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Comunicazioni Obbligatorie III trimestre 2019: il volume dei contratti attivati è aumentato del 4,3%

Nel terzo trimestre del 2019 si registrano 2 milioni e 987 mila attivazioni di contratti di lavoro al netto delle Trasformazioni a Tempo Indeterminato (da Tempo Determinato e da Apprendistato), in aumento di 98 mila attivazioni (pari a +3,4%) rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Ad esse corrispondono 2 milioni e 292 mila lavoratori, in crescita di 62 mila unità (pari a +2,8%).

Considerando anche le Trasformazioni a Tempo Indeterminato, pari a 207 mila, il numero complessivo di attivazioni di contratti di lavoro raggiunge 3 milioni e 194 mila, in crescita del 4,3%, pari a 131 mila attivazioni in più rispetto al corrispondente periodo del 2018.

La crescita delle attivazioni ha coinvolto tutte le aree del Paese. L’incremento tendenziale percentuale ha interessato in misura superiore il Centro (+4,9%) e il Mezzogiorno (+4,7%), mentre per il Nord la crescita è risultata più moderata (+3,6%) e ha riguardato, per tutte le aree, in misura maggiore le donne.

Il 70,8% del totale delle attivazioni, pari a 2 milioni e 262 mila, è concentrato nel settore dei Servizi (Tabella 2), che mostra una crescita pari al 6,7% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.

Di contro, il settore dell’Agricoltura, che assorbe il 15,6% delle attivazioni, e quello dell’Industria, che rappresenta il 13,6%, risultano in calo tendenziale, in misura superiore per l’Agricoltura (-1,4%) rispetto all’Industria (-0,8%), dove l’Industria in senso stretto decresce (-2,0%) e il settore delle Costruzioni, invece, fa osservare un aumento tendenziale pari a +1,2%.

Le attivazioni dei contratti a Tempo Indeterminato, comprensive di 207 mila Trasformazioni (di cui 153 mila da Tempo Determinato e circa 54 mila da Apprendistato), determinano un complessivo flusso in ingresso verso il Tempo Indeterminato pari a oltre 644 mila, in crescita di 65 mila attivazioni rispetto allo stesso periodo del 2018 (+11,3%), e risulta superiore alle 541 mila cessazioni a Tempo Indeterminato.

Alla crescita tendenziale dei contratti a Tempo Indeterminato osservata nel terzo trimestre del 2019 si accompagna un incremento delle attivazioni dei contratti di Apprendistato (+5 mila, pari al +6,3%) e della tipologia contrattuale Altro (+11,0%), costituita in gran parte dai contratti intermittenti.

Le attivazioni dei contratti a Tempo Determinato (+34 mila) aumentano a un tasso inferiore, pari a +1,7%, mentre i contratti di Collaborazione calano dello 0,9%. La dinamica tendenziale descritta conduce a una ricomposizione delle quote percentuali delle attivazioni per tipologia di contratto in favore soprattutto del Tempo Indeterminato, il cui peso, pari al 20,2%, cresce di 1,3 punti percentuali, a cui si associa un calo di 1,7 punti percentuali della quota relativa al Tempo Determinato, che si attesta al 65,7%. La crescita tendenziale dei lavoratori attivati risulta in misura percentuale superiore per i lavoratori ultra 54enni, in particolare per la componente femminile; il numero di attivazioni pro-capite, pari a 1,30, stabile rispetto al valore registrato nel terzo trimestre del 2018.

Nel terzo trimestre del 2019 si registrano 2 milioni e 964 mila cessazioni di contratti di lavoro, con un aumento di 43 mila cessazioni, pari all’1,5%, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Al numero di cessazioni osservate nel trimestre si associano circa 2 milioni e 309 mila lavoratori, in crescita di 21,5 mila unità (pari a +0,9%) (Grafico 2). La crescita tendenziale delle cessazioni e dei lavoratori cessati (rispettivamente +1,5% e +0,9%) risulta inferiore rispetto a quella osservata per le attivazioni e per i lavoratori attivati (rispettivamente +3,4% e +2,8%).

I rapporti di lavoro cessati aumentano in misura maggiore nella componente femminile (+1,7%) rispetto a quella maschile (+1,3%). La crescita percentuale risulta diffusa in modo sostanzialmente omogeneo in tutte le ripartizioni geografiche.

Il 74,2% delle cessazioni è concentrato nel settore dei Servizi, l’unico dove si registra un incremento, con +73 mila cessazioni, pari a +3,4%. Nell’Industria, che assorbe il 12,9% delle cessazioni, il calo tendenziale (-3,0%) interessa soprattutto il settore dell’Industria in senso stretto, dove la diminuzione risulta pari a -4,2%, a fronte di un calo osservato nelle Costruzioni pari a -1,1%, e coinvolge in misura maggiore le donne (-5,2% a fronte di -2,5% registrato per gli uomini). La variazione tendenziale di segno negativo riguarda anche il settore dell’Agricoltura (-4,5%) e interessa entrambe le componenti di genere. La dinamica tendenziale delle cessazioni registra variazioni di segno positivo per il contratto a Tempo Indeterminato (+6,5%), l’Apprendistato (+10,3%) e gli Altri contratti (+9,9%), mentre nel contratto a Tempo Determinato e in quelli di Collaborazione le cessazioni mostrano una diminuzione, rispettivamente dello 0,9% e del 3,2%.

Rispetto al terzo trimestre del 2018, si osserva un aumento significativo, sia per i contratti di brevissima durata, pari a un giorno (+5,7%), sia per le classi di durata superiore ai 90 giorni, in corrispondenza delle quali si registra una crescita pari al +3,5% per la classe 91-365 giorni e pari al +2,7% per la classe di durata superiore a 365 giorni. Di contro, si registra un calo per le classi che comprendono le durate da 4 a 90 giorni.

Considerando le cause di cessazione dei rapporti di lavoro, si osserva un intenso calo per la Cessazione di attività (-9,4%) e in misura minore per il Licenziamento (-0,7%), a fronte di una crescita significativa per il Pensionamento (+30,1%) e per le Dimissioni (+7,9%).

Relativamente ai contratti di lavoro in somministrazione, nel terzo trimestre del 2019 si registrano 353 mila attivazioni e 364 mila cessazioni. Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, le attivazioni risultano in calo dell’11,0%, mentre le cessazioni sono in diminuzione del 6,6%.

Redazione

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