Crescita degli investimenti sostenuta tutta dalle imprese private (+6,9%) mentre prosegue il calo degli investimenti pubblici (-5,6%). Nelle Costruzioni il gap vale 120 mila posti di lavoro nel settore

 Crescita degli investimenti sostenuta tutta dalle imprese private (+6,9%) mentre prosegue il calo degli investimenti pubblici (-5,6%). Nelle Costruzioni il gap vale 120 mila posti di lavoro nel settore

L’attuale fase di ripresa economia, confermata dall’aumento del PIL dello 0,3% nel primo trimestre 2018 certificato dall’Istat, è trainata dagli investimenti. Nel 2017 gli investimenti fissi lordi, valutati a prezzi correnti, salgono del 4,3%, pari a 12,5 miliardi di euro in più. La totalità dell’incremento viene generato da 13,0 miliardi di euro in più degli investimenti delle imprese che salgono del 6,9%. Più limitato l’incremento per le famiglie (+1,5 miliardi di euro, pari al +2,4%) mentre prosegue il calo degli investimenti pubblici che scendono del 5,6%, ben 2 miliardi di euro in meno rispetto a quanto contabilizzato nel 2016; tale riduzione si manifesta nonostante la manovra per il 2017 sia intervenuta con una correzione espansiva, insufficiente per invertire la tendenza.

Nel 2017 gli investimenti pubblici si collocano al minimo storico del 2,0% del PIL, inferiore di 0,6 punti percentuali rispetto alla media dell’Eurozona (2,6% di PIL nel 2017).

Il calo degli investimenti pubblici nel 2017 è dato da una riduzione del 7,6% degli investimenti in costruzioni, a fronte di un calo del 4,5% per impianti, macchinari ed armamenti e di una riduzione del 9,9% dei prodotti di proprietà intellettuale (R&S, software, database, ecc..).

Il calo degli investimenti complessivi è più marcato per le Amministrazioni locali (-6,2%) rispetto a quello delle Amministrazioni centrali ed enti di previdenza (-4,9%).

Per gli investimenti in costruzioni l’80,2% viene realizzato dalla Amministrazioni locali che nel 2017 registrano una flessione del 6,6% mentre le Amministrazioni centrali ed enti di previdenza registrano una riduzione di intensità quasi doppia (-11,8%).

Per gli investimenti in Impianti e macchinari la flessione è più accentuata per la Amministrazioni locali (-7,7%) rispetto a quella registrata da Amministrazioni centrali ed enti di previdenza (-3,3%).

Il calo degli investimenti pubblici è molto ampio se valutato nel lungo periodo: tra il massimo del 2009 e il minimo del 2017, a prezzi correnti, si registra una riduzione degli investimenti pubblici del 37,9%. Nel periodo esaminato gli interventi pubblici per edifici, opere stradali e altre infrastrutture edilizie si sono dimezzati (-47,9%) scaricando effetti depressivi sull’occupazione del settore delle Costruzioni.

Una analisi controfattuale evidenzia che se tra il 2010 ed il 2017 si fosse mantenuto una incidenza sul PIL degli investimenti pubblici in Costruzioni pari alla media del quinquennio 2005-2009, nel 2017 si registrerebbero 120 mila occupati in più nel settore dell’Edilizia ed installazione di impianti e il calo degli occupati registrato dal settore (-501 mila unità) si sarebbe ridotto del 24%.

 INVESTIMENTI FISSI LORDI PER SETTORE

Milioni di euro – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

INVESTIMENTI PUBBLICI E PRIVATI

2011-2017 –  a prezzi correnti, Indice 2011=100 – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

 

INVESTIMENTI PUBBLICI: NEL 2017 AL MINIMO STORICO

% del PIL – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Commissione europea

ANALISI CONTROFATTUALE: OCCUPAZIONE NELLE COSTRUZIONI CON INVESTIMENTI ALL’1,8% DEL PIL

Anni 2009-2017; migliaia occupati – ipotesi % investimenti in costruzioni sul PIL 2010-2017 pari alla media 2005-2009 – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

Redazione

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