Dal conto terzi alla fornitura diretta

 Dal conto terzi alla fornitura diretta

Le imprese di subfornitura costituiscono una percentuale molto elevata del panorama imprenditoriale italiano, e aspirazione pressoché unanime di questa tipologia di pmi è quella di affrancarsi da rapporti di produzioni esclusivi che in alcuni casi possono raggiunge lo spiacevole limite della vessazione. D’altro canto non sempre è facile proporsi direttamente sui mercati, sia nazionali che esteri, posto che ci si troverebbe certamente ad affrontare insidie diverse alle quali però dovremo abituarci se vogliamo vincere la sfida della crescita aziendale.

La sua sfida l’ha vinta una delle nostre aziende assistite: un produttore di particolari in legno su misura e disegno dei committenti, specializzato nel settore armiero (calci di pistole e fucili), la cui produzione aziendale era completamente assorbita da due produttori nazionali di beni complementari quali i particolari in metallo per armi.

A seguito di una prima analisi dei flussi di import ed export relativi ai codici doganali della produzione aziendale, sono stati individuati Europa e Stati Uniti quali mercati di sbocco verso cui iniziare l’attività di penetrazione commerciale. Sviluppando poi un’analisi maggiormente approfondita sulla tipologia di mercato, si sono individuati i produttori di armi quale canale di distribuzione privilegiato a cui rivolgersi.

L’attività che è stata posta in essere per questa realtà imprenditoriale, ha quindi comportato una radicale rivisitazione della strategia aziendale, approccio che l’ha condotta, passo dopo passo, a instaurare rapporti diretti con i propri clienti esteri, abbandonando il regime conto terzi che l’aveva contraddistinta in passato e garantendosi una migliore marginalità e una presenza diretta sui mercati.

Per far questo è stato necessario strutturare una nuova immagine e una nuova comunicazione a supporto delle attività commerciali così da far percepire ai buyer contattati la grande professionalità insita nel patrimonio aziendale. Spesso è proprio la carenza di comunicazione ed immagine il vero punto debole per chi, da un attività di subfornitura, si affaccia su nuovi mercati esteri. Sempre la qualità delle capacità e della produzione aziendale devono essere adeguatamente comunicate, a maggior ragione nel momento in cui intendiamo imporci come produttori qualificati nei confronti di importanti clienti diretti. Il successo decretato dall’azione intrapresa da questa impresa può oggi ravvisarsi in un fatturato sviluppato in Italia di 1,2 milioni di euro e un fatturato estero di 3,9 milioni.

Alessandro Gorni
Responsabile Marketing e Comunicazione
Co.Mark spa
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Alessandro Gorni

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