competenze che consentono con più facilità di mettere in moto le competenze tecnico-professionali e di mettere le persone in relazione.

Le capacità soft sono importanti a tutti i livelli dell’organizzazione aziendale ma la loro essenzialità cresce proporzionalmente con la crescita della posizione in azienda!

Deborah Morgagni
Senior partner presso Plan soc. coop. Bologna

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Deborah Morgagni

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