Con il rafforzamento della fiducia, le assunzioni nell’eurozona salgono al record in nove anni

 Con il rafforzamento della fiducia, le assunzioni nell’eurozona salgono al record in nove anni

L’inizio del 2017 ha indicato un valore forte nell’economia dell’eurozona. La crescita della produzione ha mantenuto il valore record in cinque anni e mezzo dello scorso dicembre e i livelli occupazionali sono saliti al record in quasi nove anni.

L’Indice Markit PMI® della Produzione Composita nell’Eurozona finale di gennaio si è posizionato su 54.4, valore invariato rispetto a dicembre e appena superiore alla precedente stima flash di 54.3. L’indice principale ha segnato un’espansione in ciascuno degli scorsi 43 mesi.

La crescita della produzione manifatturiera e dell’attività terziaria hanno entrambe confermato i forti tassi raggiunti alla fine dell’anno scorso. Ciò significa che l’espansione del manifatturiero ha superato quella del terziario per l’ottavo mese consecutivo.

La produzione di gennaio è aumentata nelle quattro economie principali e in Irlanda, e quest’ultima ha registrato la più forte espansione totale segnando una crescita record in dieci mesi. Forti anche gli incrementi avutisi in Germania, Spagna e Francia.

Tuttavia, in Germania e Spagna la crescita è leggermente rallentata, toccando i minimi su quattro e tre mesi rispettivamente. La recente ripresa francese ha acquisito comunque maggiore slancio, indicando il più rapido tasso di incremento in più di cinque anni e mezzo. La crescita in Italia è rallentata ai minimi in tre mesi.

Nazioni in ordine di crescita della produzione composita (gennaio)

Irlanda 59.3 massimo su 10 mesi
Germania 54.8 (flash: 54.7) minimo su 4 mesi
Spagna 54.7 minimo su 3 mesi
Francia 54.1 (flash: 53.8) massimo su 67 mesi
Italia 52.8 minimo su 3 mesi

Il tasso di creazione occupazionale dell’eurozona è stato il più rapido da febbraio 2008. In Germania, le assunzioni sono aumentate al ritmo più rapido (record in tre mesi). La Francia ha segnato un record su 19 mesi e l’Italia un record su sei mesi. Tuttavia, i rispettivi indici in Spagna e Irlanda sono leggermente rallentati.

Le aspettative sull’economia dell’eurozona e sul mercato del lavoro di gennaio sono entrambe rimaste positive. L’espansione dei nuovi ordini è rimasta forte, accelerando il tasso d’incremento al record in 14 mesi e generando un ulteriore accumulo di ordini in giacenza. Inoltre, l’Indice sulle Prospettive Future, che monitora le aspettative delle aziende sui livelli di produzione nei prossimi 12 mesi, ha segnato il valore più alto mai raggiunto dall’inizio della serie a luglio 2012.

Le pressioni inflazionistiche di gennaio si sono ulteriormente intensificate. I prezzi d’acquisto sono aumentati al tasso più rapido in più di cinque anni e mezzo, come riflesso dei più alti prezzi globali delle merci, dei maggiori costi d’importazione dovuti all’euro debole e agli incrementi di listino dei fornitori. Contemporaneamente, il migliorato potere sui prezzi ha agevolato la strada ad un nuovo incremento dei prezzi medi di vendita, aumentati allo stesso tasso record su 65 mesi di dicembre.

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L’Indice Markit PMI® dell’Attività Terziaria dell’Eurozona finale di gennaio ha indicato un valore di 53.7, invariato rispetto a dicembre. Tale valore ha segnato un’espansione della produzione per il quarantaduesimo mese consecutivo. La lettura finale è stata leggermente maggiore della precedente stima flash di 53.6. Nelle quattro nazioni principali ed in Irlanda si sono registrate forti espansioni della produzione.

Il maggiore incremento dell’attività si è di nuovo verificato in Irlanda, dove la crescita ha toccato un record su sette mesi. La Spagna è rimasta al secondo posto, anche se il suo tasso di espansione si è contratto ai minimi su sei mesi, seguita dal migliorato ritmo di crescita della Francia.

Sostenuto dal più cospicuo afflusso di nuove commesse in più di un anno e mezzo, il tasso di incremento della Francia ha segnato un valore record da agosto 2011, già raggiunto in precedenza. La crescita in Germania è rallentata, segnando i minimi in quattro mesi, seguendo lo stesso andamento al ribasso dei nuovi ordini. In Italia, l’attività è aumentata ad un ritmo marginalmente più rapido rispetto a dicembre, nonostante il leggero rallentamento del tasso di espansione dei nuovi ordini.

La fiducia del settore terziario dell’eurozona di gennaio resta vicino al valore record in 11 mesi di dicembre. In Germania e Spagna l’ottimismo migliora, ma scende in Francia, Italia e Irlanda.

L’aumentata fiducia unita all’attuale rialzo del settore ha generato ulteriore creazione occupazionale, segnando a gennaio un incremento per il ventisettesimo mese consecutivo, con un tasso di crescita che ha toccato il record su sei mesi. Gli organici sono aumentati in ognuna della cinque nazioni monitorate dall’indagine, guidate da Irlanda e Germania.

L’inflazione dei prezzi d’acquisto di gennaio è di nuovo accelerata, aumentando il tasso di incremento al valore più rapido da marzo 2012. Il maggior poter sui prezzi e il desiderio di passare i costi maggiori al cliente, ha causato un nuovo aumento dei prezzi medi di vendita, aumentati per il terzo mese consecutivo, ma segnando un valore leggermente inferiore dello scorso mese.

In Germania, Spagna e Irlanda i prezzi di vendita sono aumentati. Al contrario, in Italia e Francia sono stati registrati ulteriori sconti.

Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit ha detto: «Il PMI finale ha indicato una crescita dell’attività economica marginalmente più forte rispetto alla precedente stima flash, e suggerisce un’espansione dell’economia dell’eurozona al tasso più rapido da metà 2011. L’ultima lettura equivale ad un PIL con un tasso di aumento trimestrale dello 0.4%, lasciando intendere che all’inizio del 2017 l’economia parte con basi solide. Allo stesso tempo, l’incremento più rapido dei nuovi ordini e un tasso record di fiducia sulle prospettive per il prossimo anno ai livelli massimi registrati dai tempi della crisi del debito sovrano dell’eurozona, fanno ben sperare che nei prossimi mesi il forte tasso di crescita verrà mantenuto. L’impressionante aumento dei livelli occupazionali dovrebbe inoltre spingere i consumatori a spendere di più nei prossimi mesi, rilanciando ulteriormente l’economia. Con il tasso più rapido di creazione occupazionale dai tempi della crisi finanziaria globale, sembra certo che le aziende stiano cercando di espandersi e che non siano eccessivamente preoccupate degli effetti dell’incertezza politica. Tuttavia, resta forte il rischio che un evento politico possa sopraffare o deviare la crescita, ciò significa che noi manteniamo aspettative caute sull’eurozona, con prospettive di crescita del PIL del solo 1.5% nell’arco di quest’anno. Mentre le pressioni inflazionistiche aumentano, con i primi segnali di un aumento dell’inflazione di base in un clima di più forte domanda, l’enfasi della BCE potrebbe presto diventare aggressiva. Tuttavia, almeno fino a fine 2017, qualunque effettivo cambiamento di atteggiamento politico ci sembra improbabile, viste le elevate incertezze politiche che offuscano le previsioni».

Redazione

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