I costi certi abbattono il reato

 I costi certi abbattono il reato

Ai fini della quantificazione dei reati tributari il giudice deve considerare anche i costi non contabilizzati ma sempre a condizione che siano certi e precisi.

Tali indicazioni sono fornite dalla Corte di Cassazione che, con sentenza n.37131 del 20/09/2013, ha chiarito come, ai sensi dell’art. 109, comma 4, del TUIR, anche se alcuni costi non sono stati portati in dichiarazione essi possono comunque concorrere a formare il reddito.

Per la Suprema Corte, dunque, l’intenzione della norma è quella di permettere la deduzione di tutti i costi certi anche se sostenuti in “nero” e pertanto è compito del giudice considerarli anche ai fini della valutazione dell’imposta evasa in ambito penale (nel caso di specie si trattava del reato di infedele dichiarazione dei redditi, articolo 4 del Dlgs n.74/2000).

Avv. Matteo Sances
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Matteo Sances

STUDIO LEGALE TRIBUTARIO SANCES collabora con "Il giornale delle pmi" commentando sentenze in materia tributaria e bancaria.

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