Congiuntura Confcomm: le nuove tensioni in Medio Oriente non frenano le attese di crescita nel 2026

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Lo scenario geopolitico, dopo un breve periodo di tregua, ha visto il riacutizzarsi delle tensioni in Medio Oriente. La prospettiva di un raffreddamento delle frizioni nell’area aveva favorito il parziale rientro delle quotazioni delle materie prime energetiche e non, determinando prospettive d’inflazione e di crescita leggermente più favorevoli rispetto a quanto indicato in primavera. La situazione attuale rende, quindi, lievemente più incerta e complessa la valutazione, in termini prospettici, dei risultati del primo semestre che, stando agli indicatori in alta frequenza, ha continuato a restituire il quadro di un’economia italiana ancora attraversata, nel suo insieme, da innegabili spunti di vivacità. Infatti, nonostante temporanee battute d’arresto, la cui interpretazione è complicata dall’influenza dei giorni lavorativi variabili tra i mesi, la diffusione di nuove informazioni ha consolidato l’opinione di un secondo trimestre ancora in crescita. Confermiamo la stima di una variazione congiunturale del PIL nel secondo quarto dell’anno allo 0,4% con un incremento dell’1,2% nel confronto con lo stesso periodo del 2025 (tab. 1).

Stando alle nostre valutazioni anche a luglio l’economia italiana, sulla spinta di una domanda per consumi ancora in positivo e di una tenuta della produzione industriale, è attesa mostrare una crescita del prodotto lordo dello 0,2% su giugno e dell’1,2% su base annua. La crescita acquisita a oggi permette di guardare con un certo ottimismo ai risultati del 2026, consolidando le possibilità di una variazione del PIL nell’intero anno prossima all’1%. A questo punto, a meno di sorprese nelle stime ufficiali disponibili a fine mese, gli eventuali rallentamenti dell’attività economica influiranno soprattutto sul 2027, anno in cui verranno a cessare anche gli effetti diretti del PNRR.

I consumi, calcolati nella metrica dell’ICC, si confermano a giugno in territorio positivo, rafforzando la fase di recupero iniziata alla fine dello scorso anno, con una variazione sullo stesso mese del 2025 dell’1,8% (tab. 2).

Anche nell’ultimo mese la tendenza al miglioramento dei volumi acquistati dalle famiglie è sostanzialmente diffusa, con marcati spunti di recupero per l’automotive e gli elettrodomestici. Anche la domanda per i servizi, soprattutto quelli legati alla fruizione del tempo libero, si mantiene in costante crescita, anche per la perdurante spinta del turismo. Sotto quest’ultimo aspetto, la modifica intervenuta da gennaio del 2025 nel perimetro di rilevazione delle presenze – sono incluse anche quelle presso gli alloggi gestiti in forma non imprenditoriale – rende più complessa la valutazione delle dinamiche di medio periodo. Certo è che, dopo un gennaio 2026 piuttosto difficile, i mesi successivi hanno visto una decisa ripresa guidata dal turismo straniero.

A supportare il quadro di una sostanziale tenuta della domanda vi è la parziale tendenza al rientro dell’inflazione. Sulla base delle nostre stime, per il mese di luglio un andamento più favorevole degli energetici e degli alimentari non trasformati dovrebbe aver contribuito a una riduzione dei prezzi al consumo dello 0,1% su giugno, comportando un significativo rientro della variazione tendenziale, prevista al 2,5% (tab. 3). In termini prospettici, l’acuirsi delle tensioni con una ripresa dei prezzi degli energetici sui mercati internazionali rischia di rallentare, già da agosto, questo processo di rientro, aumentando le incertezze delle famiglie che potrebbero scegliere, in autunno, di tornare a comportamenti più prudenti sul versante dei consumi, soprattutto per quelli ritenuti meno necessari.

