Crescono gli investimenti nelle Utility italiane e aumenta la competitività delle imprese e il benessere dei cittadini

 Crescono gli investimenti nelle Utility italiane e aumenta la competitività delle imprese e il benessere dei cittadini

utility-2

[dropcap]I[/dropcap]l Piano Renzi per dare alle aziende di servizi pubblici locali più efficienza economica e un servizio migliore ai cittadini trova un comparto in lieve crescita, con capacità di investire in impianti e tecnologia, più vicino ai consumatori. È quanto emerge dal Terzo Rapporto Top Utility Analysis, che ha preso in esame le 100 principali Utility pubbliche e private italiane, attive nel comparto gas, luce, acqua e rifiuti.

Lo studio esamina un settore ancora molto eterogeneo per quanto riguarda l’Italia. Nello specifico, il Report valuta il quadro economico e finanziario degli ultimi tre anni, analizzando gestione operativa, comunicazione, sostenibilità sociale e ambientale, rapporto con consumatori e territorio, patrimonio tecnologico e innovazione. Il tutto, con l’obiettivo di valutare, secondo un approccio integrato di sostenibilità economica, finanziaria, sociale e ambientale, le prestazioni delle maggiori Utility italiane.

Il Rapporto evidenzia come, accanto ai grandi gruppi di dimensioni regionali o nazionali, vi sia anche una molteplicità di aziende di piccole dimensioni con modelli di business, solidità economico-finanziaria e risultati diversi. La linea di tendenza è però chiara: crescono dimensioni ed efficienza, sebbene ci sia ancora lavoro da fare, affinché il settore abbia una struttura simile a quella degli altri Paesi europei.

Il sistema dei servizi pubblici locali ha un ruolo fondamentale nel nostro Paese, tant’è che il fatturato delle 100 maggiori aziende è arrivato al 7,7% del Prodotto Interno Lordo (PIL) nel 2013, e tali servizi influiscono su competitività d’impresa e benessere dei cittadini. Tra le Utility vi sono sia grandi imprese sia pmi locali e il 53% fattura meno di 100 milioni di euro. Nel 2013 le 100 più grandi Utility italiane hanno coperto oltre il 52% dell’elettricità prodotta in Italia, il 66% dell’acqua potabile erogata e il 36% dei rifiuti.

Nel 2103, nonostante le 100 principali Utility abbiano riscontrato un calo dei ricavi complessivi per 125,1 miliardi di euro (-1,3%) e un aumento degli investimenti per 5,7 miliardi di euro (+6,8%), buoni risultati economici sono stati ottenuti dalle Utility energetiche, mentre quelle di gestione dei rifiuti sono state gravate soprattutto dai costi del personale. Le aziende idriche hanno avuto il miglior rapporto tra EBTIDA e ricavi (22,4%), seguite dalle Multiutility (17,1%) e dalle Utility energetiche (15,1%).

Benché la crisi dei consumi abbia riguardato in modo particolare i principali gruppi energetici e alcune grandi Multiutility del Nord, nel 2013 gli investimenti tecnologici delle maggiori aziende di servizi pubblici locali sono aumentati del 6,8% rispetto al 2012, raggiungendo circa i 5,7 miliardi di euro. L’investimento totale del comparto energetico è stato di 3,3 miliardi, mentre le Multiutility hanno contribuito per il 27,2% e il settore idrico e quello dei rifiuti hanno investito complessivamente 823 milioni di euro.

Si tratta di dati incoraggianti non soltanto per le grandi Utility posizionate stabilmente tra le prime 100, ma anche per alcune PMI, grazie a buoni risultati nella gestione operativa, a una particolare considerazione per la sostenibilità, i clienti e il territorio. Per quanto riguarda le aziende medio piccole dei comparti ambientali del servizio idrico integrato e dei rifiuti, queste hanno registrato ricavi stabili o in crescita.

Nello specifico, i risultati delle aziende di nettezza urbana sono superiori alla media, con una percentuale di raccolta differenziata che arriva al 49%. Il settore dell’acqua, al contrario, rileva perdite medie attorno al 35%, soprattutto nel Sud Italia (50%), mentre il Nord si posiziona vicino agli standard europei, indicando la necessità di investire di più sulle condutture, sebbene una parte consistente delle perdite sia di natura amministrativa. Tuttavia, il dato sulle perdite può essere anche condizionato dal maggiore rigore nelle rilevazioni statistiche conseguente all’avvento della Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI). Per fare un confronto con altri Paesi europei, le perdite in Gran Bretagna si attestano al 19%, in Danimarca al 10% e in Germania al 7%.

Altro aspetto da considerare è il livello della soddisfazione dei clienti-cittadini, pari all’83,92% e con un numero ridotto di reclami. Ci sono però aziende, soprattutto di piccole dimensioni, non sufficientemente trasparenti riguardo la pubblicazione di informazioni adeguate su attività e prestazioni economiche, sociali e ambientali. Tali imprese devono ancora migliorare la comunicazione e la collaborazione con gli stakeholder.

Dr.ssa Paola Fiore | Sustainability Management & Communications Specialist
ETICAMBIENTE® Sustainability Management & Communications Consulting

Consulenza per l’Alta Direzione in Gestione, Formazione e Comunicazione Sostenibile di Impresa
Strategie di Responsabilità Sociale per Imprese Innovative dell’Industria e del Terziario Avanzato
Web: http://www.eticambiente.com
Blog: http://www.eticambiente.com/blog
LinkedIn: http://linkedin.com/in/paolafiore
Twitter: http://twitter.com/paolafiore
Facebook: http://on.fb.me/1saL3vQ

Paola Fiore

Partecipa alla discussione

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.