Dazi USA: nuove regole su acciaio, alluminio e rame. Impatti rilevanti per le imprese esportatrici italiane

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Cambia in modo significativo lo scenario per le imprese italiane che esportano negli Stati Uniti prodotti contenenti componenti in acciaio, alluminio o rame. Come confermato da ExportUSA, con l’entrata in vigore delle nuove misure tariffarie statunitensi lo scorso 6 aprile, il sistema dei dazi è stato profondamente rivisto, con effetti diretti su prezzi, margini e competitività.

La principale novità riguarda il metodo di calcolo: i dazi non vengono più applicati esclusivamente al valore del metallo contenuto nel prodotto, bensì all’intero valore del bene esportato. Un cambiamento che, per molte aziende, si traduce in un sensibile aumento dei costi.

Le nuove aliquote previste dalla Section 232 stabiliscono:

  • dazi fino al 50% per prodotti interamente o prevalentemente composti da metalli;
  • dazi del 25% per prodotti derivati con una componente metallica significativa;
  • dazi del 15% per alcune categorie di macchinari industriali e apparecchiature per reti elettriche (fino al 31 dicembre 2027);
  • dazi del 10% per beni realizzati all’estero ma con metallo di origine statunitense.

Sono previste esenzioni totali dai dazi aggiuntivi:

  • per una serie di prodotti specificamente elencati nel proclama presidenziale;
  • per tutti i prodotti non inclusi nel proclama il cui contenuto di acciaio, alluminio o rame non superi il 15% del peso complessivo.
“Il nuovo sistema – precisa Lucio Miranda, presidente di ExportUSA – risulta più semplice dal punto di vista formale, ma più complesso negli effetti economici. L’estensione del calcolo all’intero valore del prodotto aumenta significativamente l’impatto dei dazi lungo le filiere manifatturiere, in particolare per i beni trasformati”.

Non mancano tuttavia possibili opportunità: le aziende attive in segmenti ad alto valore aggiunto e con una limitata componente metallica potrebbero beneficiare del nuovo regime, riducendo o evitando l’impatto tariffario. “Il contesto – conclude Lucio Miranda – resta in continua evoluzione. Con aggiornamenti frequenti che richiedono alle imprese esportatrici un monitoraggio costante e un rapido adeguamento delle strategie commerciali e produttive. Il nostro team sta seguendo da vicino gli sviluppi”.