Dalla Direzione per Obiettivi alla Direzione per Processo

 Dalla Direzione per Obiettivi alla Direzione per Processo

Direzione Per Obiettivi è la traduzione di MBO (Management By Objective) che qualcuno ha suggerito di trasformare nell’equivalente MBT (Management By Terror), in italiano “direzione per paura”.

Quello che è profondamente controverso nella Direzione per Obiettivi è che questo sistema si concentra sul prodotto finale di una sequenza di attività, avvantaggia quindi le prestazioni a breve termine, elimina la pianificazione a lungo termine, introduce il timore di non farcela, alimenta la rivalità e ostacola il lavoro di gruppo.

La Direzione per Obiettivi presuppone comunque una grande sicurezza nella determinazione delle previsioni. Nei periodi di grandi cambiamenti, come quello che stiamo attraversando, non solo in Italia, non è agevole fare previsioni. Stiamo assistendo a grandi cambiamenti in tutti i settori che interessano la vita delle imprese: finanza, tecnologia e mercato.

È tempo quindi di grandi cambiamenti anche nella gestione delle imprese: avranno probabilità di permanere solo quelle imprese che avranno imparato a vivere in maniera dinamica, capaci di grande flessibilità organizzativa e che sapranno adattarsi rapidamente per affrontare le nuove sfide del mercato.

Gestire nel cambiamento vuole dire quindi per un imprenditore/manager prima di tutto non dare niente per scontato ed acquisito: tutti quelli che erano considerati i punti fermi di una gestione professionale hanno o stanno dimostrando le loro debolezze. Grandi imprese a livello mondiale, che si pensava solidissime ed eterne, gestite seguendo tutte le più moderne e studiate regole del management, sulla cui storia organizzativa sono stati scritti volumi ancora oggi studiati nelle migliori scuole ed università del mondo, sono oggi in crisi. E questo in tutti i settori: l’informatica, l’elettronica, la meccanica, l’energia, i trasporti…

Non è quindi più possibile adottare dei modelli organizzativi e gestionali sicuri e collaudati; non è quindi più possibile seguire regole fisse.

È per questo che la Direzione per Obiettivi non è più adatta ai nostri tempi e va sostituita con una Direzione per Processo MBP (Management By Process) i cui principi generali sono:

  • fornire qualità;
  • aggiungere al prodotto un servizio eccellente;
  • pensare in termini internazionali;
  • apprendere dal mercato;
  • valorizzare la forza vendita;
  • decidere pensando al cliente;
  • delegare la soluzione dei problemi;
  • curare la selezione e la formazione;
  • capovolgere la piramide;
  • eliminare il più possibile le regole burocratiche;
  • favorire le nuove idee;
  • essere dove è l’azione;
  • introdurre sistemi di misura dove possibile;
  • rompere il segreto;
  • creare entusiasmo;
  • stabilire obiettivi ragionevoli e condivisi;
  • velocizzare il passaggio dall’idea al prodotto;
  • incentivare;
  • adottare il marketing per passa parola;
  • stabilire per tutti alti livelli di integrità.

È questo il dibattito aperto nelle Scuole di management a livello internazionale.

Giuseppe Monti
http://progettoinnesto.it

Giuseppe Monti

1 Comment

  • tutti coloro che parlano di valutazione, il termine azienda è scambiato – come fossero equivalenti – col termine impresa. Secondo me, e senza ribadire l’art. 2555 del c.c. che definisce: «L’azienda è il complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa», una cosa è l’azienda e ben altro l’impresa, e quest’ultima non esisterebbe se non ci fossero i “beni” aziendali per alimentarla. Questa dualità, oggi, a causa della straordinaria evoluzione dell’economia in generale, comporta due gestioni diverse. La prima riguarda l’iniziale progetto strategico, realizzato fisicamente da strutture fisiche efficaci, con il compito di alimentare la seconda, l’impresa, che è l’attività corrente gestita con la costante ricerca della efficienza in tutte le funzioni che la compongono.
    Nella pratica l’impresa è una organizzazione in atto. Con essa è possibile la valutazione delle prospettive future dell’intera azienda, calcolate con l’avviamento, che è o sarebbe il risultato dall’intera efficienza dell’impresa, come vedremo.

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