ICC (INDICATORE CONSUMI CONFCOMMERCIO)

A giugno 2026 l’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) è stimato in crescita dell’1,8% nel confronto con lo stesso mese del 2025. Il dato è sintesi di un aumento sia della spesa per i beni (2,1%) sia di quella per i servizi (1,4%; tab. 2). I positivi risultati della componente relativa ai beni continuano ad essere guidati dalla ripresa dell’automotive e dei durevoli. Il dato dell’ultimo mese consolida la tendenza al recupero, in atto da fine 2025, della domanda delle famiglie, che nel secondo trimestre è stimata in crescita dell’1,6% su base annua. Allo stato attuale le famiglie, seppure si muovono in un contesto caratterizzato dal persistere di molte incertezze legate soprattutto all’andamento dei prezzi come segnalano le oscillazioni sul versante della fiducia, non sembrano aver trasferito le proprie preoccupazioni sui comportamenti di consumo.

LE DINAMICHE TENDENZIALI

Anche nel mese di giugno la ripresa della domanda si conferma sostanzialmente diffusa. Tra le otto macrofunzioni di consumo, considerate per la costruzione dell’indicatore, solo per i beni e servizi ricreativi, segmento le cui dinamiche interne si confermano molto articolate, i consumi risultano in diminuzione (-2,4). In linea con quanto rilevato nei periodi più recenti la componente più dinamica dei consumi è stata quella relativa ai beni e ai servizi per la mobilità (+7,2%). Lievemente più contenuta è stata la crescita per i beni e servizi per la comunicazione (+5,7%), segmento che si conferma tra i più vitali, e i beni e i servizi per la cura della persona (+4,2%). In area positiva, sia pure con variazioni più modeste, si trovano i beni e i servizi per la casa (1,7%), gli alberghi e i pasti e le consumazioni fuori casa (+1,1%) e l’abbigliamento e le calzature (0,6%). In debole recupero anche gli alimentari, le bevande e i tabacchi (+0,4%). Tra le singole voci di consumo anche a giugno spicca la tendenza al netto recupero dell’automotive che registra, nel confronto annuo, una crescita degli acquisti da parte dei privati del 17,4%. I positivi miglioramenti registrati da febbraio continuano, peraltro, a lasciare ancora aperte e irrisolte molte delle tematiche che da tempo rendono incerto lo sviluppo di tutta la filiera. Per i servizi ricreativi in senso stretto si conferma anche a giugno il permanere di un trend favorevole (+5,3%, evoluzione favorita anche dall’inizio della stagione dei grandi concerti). Tra le voci più dinamiche si confermano, anche a giugno, gli elettrodomestici (+8,8%), i trasporti aerei (+5,3%), i prodotti farmaceutici e terapeutici (+4,6%), gli alberghi (+2,1%) e l’energia elettrica (1,8%). In marginale miglioramento risultano anche i pasti e le consumazioni fuori casa (0,7%) e l’abbigliamento e le calzature (0,6%). Dopo un maggio negativo tornano a crescere i consumi di mobili e articoli d’arredamento (+1,3%), i carburanti (+1,5%) e gli alimentari (+0,5%).

PREZZI AL CONSUMO: LE TENDENZE A BREVE TERMINE

Sulla base degli andamenti registrati dalle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo, si stima per il mese di luglio 2026 una riduzione dello 0,1% dell’indice in termini congiunturali, con una variazione su base annua del 2,5% (tab. 3). Il dato riflette l’attenuarsi delle tensioni sui costi delle materie prime energetiche e il significativo rientro dei prezzi degli alimentari, andamento a cui ha contribuito in misura significativa la componente fresca. In termini prospettici il riemergere di tensioni sui mercati internazionali, rende complessa l’individuazione della direzione verso cui si muoveranno i prezzi nei prossimi mesi. Allo stato attuale è presumibile che la volatilità dei prezzi, indotta da temporanee frizioni, porti a una situazione di sostanziale stabilizzazione dei prezzi nel medio periodo, elemento che potrebbe non essere sufficiente a compensare i timori delle famiglie.