CSR: due imprese su tre donano tempo o fondi

 CSR: due imprese su tre donano tempo o fondi

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[dropcap]L[/dropcap]a parola d’ordine del momento è sostenibilità: come imprenditori e come cittadini, ci viene costantemente ricordato di considerare le implicazioni a lungo termine delle nostre azioni o decisioni di spesa. Quando sono valide e razionali, ben vengano queste considerazioni: non c’è dubbio che l’esaurimento di risorse già scarse comprometterà le opportunità delle generazioni future.

Le imprese in tutto il mondo sono impegnate in una serie di attività a carattere ambientale e sociale, come rivela l’ultima pubblicazione del Grant Thornton International Business Report (IBR), Corporate social responsibility: beyond financials (Responsabilità sociale d’impresa: oltre i numeri). Oltre due terzi delle 2.500 imprese intervistate su scala globale hanno dichiarato di aver donato negli ultimi 12 mesi tempo o fondi ad una causa locale (61% in Italia). Due su tre hanno migliorato la gestione dei rifiuti o l’efficienza energetica (il 67% in Italia). Più della metà ha donato prodotti o servizi a organizzazioni di beneficenza (53% in Italia). La stragrande maggioranza è coinvolta in attività di responsabilità sociale di vario genere.

Detto questo, le imprese sono tenute nei confronti degli investitori, degli azionisti e anche indirettamente dei loro dipendenti, a generare profitto. Ma sempre più imprenditori vedono i benefici tangibili derivanti dall’adozione di pratiche più sostenibili a livello ambientale e sociale: due terzi degli intervistati (il 52% in Italia) citano una migliore gestione dei costi quale motivazione chiave all’adozione di politiche di CSR nel proprio settore, contro poco più della metà nel 2011. Migliorare l’efficienza energetica è un grande esempio di azione che permette una riduzione dei costi con ricadute positive a livello ambientale e potenzialmente anche a livello sociale.

Tuttavia, la maggioranza delle imprese dichiara di aver adottato pratiche più sostenibili semplicemente perché “è la cosa giusta da fare” (il 54% in Italia, dove la motivazione chiave è data dalla pressione della clientela).

Può sembrare un concetto abbastanza vago nel mondo del business, ma evidenzia ciò che c’è alla base di ciascuna impresa: le persone.

Come per altri concetti molto diffusi, la responsabilità sociale assume significati differenti a seconda delle persone. Ma per un business leader dovrebbe significare molto più che firmare un assegno. Significa liberare il potenziale di crescita delle persone e delle comunità locali. Significa svilupparsi ed evolvere, ma non a spese dell’ambiente naturale o della società. Significa una crescita che consideri le implicazioni a lungo termine. Significa agire come cittadini globali responsabili. Fortunatamente la ricerca dimostra che la stragrande maggioranza delle imprese sta andando in questa direzione, come ha recentemente dichiarato Barack Obama un’intervista a The Economist «la business community ha ampie responsabilità verso il sistema in generale… (nonostante) la visione attualmente diffusa vuole che la sola responsabilità di un’azienda sia quella verso i propri azionisti».

Redazione

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