Conto corrente cointestato: novità

 Conto corrente cointestato: novità

In linea generale la cointestazione di un conto corrente attribuisce agli intestatari qualità di creditori (o debitori) solidali dei saldi del conto (art.1854 c.c.) e fa presumere, sia nei confronti dei terzi che nei rapporti interni all’istituto di credito, la contitolarità dell’oggetto del contratto (art.1298 c.c.).

Tale presunzione, però, può essere superata attraverso validi indici probatori, chiari, precisi e concordanti.

È quanto si evince da una recente pronuncia della Corte di Cassazione (Cass., Sez.II, sent. 16 gennaio 2014 n.809) la quale, accogliendo il ricorso, cassa la sentenza impugnata che individuava erroneamente, nel contratto di conto corrente bancario cointestato, realizzata una donazione indiretta di fatto a favore del cointestatario, ciò nella misura del cinquanta per cento delle somme versate o da versare. Veniva così accertata, implicitamente, la sussistenza dell’animus donandi.

La Suprema Corte ha ritenuto del tutto infondata la sussistenza di tale spirito di liberalità, in mancanza di espressa previsione, dando rilevanza all’intento del correntista di mettere a disposizione le somme per gli interessi e le esigenze comuni della famiglia e non la sua volontà di donare al cointestatario parte delle somme versate.

Tanto più che risulta vietata, ai sensi dell’art. 771 c.c., la donazione di beni futuri.

Per i giudici infatti «deve escludersi nell’operazione di semplice apertura di contratto di deposito bancario cointestato […] l’automatica riconducibilità a detto negozio allo schema della c.d. donazione indiretta per le somme che, successivamente alla stipulazione del contratto verranno depositate su detto conto».

Dott. Riccardo Chirivì
Avv. Matteo Sances

Matteo Sances e Riccardo Chirivì

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