BONUS RICERCA 2014-2016

 BONUS RICERCA 2014-2016

Attraverso il DECRETO-LEGGE 23 Dicembre 2013, n. 145 “Interventi urgenti di avvio del piano Destinazione Italia” (GU Serie Generale n. 300 del 23-12-2013) è stata disposta, a favore delle imprese che investono in attività di ricerca e sviluppo, l’istituzione di un credito d’imposta pari al 50% delle spese incrementali in ricerca e sviluppo sostenute negli anni 2014-2016, con agevolazione massima di 2,5 milioni di euro annui per impresa.

BONUS RICERCA 2014-2016

SCHEDA INFORMATIVA

1. FINALITÀ (Articolo 3, comma 1)
Il credito di imposta¹ agevola le imprese che svolgeranno attività di ricerca e sviluppo negli esercizi 2014-2015-2016.

2. STANZIAMENTO (Articolo 3, comma 1)
È previsto uno stanziamento di 200.000.000 € per ogni annualità, per un totale di 600.000.000 € per il triennio 2014-2016.

3. BENEFICIO ATTESO (Articolo 3, comma 2)
Il credito d’imposta è attribuito alle imprese nella misura del 50% dei costi incrementali annuali di spesa nelle attività di ricerca e sviluppo, registrati in ciascuno dei periodi d’imposta con decorrenza dal periodo di imposta che verrà determinato con successivo decreto e fino alla chiusura del periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2016, a condizione che siano sostenute spese per attività di ricerca e sviluppo almeno pari a euro 50.000 in ciascuno dei suddetti periodi di imposta.
Il credito di imposta è riconosciuto fino ad un importo massimo annuale di 2.500.000 euro.
Qualora le spese effettivamente sostenute risultino inferiori di oltre il 20% rispetto a quelle dichiarate, la misura dell’agevolazione sarà ridotta dal 50% al 40% sempre che permanga la spesa incrementale.

4. SOGGETTI BENEFICIARI (Articolo 7, comma 2)
Le imprese che investono risorse in attività di ricerca e sviluppo indipendentemente dalla forma giuridica, dalle dimensioni aziendali, dal settore economico in cui operano, nonché dal regime contabile che adottano.

5. SPESE AMMISSIBILI (Articolo 3, commi 3, 4, 5)
Sono ammissibili al credito di imposta le seguenti attività di ricerca e sviluppo:
a) lavori sperimentali o teorici svolti aventi quale principale finalità l’acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o utilizzazioni pratiche dirette (Definizione di ricerca fondamentale tratta da ex regolamento 800/2008);
b) ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti ovvero la creazione di componenti di sistemi complessi, necessaria per la ricerca industriale ad esclusione dei prototipi di cui alla lettera c (Definizione di ricerca industriale tratta da ex regolamento 800/2008);
c) acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica, commerciale e altro, allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati. Può trattarsi anche di altre attività destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione concernenti nuovi prodotti, processi e servizi. Tali attività possono comprendere l’elaborazione di progetti, disegni, piani e altra documentazione, purché non siano destinati a uso commerciale; realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e di progetti pilota destinati a esperimenti tecnologici e/o commerciali, quando il prototipo è necessariamente il prodotto commerciale finale e il suo costo di fabbricazione è troppo elevato per poterlo usare soltanto a fini di dimostrazione e di convalida. L’eventuale, ulteriore sfruttamento di progetti di dimostrazione o di progetti pilota a scopo commerciale comporta la deduzione dei redditi così generati dai costi ammissibili. (Definizione di sviluppo sperimentale tratta da ex regolamento 800/2008);
d) produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi, a condizione che non siano impiegati o trasformati in vista di applicazioni industriali o per finalità commerciali. (Definizione di sviluppo sperimentale tratta da ex regolamento 800/2008).
Non si considerano attività di ricerca e sviluppo le modifiche ordinarie o periodiche apportate a prodotti, linee di produzione, processi di fabbricazione, servizi esistenti e altre operazioni in corso, anche quando tali modifiche rappresentino miglioramenti.
Le spese ammissibili devono essere riferite alle seguenti categorie:
1) personale impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo;
2) acquisto o utilizzazione (quindi probabilmente saranno ammissibili anche i costi degli strumenti e delle attrezzature di laboratorio acquisiti prima del periodo di imposta) di strumenti e attrezzature di laboratorio per quote di ammortamento nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati nell’attività di ricerca e sviluppo e con un costo unitario non inferiore a euro 2.000;
3) costi della ricerca contrattuale svolta con Organismi di ricerca o Università;
4) competenze tecniche e brevetti acquisiti o ottenuti in licenza da fonti esterne;
5) spese di certificazione (massimo 5.000 euro) – Tutti i costi dovranno essere certificati dal soggetto incaricato della revisione legale o dal collegio sindacale o da un professionista iscritto nel registro.

¹ L’istituzione di tale misura è subordinata alla verifica della coerenza con le linee di intervento della proposta nazionale relativa alla prossima programmazione 2014-2020 dei fondi strutturali comunitari ed all’approvazione della Commissione europea.
 

Roberto Vietri

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