Consulenza assicurativa pura… indispensabile per le pmi

 Consulenza assicurativa pura… indispensabile per le pmi

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[dropcap]I[/dropcap]n molti settori esiste da tempo la figura del “consulente di parte”: quando una pmi ha un problema di carattere legale si rivolge al suo legale di fiducia (magari specializzato per quel tipo di problematica, ovvero diritto del lavoro, diritto internazionale, diritto fallimentare, ecc.). Il legale pattuisce il suo compenso con la pmi cliente e ciò costituisce il fondamento del rapporto: il legale “parteggia” per il proprio cliente.

In modo del tutto analogo, quando una pmi ha un problema fiscale si rivolge al proprio commercialista; è lui che cura gli interessi dell’azienda nei contenziosi con l’Erario. La complessità e l’evoluzione continua della normativa fiscale e degli adempimenti a carico di una pmi fanno sì che il commercialista sia il primo consulente con cui una pmi instaura un rapporto duraturo nel tempo.

Ci sono molti altri settori che, come i precedenti, vedono le pmi affiancate da consulenti “di parte” (sicurezza sul lavoro, gestione dei rifiuti, ecc.), ma c’è un settore in cui solo in pochi casi ciò succede: quando una pmi ha delle necessità di tipo assicurativo (e alcune polizze sono obbligatorie) spesso si rivolgono ad un agente o ad un broker. Per quanto “fidati”, gli intermediari assicurativi (agenti monomandatari in particolare) hanno una difficoltà oggettiva a proporre la soluzione “migliore” per l’esigenza specifica. Possono soltanto scegliere fra i prodotti della propria compagnia quello più indicato e proporre le coperture e/o franchigie e/o scoperti adattandole al caso specifico. I broker, operando con più compagnie, possono scegliere fra un ventaglio di soluzioni assai più ampio; resta però la contraddizione che i broker percepiscano i loro compensi (provvigioni) dalle compagnie di assicurazione e non dalle aziende clienti.

C’è una nuova figura professionale indipendente, per la verità non ancora molto diffusa, a cui le pmi possono rivolgersi sapendo che “parteggerà” per loro perché saranno le stesse a riconoscergli un compenso commisurato alla competenza ed al livello del servizio erogato: il consulente assicurativo puro. Questa nuova figura professionale funge da “anello di congiunzione” fra i risk manager e gli agenti/broker: è in grado di confrontarsi sia con i risk manager per capire quali sono i rischi (e quindi i possibili danni al patrimonio ed alle persone) da trasferire alle compagnie di assicurazioni, sia con gli agenti/broker perché conosce “l’assicuratese” e comprende quando la clausola di una polizza è inadeguata a coprire il rischio paventato,oltre a valutare se il tasso/premio assicurativo è adeguato.

Quando le dimensioni dell’azienda sono “contenute” il consulente assicurativo puro, forte della propria esperienza e professionalità, è in grado di coprire anche il ruolo del risk manager (ad eccezione di particolari rischi connessi a particolari processi produttivi), supportando l’azienda ad individuare, analizzare, monitorare, proteggere, eliminare o trasferire in tutto od in parte (assicurazione, autoassicurazione) i rischi,con l’ulteriore vantaggio di accrescere la cultura di risk management e di adeguate coperture assicurative della azienda stessa.

La indispensabilità del consulente assicurativo puro per le pmi è altresì importante per la consulenza e assistenza che lo stesso può fornire nelle denunce, nelle operazioni peritali, nella definizione e liquidazione degli indennizzi/risarcimenti, onde ottenere quanto spettante.

Elmo Morini
Membro fondatore di S.C.F. 2.0

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