Crisi. Nel 2014 forse la ripresa, ma molto gracile

 Crisi. Nel 2014 forse la ripresa, ma molto gracile

Un ritorno alla crescita, forse. Comunque molto gracile. E con una serie di “pericoli” lungo la sua strada. È quanto si attendono Banca d’Italia, Ocse e Moody’s.

Nel Rapporto sulla stabilità finanziaria di Bankitalia, si legge che nel nostro Paese «ci sono segnali qualitativi di miglioramento del quadro macroeconomico»: arresto del calo della produzione, miglioramento dei conti con l’estero, attenuazione della debolezza immobiliare.

Per il centro studi dell’Organizzazione dei Paesi più sviluppati, la crescita in Italia mostra “nuovi segnali di cambiamento positivo”.

L’agenzia di rating, infine, spesso poco tenera con il nostro Paese, prevede per l’Italia nel 2013 un Pil in calo tra il 2 e l’1% (contro una stima tra -2,5 e -1,5% tre mesi fa) e nel 2014 un risultato tra staticità e +1% (contro una precedente previsione tra -0,5% e +0,5%).

Bankitalia, però, tiene a precisare che la «redditività delle imprese è in diminuzione per il protrarsi della recessione” e “il credito continua a flettere». In particolare, «l’elevata incertezza circa i tempi e l’intensità della ripresa economica  e le difficili condizioni di accesso al credito, specie per le Pmi, rimangono fattori di rischio». Non solo. Per Moody’s va sottolineato un altro valore negativo: la crescita della disoccupazione, attesa per l’anno prossimo tra il 12 e il13%.

Redazione

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