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Crescere puntando sui mercati esteri

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Luciano Scaccabarozzi, presidente di Dot System

Luciano Scaccabarozzi, presidente di Dot System

[dropcap]E[/dropcap]ssere un’azienda globale è, al giorno d’oggi, un atout che aiuta a restare sui mercati, a sopravvivere alla crisi e alle difficoltà del fare impresa, a farsi conoscere non solo sul territorio nazionale ma anche oltre confine. È una carta vincente che, ben giocata, garantisce risultati vincenti a medio-lungo termine. Essere quindi azienda del nuovo millennio implica la capacità di investire in processi di internazionalizzazione oltre che in Ricerca e Sviluppo. Per capire come una piccola realtà possa imporsi sui mercati stranieri, diventando leader nel suo settore, abbiamo incontrato Luciano Scaccabarozzi, presidente di Dot System, azienda nata nel 1990 e cresciuta a Montevecchia, in Brianza, che dal 2006 ha trasferito la sua sede a Lomagna, in provincia di Lecco.

Quando nasce Dot System?
«L’azienda nasce nel 1990. Un gruppo di progettisti, con una significativa esperienza maturata nello sviluppo di prodotti e soluzioni per i settori industriale, civile ed informatico, decide di dar vita a società di servizi di progettazione e di ingegnerizzazione, così prende vita il progetto Dot System. Inizialmente l’azienda operava nei settori dell’automazione industriale e militare, ma ben presto il business si è spostato progressivamente verso il settore ferroviario, sino a diventare l’unico settore di attività dell’azienda».

Cosa fa Dot System e di cosa si occupa?
«Da 20 anni siamo attivi sul mercato ferroviario con prodotti e sistemi elettronici per le apparecchiature a bordo dei veicoli ferroviari, oltre che con soluzioni ed applicazioni altamente avanzate e personalizzate secondo le esigenze dei clienti. Realizziamo e forniamo prodotti e schede elettroniche per diversi impieghi in ambito ferroviario: dal controllo alla diagnostica, dalla visualizzazione alla gestione di apparati e impianti, per arrivare alla comunicazione e alla trasmissione di dati e informazioni sia a bordo treno che da e verso terra».

I Talgo Hsp 350 in servizio sull'Alta Velocità spagnola montano in cabina monitor prodotti da Dot System, azienda di Lomagna (Lecco).

I Talgo Hsp 350 in servizio sull’Alta Velocità spagnola montano in cabina monitor prodotti da Dot System, azienda di Lomagna (Lecco).

Per fornire questi servizi come vi siete strutturati?
«Siamo in grado di offrire ai clienti un servizio completo seguendo l’intera filiera del prodotto. Partendo dall’individuazione dei requisiti arriviamo alla definizione delle specifiche, dallo sviluppo dell’hardware e del software dei prodotti arriviamo alla fornitura di prodotti completamente assemblati e testati, curando anche le attività di validazione del progetto e di test della produzione di serie, la documentazione e l’omologazione che sono abitualmente richieste in ambito ferroviario. Internamente siamo attrezzati per l’espletamento di una serie di ‘prove speciali’ sia applicate al progetto (‘prove di tipo’) che all’interna produzione (‘prove di serie’). Tra queste mi piace menzionare: le prove in temperatura, che vengono effettuate su ogni pezzo prodotto per avere la certezza che sia in grado di sostenere le più ampie variabilità termiche presenti nelle più disparete installazioni e località; le prove climatiche, ovvero con temperatura e umidità variabili; le prove di isolamento ed alta tensione; le ispezioni delle schede elettroniche effettuate con apparecchiatura a ‘raggi X’ in grado di vedere dove l’occhio umano non vede; le prove di vibrazioni e shocks che riproducono le più severe condizioni meccaniche di impiego dei prodotti».

Quante persone lavorano in Dot System?
«Tra occupazione diretta e indotto lavorano per noi 40 persone. Oltre ad esse abbiamo una rete di consulenti. Il 30% delle nostre risorse è impegnato in attività di Ricerca e Sviluppo e di ingegneria, settori che incidono per oltre il 15% annuo sul nostro fatturato».

Che tipo di formazione richiedete ai vostri dipendenti?
«Bisogna innanzi tutto sottolineare che il nostro staff è molto giovane e che l’età media si aggira intorno ai 35 anni. Tendenzialmente preferiamo che i nostri dipendenti abbiano una formazione di base e che poi si formino all’interno dell’azienda con percorsi formativi ad hoc. Ad oggi, si può dire che il 70% del nostro personale è stato formato in Dot System».

Tra i vostri clienti ci sono nomi illustri quali Alstom, Ferrovie dello Stato, Bombardier, Faiveley e CNR Dalian. Come li avete “conquistati”?
«Abbiamo sin dagli esordi puntato su elevata qualità, tecnologia e soluzioni. Proprio per questo, è nostro vanto aver ottenuto diverse certificazioni: Iso 9001, il più conosciuto standard per il miglioramento della qualità, Ohsas 18001, per la gestione delle attività per la sicurezza e la salute dei lavoratori, Iris, studiata per le aziende del settore ferroviario con l’obiettivo di creare un sistema comune di valutazione della qualità, riconosciuto a livello internazionale».

random_profilo_05Dot System in cifre: qual è il vostro fatturato e come viene ripartito tra Italia ed estero?
«Nel 2013 abbiamo fatturato circa otto milioni di euro di cui il 40% è stato generato dall’attività sui mercati esteri».

In quali Paesi siete presenti?
«Sui mercati europei e asiatici siamo presenti da tempo, ma le nostre prossime sfide saranno i mercati emergenti come Brasile, Russia, Paesi Arabi e Sud Africa dove la domanda di mobilità su ferro è assai elevata. Siamo pronti a rafforzare la nostra presenza sui mercati esteri con soluzioni innovative che presenteremo a settembre all’Innotrans di Berlino, la più grande fiera dedicata al settore, nella quale saremo presenti con uno stand».

Essere una pmi quali vantaggi può dare e, invece, quali svantaggi può comportare?
«Sicuramente le piccole dimensioni facilitano nella flessibilità e nella rapidità di reazione alle esigenze dei clienti in tempi ristretti, ma penalizzano nella capacità di dare garanzie rispetto ad una grande impresa oltre che nell’avere una struttura più limitata e conseguentemente risorse economiche inferiori».

Quali sono i progetti che avete in cantiere?
«Dopo 20 anni nel settore ferroviario, ci prepariamo a compiere una svolta decisiva per il nostro futuro. Affiancheremo ai nostri prodotti tradizionali una nuova piattaforma tecnologica per intrattenimento, informazione e connessione a bordo treno. Attraverso questa piattaforma ci poniamo l’obiettivo ambizioso di colmare il profondo gap oggi esistente tra i sistemi informativi presenti attualmente sui treni e le tecnologie ad uso personale esistenti e largamente accessibili. Si tratta di un’offerta di servizi e contenuti che non ha eguali nel panorama attuale con potenzialità di crescita inesplorate, tra le quali l’opportunità di creare business per i fornitori di servizi di trasporto».

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Francesca Glanzer

1 Comment

  • Cesare Giuliani

    Laddove qualita’, attenzione alle persone, chiarezza strategica, non dispersione delle risorse forniscono NECESSARIAMENTE i risultati voluti. A quando e in quanti a realizzare quello che tanti dicono, ma pochi vogliono e sanno fare?

    26 Agosto 2014 at 13:33

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