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Da zero a eCommerce. In 4 mosse

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[dropcap]Q[/dropcap]uesta settimana si è parlato in maniera esplicita di ripresa anche ai più alti livelli istituzionali – oltre alle dichiarazioni di Squinzi, si pensi a quelle di Sergio Mattarella nella sua intervista a Le Figarò.

Eppure c’è un settore che la crisi non l’ha mai conosciuta. Perché, proprio negli anni del credit crunch e poi in quelli della crisi e del preciparsi nella stagnazione fino al 2015 in corso, c’è un trend che ha costantemente registrato tassi di crescita a due cifre: è quello dell’eCommerce.

Negli ultimi 4 anni il commercio elettronico nel nostro paese è cresciuto ogni anno di circa 20 punti. Ora si avvia a pesare 15 miliardi di euro (13,2 miliardi nel 2014, con una crescita del 17% sull’anno precedente). E lo scorso anno sono stati 16 milioni gli Italiani che hanno fatto acquisti online (Dati: Consorzio Netcomm).

Quindi in Italia su internet vanno ogni mese quasi 30 milioni di persone, e più della metà ci va per fare acquisti. Non solo. Questi acquisti valgono ormai un concreto 3,5% delle vendite retail, con margini di crescita fenomenali: in Europa la penetrazione in realtà analoghe all’Italia è già nell’introno del 10%.

L’eCommerce è un’opportunità concreta. Come sfruttarla?

Ecco 4 punti preliminari che ogni pmi dovrebbe valutare.

1) Settore: la prima domanda da farsi è quella relativa al settore. Potenzialmente, è vero, sono sicuro che tutto possa essere venduto online. Ma ci sono cose che vi vengono già vendute. E molto. Mercati aperti in cui conquistare una quota senza l’investimento necessario per l’ingresso dirompente in una nuova categoria. Se, ad esempio, producete e/o commercializzate abbigliamento, oppure accessori per l’elettronica o siete nel mondo del turismo, il mondo dell’eCommerce è prontissimo a ricevervi (questi settori valgono i ⅔ delle vendite online in Italia nel 2015 – dati: Osservatorio eCommerce del PoliMi).

2) Set-up: che il business della vostra azienda sia nuovo oppure che sia già esistente offline, avete in ogni caso bisogno di un partner che vi aiuti nel set-up del vostro negozio virtuale. Non si tratta di una scelta da poco. Dovete ad esempio preparare un sito che posso vendere al meglio, garantendo un’esperienza di shopping di un certo livello. E la sicurezza delle transazioni. Ma non è tutto qui. Bisogna anche costruire un cosidetto merchant center e in generale creare tutti quei ‘ponti’ che consentano al vostro shop di parlarsi con il mondo offline dell’azienda (produzione e magazzino, ad esempio).

3) Promozione: una volta fatto il set-up, il negozio sarà solo uno dentro al miliardo di siti presenti nel mondo. Dovete prevedere quindi una strategia per far conoscere l’impresa / il brand / i prodotti online. E per farlo dovete pensare ad attività sui motori di ricerca. Sia gratis che a pagamento (SEO o SEM). Lo stesso vale per i social networks. Quindi dovete sapere che buona parte del successo della vostra impresa su internet dipenderà – ancor più di quanto non succeda sul retail tradizionale – dalla strategia di marketing che preparerete per il lancio. Ed anche dal budget di pubblicità che avete previsto.

4) Logistica: se ci fermiamo un attimo a pensarci, la logistica del vostro sito è di importanza primaria. Se c’è infatti una cosa sulla quale il negozio tradizionale è imbattibile, questa è sicuramente che lo shopper esce dalla porta col suo acquisto in mano. Su internet non è così. La spedizione dei prodotti deve pero’ essere il più vicino possibile a quella dell’esperienza di portarsi a casa tutto e subito. La logistica quindi, intesa come tempi di consegna rapidi e certi, oltre che gestione ottimale del ciclo dei resi, è un aspetto da curare in dettaglio. Se si puo’ avere il massimo all’interno dell’azienda tanto meglio, se no meglio affidarsi ad un provider e assicurarsi che i livelli di servizio siano al top e costanti.

Le infrastrutture, in Italia, non rendono certo questo aspetto di facile gestione. Meglio quindi fare un certo numero di test e non affidarsi ad un solo provider logistico, almeno all’inizio. Ma una volta che avrete fatto un set-up corretto e la vostra logistica sarà OK, gli shoppers online vi vorranno molto più bene.

Federico Corradini

Federico Corradini

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