Da commercialista a fashion blogger

 Da commercialista a fashion blogger

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[dropcap]Q[/dropcap]uando Laura Larghetti, consulente fiscale di professione, è venuta da me chiedendomi consigli per aprire un fashion blog, mi ha portato ad esempio un elenco di siti tratto da una delle classifiche più influenti del settore, facendomi notare come ai primi posti ci fossero (e siano tuttora) blog “raggiungibili”, come livello di contenuti e cura di immagini e layout.
Così, non più tardi di dicembre 2013, le ho detto: «Si può fare!».
Ecco che ad aprile 2014, dopo appena 5 mesi, Agoprime.it entra nella classifica di Les Cahiers, piazzandosi addirittura al 45° posto, quindi nei primi 50 fashion blog d’Italia.

Non solo, il blog conta ad oggi un seguito molto interessante sui social:

  • 3.538 “mi piace” su Facebook;
  • 5.987 “follower” su Twitter;
  • 73.803 visualizzazioni su Google+;
  • 2.380 “follower” su Instagram;
  • 3.207 “follower” su Pinterest.

Si tratta certamente di una bella soddisfazione per Laura, che però ha ancora tanto lavoro da fare.
Questo perché, quando il progetto è partito, la direzione da prendere non era molto chiara. Quello che era chiaro, e lo è tuttora, è la passione che Laura ha per il mondo della moda; è stato questo il vero ingrediente chiave che l’ha portata fino a qui, e che le permetterà di avere successo.

Come spesso accade, chi avvia un progetto non ha ben chiara la strategia di comunicazione da seguire; ciò accade ancor di più per i blog, che spesso vengo aperti sull’onda dell’entusiasmo, e forti di una convinzione: “comincio a scrivere poi vediamo”. Che sarebbe già qualcosa, perché ancora più spesso accade di aprire un blog, scrivere uno, due articoli, e poi dimenticarsene.

Per prima cosa quindi, se si ha intenzione di aprire un blog personale, o per far conoscere la propria azienda, consiglio di leggere questo mio post: 5 motivi per NON aprire un blog aziendale.

Avere le idee chiare su quello che significa aprire un blog non è facile, ecco quindi alcuni step fondamentali per impostare una strategia di comunicazione:

  • descrivere sinteticamente il proprio progetto: sembra strano da dire, teoricamente il progetto lo si ha “in testa”, ma scriverlo nero su bianco, magari condividerlo con qualcuno, aiuta a vederlo da un’altra prospettiva, e 9 volte su 10, si apportano dei cambiamenti anche importanti;
  • definire un nome per il brand/progetto: l’operazione di naming è molto importante; spesso si mantiene il nome dell’azienda, senza nemmeno aggiungere la dicitura “blog”. Questo può portare a delle incomprensioni da parte degli utenti, e in ogni caso è importante quanto meno porsi il dubbio;
  • definire il posizionamento del brand: insieme al target questo è uno degli aspetti più importanti da chiarire; come ci si vuole porre nei confronti di chi leggerà il blog? “Il miglior fashion blog d’Italia”? O “il blog che propone nuovi fashion brand”?
  • capire a chi rivolgere i propri contenuti: “a tutti gli appassionati di moda” non è una scelta percorribile. Definire uno o più mercati target è fondamentale per la buona riuscita del progetto;
  • scoprire cosa fanno gli altri: esistono già dei blog ugualmente posizionati e che si rivolgono allo stesso target? Se si, come si distingue il mio blog dagli altri? Ci sono idee interessanti da cui posso prendere spunto?
  • definire gli obiettivi: “avere tante visite” può essere un obiettivo, ma qual’è il motivo di questa scelta? È compatibile con il posizionamento e il target definiti?
  • definire i contenuti: sulla base delle decisioni prese, è bene impostare un piano editoriare, definire il taglio della comunicazione, capire anche se è possibile o meno ottenere e/o creare contenuti multimediali di qualità.

Una volta chiariti questi aspetti ci si dovrà anche concentrare su come comunicare il blog, perché aspettare che “il sito si posizioni”, equivale a sperare che i clienti entrino in un negozio che non conosce nessuno, fuori dal centro.
Vanno quindi definiti i canali e le azioni da intraprendere, predisponendo eventualmente un budget per le inserzioni a pagamento.

Vi invito a visitare www.agoprime.it e cercare di capire voi stessi che risposte Laura ha dato a queste domande.
Il processo in realtà è ancora in corso, e non poche sono state le difficoltà riscontrate; questo perché Laura lavora a tempo pieno, e il suo blog è per lei una passione, un canale di sfogo, un modo anche per dare vita alla sua creatività.

A febbraio, durante una docenza per un master, ho fatto analizzare ai miei studenti il blog di Laura, in una fase in cui la direzione era stata presa, ma non ancora attuata al 100%. Devo dire che (soprattutto le ragazze) non si sono per niente trattenuti nei commenti…
Questo però è stato positivo, com’è stata positiva la risposta di Laura, che ha incassato le critiche (comunque costruttive), ringraziando i miei studenti e applicando fin da subito i correttivi necessari.

Questo ha fatto sì che il sito prendesse una svolta e, soprattutto grazie all’utilizzo continuativo dei maggiori Social Media, le visite sono costantemente aumentate, fino ad arrivare, ad aprile, ad entrare nella classifica a cui Laura mirava, per di più in un’ottima posizione.

Il segreto di tutto questo? Passione, una strategia mirata e il supporto di strumenti che aiutino Laura nel suo lavoro quotidiano di condivisione sui social, come per esempio Buffer per Facebook, o Glouk per Twitter.

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Gabriele Carboni

https://weevo.it

Definito da Going Global UK: "Massimo esperto in strategie di marketing digitale internazionale".

Tra i 5 maggiori marketing influencer italiani secondo Digitalic. Autore di "Strategie web per i mercati esteri", Hoepli 2016 e "The Marketing Distinguo: differentiation on three steps", Amazon 2019.

Ha il deato il Visual Communication Planner, il marketing canvas scaricato da quasi 20.000 aziende e professionisti nel mondo.

L'unico italiano a completare il master MIT Digital Business Strategy sulla Digital Transformation.

Premiato tra le tre Best 2019 Marketing Innovation al DES 2019 di Madrid con il progetto Marketing Distinguo.

Ha già collaborato come docente per Exportiamo Academy, 24ore Business School, Università di Bologna, Università di Trento, Università Internazionale di Roma, Ninja Academy.

È l'unico consulente di BPER Banca per l'Export Digitale.

Fa parte della commissione UNI per la definizione della normativa relativa alla professione dell’Export Manager e del Digital Export Manager.

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