Domo Adami: mille sfumature di bianco

 Domo Adami: mille sfumature di bianco

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[dropcap]«O[/dropcap]ggi si tende ad affrontare il matrimonio come se fosse una festa qualsiasi. Il vestito, dunque, può anche essere colorato. Per me, invece, i matrimoni sono belli, affascinanti, trionfali, semplicemente chic; non sono “gialli” o “rossi”, piuttosto sono trasparenti, scintillanti, lussureggianti, rigogliosi. Per caratterizzare il matrimonio uso un altro tipo di aggettivazione, non utilizzo il colore. Le tonalità del bianco sono più delicate, più intriganti. Il bianco è “saggio”, da esperto, qualcosa che ti identifica con le sue mille sfumature. Il bianco ha molteplici vibrazioni: ottico, freddo, caldo, prezioso, naturale. Sono toni che si sovrappongono per diventare bianco argento, bianco oro e in mezzo a queste gradazioni c’è uno spettro cromatico che fa vivere non solo l’abito, ma anche le atmosfere, il decoro, la scenografia del matrimonio».

freyvilleIn questa dichiarazione sta tutta la “filosofia” di Mauro Adami, wedding designer e global stylist fondatore di una delle più importanti realtà del wedding italiano: Domo Adami. Una filosofia che coniuga rispetto della tradizione e innovazione, creatività e maniacale attenzione al dettaglio, passione e intraprendenza imprenditoriale.

Mauro Adami arriva alla moda per passione. Vigevanese doc, appartenente a una famiglia di calzaturieri, ha potuto godere fin da piccolo della bellezza di scarpe e pellami. Per stare con i genitori, gioca con i modellisti, le orlatrici, respira l’odore delle vernici e ascolta i grandi discettare di tendenze, ricercare nuove forme.

Diplomatosi in Ragioneria, non può rinnegare la sua anima creativa: «Mi ricordo – racconta Adami – di avere avuto sempre la matita in mano, di aver seguito mia madre dalle sarte, di aver parlato con i modellisti di scarpe e abiti».

Negli anni 80 Adami apre il suo Studio e comincia a lavorare nella maglieria, poi passa ai coordinati donna, partecipa alle dimostrazioni didattiche dei primi sistemi computerizzati per taglio e cucito realizzati dalla Necchi di Pavia e collabora con grandi aziende che lavorano già all’estero, come Les Copains o Max Mara.

All’inizio degli anni 90 il suo Studio fa di tutto: maglieria, uomo-donna, accessori, calzature, gioielli. Manca, però, la linea nella quale Adami vuole lasciare il suo segno più personale. Non vuole che sia la quotidianità, la moda per tutti i giorni, l’oggetto della sua collezione. Nutrito da esperienze di vita che lo hanno portato a contatto con i fasti storici del Carnevale di Venezia (come consulente incaricato di far rinascere lo storico Carnevale veneziano) e con la grandeur francese (nel Paese transalpino vive per un lungo periodo lavorando come advisor di grandi gruppi), Adami vuole realizzare qualcosa di innovativo. Scartati gli abiti da sera, ritenuti anacronistici, e l’alta moda che ha per lui un respiro un po’ stantio, Adami sceglie l’abito da sposa.

552492_331158926968326_71723881_n«In provincia la sposa – ricorda Adami – è sempre stata molto celebrata, trasportata su macchine eleganti e con un nutrito corteo al seguito. Quando accompagnavo mia madre dalla sarta e vedevo custoditi gli abiti da sposa, per me era come un sogno. Vedere la macchina della sposa arrivare davanti alla chiesa era una festa ed era una gran gioia essere invitato a un matrimonio. Negli anni 90, il bambino che c’era in me, cresciuto nell’ammirazione della sposa e della cerimonia del matrimonio, sentiva, però, anche il bisogno di rimodernare, liberando il matrimonio da dettami troppo tradizionali».

