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Credito alle pmi: finanziamenti ancora in calo. La crisi continua

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[dropcap]U[/dropcap]n vero e proprio bollettino di guerra quello che riportano le rilevazioni sull’andamento dei prestiti in Italia degli ultimi anni, con una lunga serie di dati che denunciano l’atteggiamento troppo avaro da parte delle banche. Le vittime di questa politica restrittiva sono state le famiglie, con la sola eccezione dei prestiti e dei mutui Inpdap, vedi http://www.zonaprestiti.com/prestiti-inpdap.htm, che non hanno perso il loro passo, e soprattutto le piccole e medie imprese, costrette nella maggior parte dei casi a ridimensionarsi o a chiudere del tutto.

Quello che è mancato è stato soprattutto un intervento incisivo da parte dello Stato, immerso nella spending review e nelle varie crisi di governo, che non ha saputo trovare delle soluzioni adeguate al dramma delle pmi, senza considerare che l’economia italiana si muove grazie ad esse, che sono e che restano anche la principale risposta per combattere la crescente disoccupazione, oltre che la sola risposta per la ripresa dell’economia reale.

A denunciare questo doppio disagio attraversato dalle piccole e medie imprese italiane non sono state fazioni o schieramenti con intenti propagandistici, ma è stata l’imparziale analisi della stessa Bce che ha posto l’accento sul fatto che quelle che sono state maggiormente colpite dalla crisi sono state proprio le pmi italiane e spagnole. Due Stati dove sono mancate proprio le politiche di credito atte a sostenerle in un momento indiscutibilmente complicato, con la differenza che le banche spagnole hanno rischiato il fallimento ed hanno necessitato dell’aiuto dello Stato, mentre in Italia si fregiano di essere, tranne qualche eccezione, tra le più sane in Europa.

In attesa dell’imminente Tlitro, che metterà a disposizione delle banche liquidità fresca finalizzata proprio al credito a pmi e famiglie, poche Regioni si stanno muovendo per sostenere le imprese già esistenti e quelle che si trovano nella fase di start up, attraverso nuovi fondi, che restano comunque difficili da reperire. La Regione che al momento si è dimostrata più concreta nell’avvio di questo cammino è la Regione Toscana che, attraverso una pulizia di fondi stanziati e mai richiesti e altre risorse, è riuscita a mettere a bilancio un tesoretto da 94 milioni di euro per il sostegno delle pmi. Più di 50 milioni saranno destinati al settore dell’industria, circa 35 a quello dell’artigianato e poco più di 7 alle cooperative.

Redazione

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