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Cos’è il “de minimis”

DeMinimis

[dropcap]I[/dropcap]l regime “de minimis” può essere definito come una modalità semplificata attraverso la quale la Commissione Europea autorizza l’istituzione da parte degli Stati Membri di alcuni tipi di regimi di aiuto per le imprese (ricordiamo che qualsiasi agevolazione pubblica deve passare il vaglio delle istituzioni europee). Tale facilitazione si basa sul presupposto che gli aiuti di Stato, se inferiori ad una certa soglia, non violano la concorrenza tra imprese. In pratica un’apposita normativa, il lt Regolamento (CE) N. 1998/2006, stabilisce una serie di condizioni che devono essere rispettate affinché un aiuto possa essere considerato “di importo minore”.

Se lo Stato membro rispetta questi limiti nell’istituire un regime di aiuto lo può considerare automaticamente approvato dalla Commissione.

In compenso le imprese non possono ricevere più di 200 mila euro in tre anni attraverso questa tipologia di strumenti agevolativi. Quando un contributo viene concesso attraverso il Regolamento 1998/2006 questa caratteristica deve essere esplicitamente richiamata nella normativa di riferimento (disposizioni operative, schede tecniche ecc.).

La dichiarazione sugli aiuti “de minimis”
Una volta accertato che uno specifico intervento del Fondo rientra negli aiuti “di importo minore” bisogna capire se la garanzia in questione rispetta i limiti quantitativi stabiliti dalla normativa.
Ai fini del calcolo, il valore della garanzia pubblica – in termini tecnici si parla di ESL, Equivalente Sovvenzione Lordo – deve essere sommato ad altri eventuali aiuti ricevuti attraverso il medesimo Regolamento nell’esercizio fiscale in corso e nei due precedenti.
Bisogna tenere presente che non esiste un registro nazionale degli aiuti “de minimis”. Di conseguenza è responsabilità dell’impresa attestare l’ammontare degli aiuti “di importo minore” ricevuti nel triennio attraverso una dichiarazione di atto notorio. A tal fine sono utili due indicazioni: la data da prendere in considerazione è sempre quella della delibera di concessione dell’aiuto; nel caso di una garanzia o di un altro tipo di agevolazione che insiste su un finanziamento ancora in essere, passati tre anni dalla concessione, ai fini del “de minimis” la suddetta agevolazione non va più conteggiata.

(informazioni tratte dal sito del Ministero dello Sviluppo Economico)

Bruno Sodo

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Bruno Sodo

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