Ecco, dunque, nel 1993, la creazione della prima collezione di abiti da sposa e del marchio Domo Adami. «Non avevo bisogno – spiega lo stilista vigevanese – di una collezione che portasse il mio nome, non volevo autocelebrarmi, ma fare qualcosa per la sposa, per gli sposi e le loro famiglie. Così ho scelto Adami come nome caratterizzante di chi ci mette l’impegno, la tradizione, il proprio estro creativo, la propria immagine, e Domo, “alla casa”, per sottolineare l’aspetto domestico, salottiero che mi ha sempre contraddistinto. A chi visita il mio atelier mi piace offrire la comodità, la convivialità di un momento durante il quale cerco di leggere tra le righe di quello che mi viene detto-non detto, chiesto-non chiesto, per poi tramutare il sogno in realtà».

Ballo delle debuttanti (40)La collezione disegnata da Adami è un piccolo choc per l’ambiente del fashion. «Volevo alleggerire l’abito “alla principessa Diana”, modificando la “meringa” che tutti avevano in mente pensando alle spose. Nello stesso tempo, con l’abito intendevo “celebrare” le nozze, un momento speciale, unico e irripetibile, nel quale credo molto (e che oggi, purtroppo, è un po’ svilito)».

«Ho scelto di creare abiti da sposa – continua Adami – per sfuggire al conformismo che la globalizzazione sta imponendo alla moda, per cui quello che si indossa in Giappone si deve portare anche in Europa, in America, in Australia. Nell’abito da sposa ritrovo l’eccezione della moda come creatività».

0019MDConvinto che il matrimonio vada degnamente celebrato, ben presto Adami passa a occuparsi anche della progettazione e del coordinamento dell’evento, curando, nella sua veste di wedding creative, le scenografie, i decori e le location delle cerimonie nuziali. Il marchio si trasforma così in un brand globale che accompagna la sposa non solo nella scelta dell’abito, ma nella cura di tutto il matrimonio in ogni minimo dettaglio.

domo podazzeraOggi la “galassia” Adami è una realtà fiorente che fattura circa cinque milioni di euro all’anno e realizza 7-800 abiti l’anno, tutti rigorosamente made in Italy, realizzati dalle maestranze pugliesi e del Novarese. I matrimoni organizzati sono una cinquantina all’anno e possono comportare la cura di un solo piccolo dettaglio o l’organizzazione di un “pacchetto completo” per eventi nuziali che si svolgono anche all’estero.

Gli abiti di Adami vengono venduti in tutto il mondo, nonostante la concorrenza, in Europa, delle produzioni dell’Est e prezzi che, a causa dell’eccellenza dei tessuti utilizzati e dell’originalità del design, non possono reggere il confronto con quelli “stracciati” del made in China.

La crisi si è fatta sentire in questi anni, ma la realtà vigevanese l’ha ben affrontata implementando i servizi offerti. Mauro Adami ha intensificato la sua attività di wedding creative e, come uno tra i maggiori esperti del settore wedding in Italia, viene scelto per rappresentare l’indiscussa genialità del made in Italy nell’ambito wedding a eventi di rilievo internazionale come Macef e Cosmoprof e in trasmissioni tv di grande successo (di cui è autore) come “Cambio vita… mi sposo” o “Mi ha lasciato… cambio vita!” su Discovery Real Time o come “Cristina Parodi Live” su La7.

adami-10L’ultima “creatura” dell’eclettico Adami è l’Academy, una nuova opportunità per tutti i professionisti e appassionati del wedding per apprendere le tecniche dai professionisti e imparare i segreti della perfetta pianificazione.

La lunga intervista, durante la quale Adami mi ha raccontato la sua storia imprenditoriale di successo, si è svolta nella nuova sede della Domo Adami, ulteriore testimonianza del coraggio e della voglia di cambiamento che da sempre ispirano l’opera dello stilista. Lasciata la Piazza Ducale di Vigevano, infatti, l’atelier si è trasferito in una vecchia cascina splendidamente ristrutturata, ai margini della Statale. Dalla strada una grande vetrata permette di scorgere le creazioni di Adami.

Al momento di uscire, incrocio lo sguardo rapito di una cliente di Adami, una giovane sposa che si mangia con gli occhi gli abiti esposti nell’atelier. Adami la saluta calorosamente, impaziente di ascoltarla per tradurre in tessuto il sogno di una vita.

Dario Vascellaro

Direttore responsabile de Il Giornale delle PMI

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