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Crowdfunding: dove siamo?

Il crowdfunding (dall’inglese crowd, folla e funding, finanziamento) è una pratica di microfinanziamento dal basso attraverso un processo collaborativo in cui un gruppo di persone effettuano contribuzioni in denaro, anche di modesta entità, al fine di favorire lo sviluppo di un progetto o di una iniziativa che ritengono interessante sostenere, talvolta anche prescindendo da un ritorno economico.

Generalmente la maggior parte dei progetti di crowdfunding fanno riferimento a iniziative di qualsiasi genere, dall’aiuto in occasione di tragedie umanitarie al sostegno all’arte e ai beni culturali, al giornalismo partecipativo, fino all’imprenditoria innovativa e alla ricerca scientifica ed è spesso utilizzato per promuovere l’innovazione e il cambiamento sociale, abbattendo le barriere tradizionali dell’investimento finanziario.

Il crowdfunding è diventata un’importante fonte di finanziamento per chi ha un’idea innovativa e utile ed è oggi tra le forme più diffuse ed efficaci di finanziamento di progetti imprenditoriali e creativi. È spesso effettuato attraverso l’utilizzo di apposite piattaforme online che consentono la raccolta di fondi online, permettendo ai fundraiser di incontrare un ampio pubblico di potenziali finanziatori. Il proponente inserisce la propria idea su queste piattaforme descrivendo in modo semplice e chiaro il progetto che vuole realizzare, consentendo a chi legge di decidere se dare un contributo alla realizzazione dell’idea presentata.

Ci sono vari tipi di crowdfunding:

  • reward based, raccolta fondi che, in cambio di donazioni in denaro, prevede una ricompensa, come il prodotto per il quale si sta effettuando il finanziamento, o un riconoscimento, come il ringraziamento pubblico sul sito della nuova impresa;
  • donation based, utilizzato soprattutto dalle organizzazioni no profit per finanziare iniziative senza scopo di lucro;
  • lending based, in cui gli investitori prestano denaro attraverso Internet a persone fisiche o imprese a fronte di un interesse e del rimborso del capitale. Nel 2015 i portali di lending nel mondo hanno raccolto oltre 25 miliardi di dollari.
  • invoice trading, consistente nella cessione di una fattura commerciale attraverso un portale e sostituisce il tradizionale ‘sconto’ della fattura attuato dalle banche. Gli investitori anticipano l’importo della fattura, al netto della remunerazione richiesta.
  • equity based, regolamentato in Italia dalla Consob, (oggi possono accedervi startup e Pmi innovative, purché la campagna sia veicolata su piattaforme autorizzate), prevede la partecipazione del finanziatore al capitale sociale dell’impresa in cambio del finanziamento, diventando così socio a tutti gli effetti; le liste dei portali autorizzati all’equity based crowdfunding sono elencate sul sito della Consob
    In Europa il mercato di riferimento è il Regno Unito, dove la principale piattaforma, CrowdCube, ha raccolto finora oltre 168 milioni di sterline. In Italia al 15 giugno di quest’anno sono 19 i portali autorizzati ad operare con 48 campagne di raccolta promosse di cui 19 chiuse con successo, 17 chiuse senza successo, 12 in corso.

Anche in Italia è aumentato il numero delle attività imprenditoriali che sono riuscite a concretizzarsi attraverso questa forma di finanziamento con la complicità delle attuali difficoltà complice del tradizionale canale di finanziamento bancario

L’Osservatorio Crowdinvesting della School of Management del Politecnico di Milano ha fotografato lo stato dell’arte del crowdinvesting in Italia, aggiornato al 15 giugno 2016, particolarmente focalizzato sui portali che consentono alle imprese di ottenere capitale offrendo una remunerazione agli investitori, oppure attraverso prestiti (lending crowdfunding) o con la cessione di fatture commerciali (invoice trading).

«Il crowdinvesting è un sottoinsieme del crowdfunding – ha spiegato Giancarlo Giudici, direttore scientifico dell’Osservatorio – e si realizza quando investitori finanziari diffusi, attraverso una piattaforma Internet abilitante, rispondono direttamente ad un appello rivolto alla raccolta di risorse per un progetto, in cambio di una remunerazione del capitale. È un fenomeno molto recente, eppure nel 2015 ha raccolto risorse a livello mondiale per circa 28 miliardi di euro. A determinarne lo sviluppo sono stati la crisi finanziaria, che ha portato le imprese a cercare fonti di finanziamento alternative, e l’azzeramento dei rendimenti risk free».

Redazione

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