Diminuiscono le partite Iva. Merito del Jobs Act?

 Diminuiscono le partite Iva. Merito del Jobs Act?

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[dropcap]N[/dropcap]el mese di luglio 2015 sono state aperte 40.316 nuove partite Iva con una flessione rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (-6,9%). Il calo potrebbe essere stato influenzato dall’entrata in vigore delle nuove forme contrattuali previste dal “jobs act”, accompagnate dagli incentivi fiscali per le assunzioni a tempo indeterminato, che potrebbero aver favorito la costituzione di rapporti di lavoro dipendente rispetto a rapporti di lavoro autonomo con partita Iva.

La distribuzione per natura giuridica delle nuove partite Iva mostra che la quota relativa alle persone fisiche, è pari al 67,6%, le società di capitali sfiorano il 26%, le società di persone si attestano al 5,6%, mentre la percentuale dei “non residenti” e “altre forme giuridiche” è pari all’1%. Rispetto a luglio 2014, si rilevano decisi decrementi di aperture per le persone fisiche (-10,9%) e le società di persone (-9,3%); per le società di capitali, invece, si registra un apprezzabile aumento (+6%), probabilmente conseguente alle recenti norme civilistiche che agevolano l’apertura di società di capitali (a responsabilità limitata).

Riguardo alla ripartizione territoriale, circa il 43% delle nuove aperture è localizzato al Nord, il 23,2% al Centro ed il 33,8% al Sud e nelle Isole. Rispetto allo stesso mese dell’anno precedente gli aumenti di aperture di partite IVA si rilevano soltanto nelle Regioni e Province autonome del Nord (Valle d’Aosta: +60%, Prov. autonoma di Bolzano: +9,4%, Prov. autonoma Trento: +8,3%), mentre le flessioni più consistenti si sono verificate al Centro-Sud: Basilicata -27,6%, Calabria -22,6% ed Umbria -17,7%.

Con riferimento alla classificazione per settore produttivo, il commercio registra, come di consueto, il maggior numero di aperture di partite Iva (24,4% del totale), seguito dalle attività professionali (12,9%) e dalle costruzioni (8,9%). Rispetto a luglio dello scorso anno, tra i settori principali si osserva un sensibile aumento di aperture nel settore dell’istruzione (+21,1%), incrementi più contenuti si registrano nelle attività immobiliari (+6,2%) e nei servizi d’informazione (+1,3%). Le flessioni più evidenti si rilevano nella sanità (-20%), nell’agricoltura (-17,8%) e nell’edilizia (-9,3%).

Relativamente alle persone fisiche, la ripartizione per sesso è sostanzialmente stabile, con il 62,8% delle partite Iva aperte da soggetti di sesso maschile. Il 47%delle aperture è attribuibile ai giovani fino a 35 anni e il 35% a soggetti tra 36 e 50 anni. Rispetto al corrispondente mese dello scorso anno tutte le classi di età accusano cali di aperture, principalmente le due estreme (fino a 35 anni: -15%, oltre i 65 anni: -16,1%).

Nello scorso mese di luglio 2.954 soggetti hanno aderito al nuovo regime forfetario, mentre 8.640 soggetti hanno aderito al regime fiscale di vantaggio. Complessivamente, tali adesioni rappresentano il 28,8% del totale delle nuove aperture. La possibilità di opzione tra i due regimi è stata prevista dal decreto “milleproroghe” (DL 192/2014) ed è valida solo per l’anno in corso, in considerazione della circostanza che da gennaio 2016 resterà in vigore solo il regime forfetario.

Redazione

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