Decreto Liquidità: Sace garantirà i prestiti alle imprese in Italia e per l’export

 Decreto Liquidità: Sace garantirà i prestiti alle imprese in Italia e per l’export

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Con l’entrata in vigore del Decreto Liquidità dell’8.04.2020, approvato anche dalla Commissione Europea, si è inteso ampliare il sostegno economico alle imprese italiane al fine di contrastare e contenere gli effetti negativi della pandemia da Covid 19 sull’economia nazionale.

Al primo step semplificato dell’ottenimento di 25.000,00 euro di finanziamenti per tutti i richiedenti, senza formalità, è stato affiancato dal Decreto Liquidità un più corposo intervento garantito da Sace spa, società controllata da Cassa Depositi e Prestiti, che è sempre stata al fianco dell’export italiano, in particolare delle grandi imprese.

La novità consiste nel fatto che per finanziamenti oltre i 25.000,00 euro sarà possibile ottenere la garanzia di Sace spa.

Con il Decreto Liquidità l’importo delle garanzie stanziate è di 400 miliardi di euro, di cui 200 miliardi -30 dei quali riservati alle PMI-destinati a favore delle esportazioni.

La garanzia concessa dal Governo tramite Sace sino al 31.12.2020 – per finanziamenti di durata non superiore ai 6 anni con possibilità di preammortamento fino a 24 mesi -potrà essere richiesta non solo dalle imprese, ma anche da liberi professionisti e partite Iva.

I requisiti per accedere alle garanzie previste dal Fondo Liquidità implicano che la garanzia venga rilasciata solo ad imprese in “buona salute”. Non deve infatti trattarsi di impresa in difficoltà ai sensi dei Reg. Ue 31/127219e 29/02/2020, non deve risultare presente tra le esposizioni deteriorate presso il sistema bancario e deve aver utilizzato il Fondo Centrale di Garanzia fino alla capienza.

Gli importi per i quali è ammessa la garanzia devono essere calcolati nei massimali con criteri stringenti e saranno ridotti se le imprese hanno già accesso a prestiti con garanzia dello Stato.

L’importo del prestito per il quale si chiede la garanzia non può essere superiore al maggiore tra i 2 criteri alternativi:

  • il 25% del fatturato annuo dell’impresa relativo al 2019;
  • il doppio dei costi del personale relativo al 2019, con correttivi in caso di nuova attività.

La copertura della garanzia varia dal 90% al 70% dell’importo del prestito, a seconda delle dimensioni dell’impresa, con una parte di rischio residuale a carico dell’ente finanziatore.

Sono applicati costi per commissioni con aumento, negli anni, da 25 a 50 e 100 punti base, praticamente raddoppiate per le imprese di dimensioni maggiori. I costi dei finanziamenti erogati attraverso la procedura che prevede la garanzia Sace dovranno essere inferiori a quelli normalmente applicati.  Le imprese dovranno però garantire di non erogare dividendi o riacquistare proprie azioni per tutto il 2020 e altresì di gestire i livelli occupazionali attraverso accordi sindacali.

I finanziamenti dovranno essere finalizzati a sostenere i costi del personale, gli investimenti e il capitale circolante in Italia.

È stato approvato in questi giorni un accordo tra Abi e Sace per la creazione di un manuale operativo di accesso ad una piattaforma che gestirà i finanziamenti garantiti per  aziende con fatturato inferiore a 1,5 miliardi e meno di 5000 dipendenti.

Per le imprese di dimensioni maggiori sarà invece necessaria una procedura che prevede l’approvazione da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Per quanto riguarda l’export, si è previsto di favorire l’internazionalizzazione, privilegiando settori strategici dell’economia italiana in termini di livelli occupazionali e ricadute economiche per il Paese, nonché esportazioni destinate a Paesi ritenuti “strategici” per l’Italia. Sace assume in questo ambito gli impegni derivanti dall’attività assicurativa e di garanzia dei rischi definiti non di mercato per il 10% del capitale e interessi di ciascun impegno, mentre il restante 90% verrà assunto dallo Stato.

A decorrere dal 2020 è istituito un Fondo a copertura degli impegni assunti dallo Stato per le garanzie all’export, Fondo gestito da Sace spa. È prevista, ma non ancora operativa, una Convenzione decennale che regolamenti le procedure per le erogazioni di queste garanzie. Viene altresì istituito un Comitato per il sostegno finanziario pubblico all’esportazione, che definirà annualmente l’ammontare delle operazioni da assicurare suddivise in aree geografiche e macro-settori e quali di queste dovranno essere sottoposte al vaglio dei ministeri.

Tutte le operazioni garantite da Sace potranno poi essere riassicurate per il 90% degli impegni presi; Sace si coordinerà con Cassa Depositi e Prestiti, nonché con il Ministero degli affari Esteri e della Cooperazione al fine di individuare linee guida per promuovere l’internazionalizzazione delle imprese. Ci si augura che i tempi delle procedure implementate siano sufficientemente rapidi per consentire un accesso al credito garantito cosicché le imprese italiane possano avere una ripartenza veloce ed effettiva. È quindi necessario un coordinamento tra il Governo e gli istituti di credito coinvolti, che assumono in questa fase un ruolo di collaborazione fondamentale.

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