Crescita record in sei anni del PMI manifatturiero italiano a causa della forte espansione della produzione

 Crescita record in sei anni del PMI manifatturiero italiano a causa della forte espansione della produzione

L’indagine di marzo, concludendo un forte primo trimestre per il settore, ha osservato una crescita forte e più veloce della produzione manifatturiera italiana. Supportato da un incremento dei nuovi ordini ricevuti e maggiori esportazioni, i livelli della produzione sono aumentati al tasso più veloce da dicembre 2015. L’aumento record del lavoro inevaso allo stesso tempo ha contribuito all’ennesimo aumento dei livelli occupazionali, con anche aumenti dell’attività di acquisto riportati dai manifatturieri.

Sul fronte dei costi, ancora una volta i maggiori prezzi di acquisto sono stati trasferiti sui prezzi di vendita che hanno mostrato l’aumento maggiore in quasi sei anni.

L’Indice PMI® (Purchasing Managers’ Index®) Markit sul Manifatturiero in Italia – una cifra unica che mostra gli sviluppi delle condizioni operative generali – è aumentato a marzo al valore più alto in sei anni di 55.7, in salita da 55.0 di febbraio.

Per il ventisettesimo mese consecutivo aumenta a marzo il livello della produzione presso le imprese manifatturiere italiane. Inoltre, riflettendo il forte afflusso dei nuovi ordini e la crescita generale in tutti e tre i sottosettori (consumo, intermedi e di investimento) il tasso di crescita generale è stato il più alto in quindici mesi.

Favoriti dai nuovi ordini esteri, i nuovi ordini sono aumentati notevolmente ad un tasso sostanzialmente invariato rispetto a quello di febbraio. La crescita dei nuovi ordini dall’estero di fatto è stata la più veloce osservata da novembre 2015.

Il maggiore carico di lavoro ha continuato ad incoraggiare i manifatturieri italiani ad assumere più personale, e, per il terzo mese consecutivo, ad un tasso maggiore, sino a raggiungere il tasso più veloce da novembre 2000. Gli sforzi delle imprese manifatturiere circa l’espansione del loro personale ha coinciso con l’aumento record dell’indagine del lavoro inevaso.

Allo stesso tempo l’indagine di marzo ha mostrato segnali di maggiore pressione presso la catena di fornitura. I tempi medi di consegna dei fornitori sono aumentati al tasso maggiore da maggio 2011 e sono stati attribuiti dalle aziende campione alla più forte domanda di materie prime associata alla carenza di alcuni materiali. Quest’ultima è stata associata anche alla diminuzione delle giacenze di magazzino nel settore.

Ancora una volta in marzo, i prezzi medi di acquisto hanno registrato un netto aumento e, anche se diminuiti leggermente rispetto al valore più alto in quasi sei anni di febbraio, il tasso di inflazione dei costi è rimasto ben al di sopra della tendenza a lungo termine, e si è tramutato in maggiori prezzi di vendita. L’entità dell’aumento dei prezzi di vendita è stata di fatto la maggiore osservata da aprile 2011.

Per quanto riguarda il futuro, i manifatturieri italiani hanno riportato un consistente livello di ottimismo circa la crescita nell’anno prossimo, anche se il livello di ottimismo riportato è stato leggermente al di sotto di quello osservato a febbraio ma ancora al di sotto della media storica dell’indagine. Previsioni di crescita positive sono state spesso associate agli imminenti progetti e a segnali di più movimento del mercato.

Phil Smith, Economista presso IHS Markit, ed autore del report Markit PMI® Settore Manifatturiero in Italia, ha detto: «Favorito dalla crescita più veloce della produzione e dei livelli occupazionali e concludendo un forte trimestre di inizio anno, il PMI manifatturiero ha raggiunto a marzo il valore più alto in sei anni. Il tasso di creazione occupazionale si è avvicinato a quello più alto osservato in venti anni di raccolta dati, mentre un aumento da record dell’indagine del lavoro inevaso indica come la forza lavoro sia aumentata ulteriormente ed è di buon auspicio per quanto riguarda la prospettiva di produzione a breve termine. La catena di fornitura ha risentito a marzo di ulteriori pressioni dovute alla crescente domanda di materie prime, che a sua volta ha causato il maggiore peggioramento dei tempi medi di consegna in quasi sei anni e ha aiutato a mantenere forti pressioni al rialzo sui prezzi».

Redazione

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